bullismo e cyberbullismoUn' indagine  osservazionale sui fattori di rischio comportamentale, il 2009 Youth Risk Behavior Survey , studio condotto dall'Università dell' Arizona e pubblicato online sul numero del Journal of Adolescence di aprile 2013, ha esaminato la correlazione  tra depressione, comportamento suicida, bullismo ed esperienze di vittimizzazione, elaborando i dati di circa 1500 studenti di scuola superiore.

I risultati hanno mostrato come la depressione  sia sempre stato l’elemento centrale dei  tentativi di suicidio in entrambi i sessi, ma soltanto nelle ragazze ha giocato un ruolo di  stretta correlazione tra depressione/cyberbullismo/tentativi di suicidio.

Internet, con le sue svariate forme comunicative, oggi più che mai, è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità, prevaricando di fatto, gli stereotipi più comuni e talvolta modificando alcune forme di comportamento nei confronti dei soggetti meno forti.  Il cosiddetto bullismo, che nella sua accezione lessicale sta ad indicare tutti quei comportamenti di violenza, di sopraffazione e di prepotenza nei confronti dei più deboli, si trasforma nella rete in cyberbullismo, amplificando il suo effetto attraverso le molteplici forme di comunicazione interattive: e-mail, social, forum, wiki, video, chat, quotazioni, ecc.

Astio, odio, rabbia e acredine diventano così, espressioni di fredda ed ironica sfida ed esacerbano i rapporti interpersonali. A differenza del tradizionale bullismo, non praticato in rete, il cyberbullismo non si concretizza mediante la forza fisica e/o psichica, ma attraverso l’immediatezza e la capacità di espansione delle informazioni offerte dal web.
Nei confronti della vittima predestinata, si innesca una spirale di crudeltà, viene presa di mira in modo spietato e da quel momento diventa oggetto di abusi, malignità, calunnie, provocazione e ricatti.

Chi si diletta in queste sgradevoli pratiche, sfrutta dunque  la visibilità e l'immediatezza offerta dalla rete e questo avviene molto spesso su social network di grandi dimensioni solitamente poco controllati come Facebook ad esempio, dove il sistema di guardia dei moderatori è poco efficiente a causa della grande mole di dati e numeri che vengono assorbiti giornalmente dalla piattaforma.

La rilevanza del fenomeno,  ha assunto una diffusione mediatica importante tanto da spingere le istituzioni ad interrogarsi su di esso. A tal proposito anche il Ministero dell'Istruzione italiano ha lanciato uno studio specifico sul caso, da cui è possibile evincere che ben uno studente su quattro avrebbe compiuto o subito atti di cyberbullismo. I telegiornali raccontano quasi ogni settimana di dolenti episodi di bullismo, tra violenza fisica e psicologica, ma il numero delle denuncie, non corrisponde mai alla quantità degli eventi accaduti.

Ci sono infatti moltissimi casi in cui la vittima di violenza e la sua famiglia non trovano il coraggio di opporsi e denunciare, sia perché non sanno bene a chi rivolgersi, sia per pudore ed imbarazzo, come spesso accade in situazioni di abuso sessuale.

Per arginare, ma soprattutto per prevenire il fenomeno del bullismo in tutte le sue forme, diventa indispensabile che le famiglie e la scuola agiscano in sinergia, mantenendo uno “sguardo sempre vigile” sui bambini e sugli adolescenti.
Sarebbe auspicabile un'opera di sensibilizzazione per i più giovani, insegnando loro il corretto e "consapevole”  utilizzo della tecnologia.

Quali sono i segnali di disagio che i genitori dovrebbero notare?

- Utilizzo eccessivo del telefono, posta, e-mail chat, social network
- Ritiro dalla vita sociale, quasi con modalità difensive 
- Cambio repentino d' umore dopo aver letto la posta o i messaggi al cellulare
- Scarso rendimento scolastico
- Abuso di internet anche in ore notturne o insolite
- Deflessione o fluttuazioni del tono dell'umore
- Alterazioni del ciclo sonno/veglia
- Alterazioni del ritmo sonno/veglia
- Immagini intime, scattate tra amici o fidanzati (nel caso del sexting), sparse nella rete

Dallo studio condotto dall'Università dell'Arizona e pubblicato online sul numero del Journal of Adolescence e dai suoi risultati, emerge un duplice invito degli autori:

in primo luogo: l'importanza nel riconoscere tempestivamente eventuali segnali di depressione nei giovani, a maggior ragione se di sesso femminile e se coinvolti in episodi di bullismo e attuare opportune strategie preventive su questi ultimi;

in secondo luogo la necessità di non limitare il campo d'azione alla scuola superiore ma estendere le indagini anche alla scuola media, al fine di intervenire senza ritardo.

A livello nazionale, continua ad essere attivo il numero verde nazionale 800 669696, all' interno della campagna per la lotta al bullismo :
"Smonta il bullo"promossa dal 2007 dal Ministero della Pubblica Istruzione per accogliere le svariate segnalazioni correlate ad atti  di bullismo, offrire informazioni sul fenomeno e consigliare i comportamenti migliori da tenere in situazioni critiche.