Un recente studio svolto dai ricercatori britannici A. Dregan, R. Stewart R e M.C. Gulliford per indagare l'associazione tra rischio cardiovascolare e declino delle funzioni mentali in persone di oltre 50 anni di età, ha riscontrato che le prestazioni peggiori riguardano i fumatori.

Lo studio ha coinvolto circa 9.000 persone in tre periodi distinti: all’inizio della ricerca, dopo quattro anni e dopo otto anni; da tale studio è emerso innanzitutto che coloro che erano maggiormente a rischio di infarto e ictus presentavano anche un consistente impoverimento delle funzioni mentali.

Per quanto riguarda funzioni come memoria, attenzione, capacità di apprendimento, abilità linguistica e altre capacità cognitive, i soggetti fumatori hanno fornito prestazioni peggiori rispetto ai non fumatori.

In particolare, il fumo di sigaretta si è rivelato il fattore maggiormente correlato al rischio di demenza e di Alzheimer.

Si tratta quindi di un'ulteriore conferma della nocività del fumo e di come i danni che provoca alla salute siano stato finora sottovalutati e non sufficientemente considerati.

A quanto pare invece, simili danni non risparmiano nessun fumatore, nemmeno coloro che sono convinti che "... ma io mi sento a posto... tanto a me non capita..."; credo perciò che l'argomento meriti qualche riflessione.

Fonte:

Dregan, A., Stewart, R., Gulliford, M.C.

Cardiovascular risk factors and cognitive decline in adults aged 50 and over: a population-based cohort study. Age and Ageing, Nov 2012.