Ricercatori svizzeri dell'universita' di Zurigo suggeriscono un possibile utilizzo delle droghe psichedeliche in medicina, associate alla psicoterapia per curare chi soffre di depressione, turbe compulsive o dolori cronici. In particolare, sostengono i possibili effetti terapeutici di sostanze come Lsd, ketamina o funghi allucinogeni.

Recenti studi, sottolineano gli scienziati, hanno dimostrato che queste sostanze agiscono sul cervello e sono in grado di ridurre i sintomi delle turbe psichiche. Queste droghe, spiegano, potrebbero venir utilizzate come 'catalizzatori': permetterebbero al paziente di modificare la propria percezione dei problemi o l'intensita' della sofferenza, avviando cosi' un lavoro con gli esperti del comportamento e gli psicoterapeuti.

"Le sostanze psicotrope sono in grado di offrire ai pazienti nuove prospettive, in particolare quando certi ricordi tornano in superficie. Possono quindi operare a cominciare da questa esperienza", afferma Franz Vollenweider, della clinica psichiatrica dell'universita' di Zurigo, che ha firmato un articolo pubblicato su 'Nature Neuroscience'.

 

Precedenti studi hanno mostrato che l'utilizzo di queste droghe puo' migliorare le condizioni dei pazienti che soffrono di depressione o stati d'ansia, agendo sul cervello e sui neurotrasmettitori coinvolti in questi problemi di salute mentale.

Vollenweider e il suo collega Michael Kometer precisano comunque che, se il medico fosse chiamato a utilizzare tali sostanze nella cura dei malati, le dosi da utilizzare dovrebbero essere minime e il trattamento molto contenuto. Uno studio pubblicato da ricercatori americani in agosto evidenzia inoltre come un'infusione di ketamina, anestetico utilizzato in medicina umana e in veterinaria, puo' agire in pochi minuti sul morale di chi soffre di turbe bipolari.

Questo genere di malattie e' in crescita ovunque nel mondo, fanno notare Vollenweider e Kometer, ricordando che alcuni pazienti non rispondono ai farmaci tradizionali. "Sono malattie gravi che accorciano la vita, e gli attuali trattamenti disponibili hanno un debole tasso di successo. Le sostanze psicotrope potrebbero offrire un'alternativa per il benessere del paziente e risulterebbero anche meno onerose per lui e la societa'", scrivono i due ricercatori.

 

Tuttavia, possiamo considerare la psicoterapia e il sostegno psicologico come aree di intervento senza gli effetti collaterali o le non-risposte che possono derivare dai farmaci.

In questo senso, lo psicologo è fondamentale nel suo lavoro relazionale.