Le modelle sottopeso rendono davvero anoressiche le ragazze che le vedono?
 
Nonostante questa preoccupazione sia piuttosto diffusa le ricerche condotte in materia dimostrano che le pressioni del gruppo di pari contano di più dei modelli proposti dai media, quando parliamo di insoddisfazione per la forma fisica e del desiderio di dimagrire che può sfociare nell'anoressia o in un diverso disordine alimentare.
Uno studio appena pubblicato ha stabilito infatti che né la fruizione di tv né l’uso di social media influenzano il desiderio di dimagrire delle ragazze quanto la competizione fra pari, quindi con le proprie amiche e compagne.
Il campione è stato esaminato per due volte, a distanza di sei mesi, per studiarne lo stato attuale e l’evoluzione: i risultati dimostrano che il gruppo dei pari influenza l’insoddisfazione per il proprio aspetto e lo sviluppo di disturbi del comportamento alimentare nelle ragazze indipendentemente dalla loro esposizione a modelli di magrezza proposti dai media.

La presenza di competizione con le altre ragazze è risultata correlata all’insoddisfazione per il proprio corpo, per la propria vita in generale e alla presenza di disordini alimentari a sei mesi di distanza dalla prima rilevazione.
L’uso dei social media è predittivo di una scarsa soddisfazione per la propria vita in generale, ma in fondo non si tratta altro che di luoghi virtuali nei quali si sposta la competizione fra ragazze, che si può intensificare.
Come si alimenta la competizione fra ragazze?
In due modi: attraverso interventi diretti (comparazioni e commenti espliciti, imposizione/condivisione di norme sulla bellezza, giudizi sulla persona basati solo sull’aspetto esteriore) o influenze indirette (spinta implicita alla competizione, provocazione del confronto). In entrambi casi è il confronto a generare insoddisfazione e il desiderio di essere fisicamente diverse da ciò che si è.
Questo fenomeno è stato studiato anche per quanto riguarda la soddisfazione per la propria situazione economica, che dipende dal confronto fra la propria situazione e quella delle persone con le quali si è a contatto e quindi ci si confronta.

Anche il rapporto fra amiche, oltre alla competizione con le coetanee nel gruppi dei pari, influenza l’insoddisfazione per il proprio aspetto: la percezione del giudizio delle amiche porta a preoccuparsi per il proprio aspetto più del confronto con i modelli molto più lontani proposti dai mass media.
Diverse ricerche hanno domostrato che quando il corpo è argomento abituale di discussione fra amiche (diete, peso, cellulite ecc.) l'insoddisfazione cresce, perchè la focalizzazione sull'aspetto fisico contribuisce ad aumentare la percezione di eventuali difetti
Un simile effetto non si verifica o è minore quando una persona effettua regolarmente attività sportiva e di conseguenza tende a concettualizzare il proprio corpo in base alla sua fuzionalità (movimento, forza muscolare, elasticità) e non in base al suo aspetto.
Questo è ciò che accade in genere agli uomini, che si confrontano maggiormente con gli amici e i pari sulle performance e sui risultati dell'attività fisica, piuttosto che sul proprio aspetto.

Le coppie di amiche
esaminate in particolare da uno di questi studi si considerano simili fra loro in quanto a comportamenti di controllo del fisico (pesarsi, esaminarsi allo specchio) e preoccupazioni per il proprio aspetto.
La percezione di similarità non è legata alla durata o profondità dell’amicizia, ma è un fenomeno che si crea perché permette ad ogni soggetto di sentirsi convalidato (compreso, riconosciuto) dall’amico, in quanto simile a lui. Ritenere la propria amica preoccupata e concentrata sul corpo come sé stesse permette di sentirsi giustificate nei propri comportamenti e di non metterli in discussione.
Un secondo fattore cruciale nel determinare l'insoddisfazione per il proprio corpo, come detto, è la percezione di ciò che le amiche pensano e di pressioni da parte loro a dimagrire. Ciò che esercita un'influenza non è tanto il reale giudizio delle amiche, quanto la percezione che la ragazza ne ha, e che deriva da un insieme di dati di realtà frammisti a proiezioni delle opinioni su di sè della ragazza stessa che, a loro volta, sono influenzate dal gruppo dei pari.

Ritornando al tema della competizione fra pari, i modelli di magrezza proposti dai media possono dunque avere un’influenza generale e sovraordinata nell'orientare la costruzione dei modelli eletti a ideale dalle singole comunità, ma questa influenza si concretizza presumibilmente quando le ragazze si mettono in competizione fra loro ed è meno determinante per la soddisfazione del singolo quando tale competizione fra pari non è presente.

Molte ricerche condotte nell’ultimo decennio confermano la decisiva influenza dei pari come mediatori delle istanze proposte dai media, che non giungono prive di filtro all’adolescente, ma sono recepite se i coetanei appartenenti al medesimo ambiente le recepiscono.
L’aderenza all’ideale eletto come tale dal gruppo dei pari consente alle ragazze, in ottica evoluzionistica, di garantirsi il gradimento di un compagno e quindi di avere la possibilità di riprodursi/formare una famiglia, ma la maggior parte delle caratteristiche ideali sono trasversali alle diverse culture (in quanto indice di fertilità) come ad esempio la simmetria del viso e le caratteristiche che indicano giovinezza, come la brillantezza dei capelli.
Su questo i media non hanno alcun effetto e rispecchiano anzi la preferenza per caratteristiche presenti in natura e ubiquamente osservabili.
Sempre in prospettiva evoluzionistica, l’insoddisfazione per il proprio corpo aumenta nelle donne che vivono in società dove i matrimoni non sono combinati e la competizione con le altre donne è quindi più intensa, basata su molte caratteristiche, protratta nel corso della vita a causa dell’alto numero di coppie che si separano in età non più giovanissima (che fa aumentare il numero delle potenziali rivali).

Se alla base dell’insoddisfazione per il proprio corpo c’è la competizione è ovvio che i media abbiano ben poca influenza in tutto ciò, poiché una ragazza non si sente in competizione con le donne del video, ma con le ragazze che incontra nel proprio ambiente.
Questo può spingerla a concentrarsi ossessivamente sul proprio corpo e a iniziare diete sregolate che non di rado rappresentano l’anticamera dell’anoressia.
La competizione, ogni competizione, avviene solitamente con le persone del proprio ambiente e i confronti si fanno con loro, così come la pressione ad attuare determinati comportamenti e ad aderire a certi standard dipende dal gruppo di appartenenza.
Di conseguenza il ruolo dei mass media non può che essere molto limitato e la preoccupazione per le “modelle anoressiche” dovrebbe riguardare la salute delle modelle stesse, più che gli effetti sulle ragazze che le vedono. 

Fonti: