Litigare con il proprio partners, sembra faccia male alla salute, chi invece non si attarda in litigi e conflittualità,  mangia e dorme meglio,  addirittura non fuma e vive più a lungo.
A conferma di questa ipotesi, ci pensa una  ricerca americana, della Brigham Young University, pubblicata sulla rivista Journal of Marriage and Family, secondo cui evitare di litigare fa bene alla salute.
Gli studiosi hanno monitorato per ben 20 anni 1700 coppie sottoponendole  a dei sondaggi periodici sulla salute-psicofisica e la qualità di vita.
Conclusione:
Dalla ricerca è emerso che minore era il numero di litigi durante la vita della coppia e  migliore era lo stato di salute di entrambi i  partners.

Riflessioni:
Da psicologa, perfezionata in sessuologia clinica, mi occupo stabilmente di coppie in crisi e personalmente non credo che l’assenza di litigi equivalga alla presenza di empatia e salute di coppia, forse può rappresentare una strategia per evitare stress, disturbi psico-somatici e tensioni familiari, ma la salute fisica non può essere disgiunta da quella psichica.

Leggendo la ricerca mi sono venute in mente le seguenti riflessioni cliniche:

-La salute fisica correla con la salute di coppia?
-Il litigio è sano, utile ?
-Quante coppie, sanno ancora litigare?
-Litigare spesso o non litigare mai?
-Quali strategie per fare funzionare un rapporto
?

Le parole abusate, aggressive, cariche di astio e di elementi irrisolti, spesso lasciano spazio ad un “silenzio assordante”, che non è affatto fautore di armonia e di elementi chiarificatori, ma un preliminare di possibili disagi futuri.
Il silenzio e l’assenza di litigi, non equivalgono ad una “garanzia emotiva” di salute di coppia, ma spesso ammantano le reali necessità psico\fisiche di una coppia.
Molti partners, preferiscono vivere nel silenzio, che affrontare giorno dopo giorno, le difficoltà che abitano la coppia stessa, trasformando il compagno di vita in un inquilino\complice di molte infelicità.
L’assenza di un “sano litigio”, rappresenta una “collusione” da parte dei membri di una coppia, cioè  una sorta di evitamento del dialogo e porta con sé, tutta  una serie di campanelli d’allarme che preannunciano un possibile futuro disagio coniugale.
Il litigio infatti, è un momento simbolico deputato allo scambio di idee, di emozioni e di  pensieri importanti, imprescindibili dalle dinamiche della coppia stessa.
I silenzi protratti e l’allontanamento di cuore porta spesso a tutta una serie di altri silenzi, come quello dei sensi e delle emozioni.

Vediamo insieme alcune spie di disagio coniugale:
Fastidio o ritardo sempre più prolungato nel rientrare a casa, silenzio durante i pasti, nessuna verbalizzazione affettuosa, nessun rituale che testimoni la presenza dell’altro nella vita del coniuge (come per esempio la buona notte, il buon pranzo, uno scambio di messaggi, di  e-mail ecc.), la difficoltà crescente nel condividere luoghi comuni, come il letto ed il bagno ed ovviamente l’assenza del bacio e dell’intimità corporea.

Tra le più frequenti “trappole del dialogo” tra partners in crisi, vi è quella della prevaricazione, caratterizzata dalla non condivisione e sopportazione del punto di vita altrui e dalla scarsa capacità di ascolto attento ed empatico, elementi maggiormente amplificati dalla  presenza di astio e di aggressività.
Le parole aggressive o i silenzi prolungati, alla lunga  prendono il posto delle emozioni, così da li a breve la coppia inizierà un possibile processo separativo.

-Come imparare a dialogare ed a litigare?
-Esistono “litigi costruttivi” ed altri che invece non portano a nulla?


Litigare fa bene alla coppia, soltanto se l’emozione che viene espressa non diventa un’emozione distruttiva ed il contenuto verbale ed emozionale non è carico di acredine e di elementi irrisolti.
La condivisione della rabbia, del dolore e della delusione, diventa il primo passo verso una possibile chiarificazione e cambiamento, il silenzio ed il far finta che tutto vada per il meglio, porta invece ad un progressivo allontanamento dei coniugi.
Il litigio deve prevedere: la capacità di entrare in empatia con l’altro, la capacità d’ascolto e la circolarità di informazioni, pensieri ed emozioni.
Quando a questi elementi, si sostituisce il desiderio imperante di sottomettere il partner nella comunicazione, questi tipi di scambi rappresentano soltanto una modalità malsana  per appagare il narcisismo individuale e non apportano nessun cambiamento nell’altro e tantomeno all’interno delle dinamiche della coppia

La vera sensazione di intimità con l’ altro è data dal silenzio e dalle parole, dalla presenza e dall’assenza, non esistono regole universalmente estendibili a tutte le coppie, ma contenuti emozionali, mentali e verbali che correlano con lo storico affettivo di ogni partner.
Una possibile strategia per mantenere in vita un legame è quella di evitare di dare  il partner per scontato, essere capaci di nutrire ed innaffiare sempre il legame con gesti e parole, con amore, attenzione e soprattutto con generosità.


http://www.ncfr.org/jmf?gclid=CKKf0b-qmrgCFcRe3god82sAcQ

 

Per un approfondimento ulteriore:

http://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1719-preliminari-separazione.html