Una tentazione frequente di molta psicologia è ricondurre infedeltà e amore a istanze subconscie, “profonde”. Le motivazioni che però spingono le persone a comportarsi in modo apparentemente irrazionale, specie quando di mezzo ci sono i sentimenti, sono ancor più profonde dell'inconscio psicoanalitico. Esse rimandano alle ragioni “vere” per cui gli esseri umani esistono, almeno da un punto di vista evoluzionista: sopravvivere e riprodursi.

Questo articolo riassume un TED Talk in cui l’antropologa Helen Fisher parla di infedeltà. L’amore, dice la Fisher, non è tanto un’emozione quanto un sistema neurale, uno dei tre che governano accoppiamento ed evoluzione.

Sono per l’appunto questi ultimi sistemi due a render conto del perché le persone tradiscono, anche quando attribuiscono così tanto valore all’amore.

Vediamo l’infedeltà rappresentata ovunque, a volte anche nella vita reale. Eppure, anche se leggere che l’infedeltà ha a che fare con il modo in cui il cervello funziona è disturbante, e anche se i punti seguenti possono risultare scomodi e sgradevoli, possono aiutarci a farci un’idea più completa ed esatta del perché si tradisce.


1.  La formazione della coppia è un segno distintivo dell’umanità.

I dati del Demographic Yearbook statunitense su 97 società fra il 1947 e il 1992 indicano che circa il 93.1% delle donne e il 91.8% degli uomini si sposa entro il 49° anno di età. Dati più recenti indicano che circa l’85% degli americani si sposa, in totale.

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2.  La monogamia è però solo una parte della strategia riproduttiva umana. L’infedeltà è molto diffusa.


Studi attuali sulle coppie americane indicano che dal 20 al 40% degli uomini eterosessuali sposati e dal 20 al 25% delle donne eterosessuali sposate hanno almeno una relazione extraconiugale durante la loro vita.

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3.  L’architettura cerebrale può contribuire all’infedeltà.


Gli esseri umani dispongono di tre sistemi cerebrali primari che governano l’amore: 1) quello della la spinta sessuale, evolutosi per motivare gli individui a copulare con altri individui; 2) quello dell’amore romantico, evolutosi per motivare gli individui a investire tempo e risorse necessarie per l’accoppiamento su un unico individuo, in tal modo risparmiando risorse ed energia metabolica; 3) quello dell’attaccamento al partner, evolutosi per motivare le coppie a restare unite fin quando almeno un figlio sarà diventato relativamente autosufficiente.

Questi sistemi neurali di base interagiscono l’uno con l’altro e con molti altri ancora, in miriadi di combinazioni possibili, allo scopo di fornire le necessarie emozioni, motivazioni e comportamenti che orchestrano la complessa strategia riproduttiva umana.

Tuttavia, un’architettura neurale siffatta rende possibile nutrire sentimenti di profondo attaccamento per un partner, mentre si sente un intenso amore romantico per un altro partner, mentre si sente un’attrazione sessuale per diversi altri partner, estranei alla coppia.

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4.  L’infedeltà è da sempre un fenomeno interculturale.


Era comune fra gli antichi Romani e Greci, negli europei preindustrializzati, nei giapponesi, cinesi e indiani della storia, così come fra gli Inuit tradizioniali dell’Artico, i Kuikuru delle giungle del Brasile, nei Kofyar in Nigeria, nei Turu di Tanzania e in molte altre società tribali.

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5.  Sono possibili più tipi d’infedeltà.


I ricercatori hanno ampliato la definizione d’infedeltà per comprendere l’infedeltà sessuale (scambio sessuale senza alcun coinvolgimento romantico), l’infedeltà romantica (scambio romantico senza coinvolgimento sessuale), e quella dove sono presenti entrambi i coinvolgimenti.

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6.  Molte variabili psicologiche, culturali e persino economiche giocano un ruolo nella frequenza e nell’espressione dell’infedeltà.


Una cosa però è chiara: l’infedeltà è un fenomeno su scala mondiale, che si verifica con notevole regolarità malgrado la sua quasi unanime disapprovazione.

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7.  Il bracconaggio di partner è un trend in crescita.


Un recente sondaggio di persone single americane ha rivelato che il 60% degli uomini e il 53% delle donne ammette di attuare il cosiddetto bracconaggio (o predazione) di partner, corteggiando individui in relazioni stabili per cercare di sottrarli al loro attuale partner. Il bracconaggio partneriale è comune in almeno altre 30 culture.

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8.  L’infedeltà non necessariamente segnala una relazione problematica (almeno fin quando non viene scoperta).


Indipendentemente dalla correlazione fra insoddisfazione relazionale e adulterio, fra gli individui infedeli di uno studio il 56% degli uomini e il 34% delle donne si sono dichiarati “felici” o “molto felici” nel proprio matrimonio, suggerendo ai ricercatori un ruolo giocato dalla biologia nel tradimento.

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9.  Alcuni studi mostrano la possibilità che l’infedeltà sia almeno in parte genetica.


Il che non significa, come molte altre cose geneticamente determinate, che l’esito sia automatico e definitivo e che non sia possibile farci niente.

Tuttavia, nel 2008 Walum e colleghi hanno studiato se e quanto i geni siano capaci di influenzare i comportamenti di accoppiamento negli esseri umani. Sono state esaminate 552 coppie, tutte sposate o conviventi da almeno cinque anni. Gli uomini portatori dell’allele 334 della vasopressina in una regione specifica del sistema della vasopressina hanno ottenuto punteggi significativamente più bassi sulla scala (test psicologico) Partner Bonding Scale (scala di legame con il partner), mostrando meno sentimenti di attaccamento verso la moglie o compagna. Inoltre, i loro punteggi erano dose-dipendenti, ossia gli uomini con questo gene in doppia copia hanno riportato punteggi minori, seguiti da quelli con un solo allele. Gli uomini con il gene 334 hanno anche riportato più crisi coniugali (incluso il rischio divorzio) durante l’anno precedente e gli uomini con la doppia copia di questo gene avevano avuto approssimativamente il doppio della probabilità di essere andati incontro a tali crisi, rispetto agli uomini che avevano ereditato una sola copia del gene. Infine, le partner degli uomini con una o due copie del gene hanno riportato punteggi significativamente più bassi a un test di soddisfazione coniugale.

Questo studio non misurava direttamente l’infedeltà, ma diversi fattori probabilmente correlati ad essa.

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10.  Diversi studiosi hanno proposto teorie per spiegare l’evoluzione dell’adulterio negli esseri umani.


La Fisher, ad esempio, specula che durante la preistoria i maschi infedeli si riproducessero in modo molto più frequente dei maschi fedeli, ponendo in tal modo le basi genetiche dell’appetito sessuale negli uomini contemporanei. Dal canto loro, le donne preistoriche infedeli riuscivano a fruire di maggiori risorse economiche attraverso i loro partner extra, anche sotto forma di maschi aggiuntivi che si prendessero cura della prole nel caso in cui il partner primario morisse o si allontanasse. Inoltre, mettendo al mondo un figlio con uno di questi compagni addizionali, poteva aumentare la varietà genetica dei discendenti.

L’infedeltà ha offerto ricompense biologiche inconsce agli uomini e donne della preistoria, perpetuando in tal modo fino ad oggi le basi biologiche del tradimento in ambo i sessi.

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Fonte:

TED online, gennaio 2014. 10 facts about infidelity, as divulged by Helen Fisher.