Una ricercatrice della Washington State University ha scoperto che un impegno anche di sole 10 ore annue nello studio di materie scientifiche può portare, nei bambini delle scuole elementari, a risultati migliori in matematica e nello studio della lingua e delle materie letterarie.

Samantha Gizerian, assistente professore alla WSU, ha rilevato migliori voti ai test in ragazzini di 4^ elementare in una scuola di Los Angeles, dopo una sola presentazione sulla scienza della durata di 10 ore.

“Molti ragazzi hanno detto cose come: ‘Non sapevo che la scienza fosse divertente’” dice l’autrice dello studio. “E siccome l’hanno trovata divertente, all’improvviso non era più faticosa; non era più compiti per casa o qualcosa in più che dovevano fare”.

Dopo la presentazione, ai ragazzi sono stati offerti libri da portare a casa, e questi hanno mostrato una maggior disponibilità e voglia di praticare lettura e matematica.

E i test lo hanno confermato.

In un discorso presentato dalla Gizerian a un recente meeting della Society of Neurosciences, il percentile medio degli studenti in matematica è aumentato dal 53,2 al 63,4, mentre quello di arte e letteratura è aumentato in modo ancora più vistoso, dal 42,8 al 60,3.

Lo studio era parte di un programma di promozione dell’istruzione scientifica, in cui studenti universitari assumevano il ruolo d’insegnanti e davano lezioni di scienze. Il programma si basava sulla premessa che se è possibile insegnare concetti scientifici complessi a un ragazzino di 4^ elementare, dev’essere possibile insegnarli a chiunque. Gli studenti, sia quelli con il ruolo d’insegnante, sia i bambini, provenivano entrambi da minoranze etniche ed economicamente svantaggiate.

L’atteggiamento dello studente svantaggiato medio, negli USA, è che la scienza non è qualcosa per loro, ma qualcosa che altri fanno. Avere invece nella classe ragazzi più grandi, con lo stesso loro colore della pelle e gli stessi tratti somatici, che si occupano di materie scientifiche, è servito come spunto per mettere in moto un cambiamento verso un atteggiamento diverso: anch’io posso fare scienza.

Le lezioni consistevano di semplici cose, come osservare una piccola forma di vita su un vetrino sotto un microscopio.

“È stato stupefacente osservare le reazioni dei bambini agli studenti-insegnanti che consegnavano loro un vetrino e dicevano: ‘Questo è un vetrino di microscopio vero; come quelli che uso nel mio laboratorio” dice la Gizerian. “All’improvviso i bambini si mostravano del tutto riverenti. Erano eccitati ed entusiasti all’idea che anche loro stavano facendo vera scienza”.

Lo studio di Gizerian si conclude con l’osservazione che le piccole lezioni di scienza, pur essendosi mostrate efficaci in se stesse, sono servite da scintilla per accendere nei bambini un interesse durevole verso l’apprendimento in ogni area.

Fonte:
Website: Machine Like Us. 2012. A little science goes a long way.