valeriarandone_coppia-crisi-482.jpg_370468210L'attenzione alla salute sessuale è in crescente aumento ed a denunciare l'allarme "auto-medicazioni" sono i medici di medicina generale

"La Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), ha lanciato l’allarme circa l’abitudine, sempre più dilagante tra il sesso maschile, di ricorrere all’acquisto on-line di medicinali per risolvere le loro problematiche sessuali. I medici hanno lamentato che, solo un numero molto esiguo di pazienti, si rivolge a loro per un consiglio o per esporre le problematiche inerenti la sfera dell' intimità.

La maggior parte degli uomini, a prescindere dal ceto e dall’età, preferisce rivolgersi ai siti on-line che vendono prodotti promettendo la risoluzione dei loro problemi".

Da clinico che si occupa stabilmente di affettività e sessualità, ritengo che l'ausilio del web non sia poi da condannare del tutto. Oggi, grazie ad internet, alle consulenze online ed alla massiccia opera di sensibilizzazione, mediante articoli scientifici e blog, lo spinoso argomento "sessualità" viene sempre più trattato ed attenzionato. Molti utenti/pazienti, spesso non hanno coscienza di avere una disfunzione sessuale ed il primo confronto con altri utenti e clinici online, argina l'imbarazzo ed il disagio nell'esporre la propria problematica. La diagnosi clinica si sa, deve essere poi effettuata de visu, ma il percorso verso la coscentizzazione di avere una disfunzione sessuale è sempre tortuoso ed irto di difficoltà intrapsichiche e relazionali.

  • Quali sono le cause di tale reticenza o resistenza?
  • È così difficile parlare di sessualità? 
  • È una questione di pudore, di omertà maschilistica o di mancanza di punti di riferimento in materia?
  1. Anche per i medici, che non sono stati formati per trattare problematiche inerenti la sfera della sessualità, parlare di questi argomenti non è affatto semplice per svariati motivi:
    difficoltà nel trovare uno spazio adeguato, soprattutto di tipo mentale, per poter dare ascolto al paziente.
  2. il paziente con disfunzioni sessuali, non ha quasi mai il coraggio di chiedere aiuto, quindi spetta al medico trovare le strategie comunicazionali per far emergere la problematica sommersa.
  3. trovare le parole giuste, non troppo scientifiche, né troppo amicali, per far emergere la problematica prima e trattarla dopo.
  4. quando si trattano tematiche relative alla sfera della sessualità, c'è sempre un notevole riverbero emozionale che si ripercuote sul proprio vissuto e sulla propria sessualità (se la gastrite è soltanto del paziente, il deficit erettivo, potrebbe anche essere il nostro).

Durante il mio percorso lavorativo ho collaborato con alcune case farmaceutiche in occasione del lancio della prima pillola blu ed alcuni medici di medicina generale avevano trovato come "strategia comunicazionale non verbale", per incentivare il paziente alle dolorose confessioni, il lasciare in vista una scatola omaggio di viagra sul tavolo, facendo in modo che il paziente/coppia la vedesse  e di conseguenza potesse chiedere una consulenza sessuologica.

Dai dati forniti dalla Fimmg (la federazione italiana medici di medicina generale), emerge la necessità di trovare una soluzione per aiutare i pazienti per il sempre più frequente disagio sessuologico.

"La soluzione proposta consiste nell’integrare, durante la solita visita di routine, oltre ai consueti esami diagnostici, anche un test per valutare la salute dei propri pazienti da un punto di vista sessuale".
Secondo le ultime stime, il numero di uomini che soffre di un disagio, si aggira intorno agli 8 milioni:  tra i disturbi più frequenti è presente la "disfunzione erettile", "l’eiaculazione precoce", oltre l'oramai abusato e silente, "calo del desiderio".

Pochissimi sono i pazienti che chiedono aiuto ai clinici e la maggior parte, a causa di un senso di vergogna e disagio nel denunciare il problema, percorrono strade impervie e sempre meno scientifiche e risolutive.
Dalle indagini effettuate emergono i seguenti dati: "L’eiaculazione precoce riguarda il 25% degli uomini sotto i 60 anni, ma appena il 9% la denuncia" .
Opinione comune tra gli uomini, è che questo problema, soprattutto all'inizio della sua manifestazione clinica, sia imputabile ad un'incontrollabile "foga sotto le lenzuola" , un eccesso di eccitazione, una sorta di "fretta del piacere”, difficilmente procrastinabile, la realtà clinica è invece un’altra.

L'eiaculazione precoce, è una disfunzione sessuale della fase dell'orgasmo e va diagnosticata dall'andrologo, a seguito di visita specialistica, il protocollo terapeutico si stabilisce solo dopo, in funzione dell'etiologia, del paziente, della sua affettività e sessualità e soprattutto delle sue dinamiche di coppia. Non esiste una terapia, senza paziente.
Una “diagnosi non completa” ed una terapia che non affronti le cause nella loro globalità, possono costituire nel tempo, un fattore di mantenimento del disturbo,  anziché la risoluzione della disfunzione.

Dalle riflessioni dei medici di medicina generale emerge poi che molti uomini ammettono di ricorrere a "metodi casalinghi", che in sessuologia chiamiamo "strategie fai da te", per aggirare il problema.
Tra le pseudo soluzioni adoperate abbiamo i famigerati pensieri distraenti, il paziente infatti, durante il rapporto cerca di distrarsi concentrandosi su problemi quotidiani o situazioni imbarazzanti o disfunzionali.

In realtà questa soluzione non fa altro che distrarre il paziente dal sentire il punto di non ritorno eiaculatorio, velocizzando ancor di più l'eiaculazione ed impedendone il controllo.
Altri ancora ammettono di assumere vino o superalcolici per allontanare la tensione e per stordirsi tanto quanto basta per non sentire l'eccitazione.
Insomma, tutti metodi discutibili che bisognerebbe debellare,  partendo dal presupposto che l’eiaculazione precoce è da considerare una vera e propria disfunzione e come tale andrebbe curata. Una recente ricerca del National Health and Wellness Survey, ha dimostrato come  di disfunzione erettile soffra addirittura un ragazzo su 20, con un' età compresa dai 18 ai 39 anni.

Ribadiscono ancora i clinici: "chi soffre di deficit erettile non si fida dei dottori ma, soprattutto, non si cura”.
Un dato allarmante la cui origine viene oggi messa in relazione con gli stili di vita inadeguati, usi e costumi sessuali non proprio consoni al concetto di salute sessuale, l’abitudine dei giovani di praticare sempre meno attività fisica, di essere sempre più in sovrappeso, oltre che di avere il vizio del fumo e di assumere droghe sempre in maggiore quantità.
Nonostante l’abitudine comune di non ricorrere all’aiuto del medico, il 68% dei soggetti interessati dal problema ha dichiarato di aver pensato all’acquisto di farmaci on-line, come panacea per tutti i mali. 

La farmacoterapia viene vissuta come una soluzione immediata, oltrepassando la vergogna, l' imbarazzo, ma soprattutto l'indispensabile diagnosi clinica.

Il calo del desiderio è infine un problema che riguarda la maggior parte degli uomini, anzi delle coppie di oggi. Anche in questo caso la diagnosi clinica deve essere scrupolosa.
Il paziente deve effettuare sempre una diagnosi andrologica, la donna una visita ginecologica e non devono mai essere sottovalutate le dinamiche psico/sessuali della coppia, oltre che essere effettuata la disamina delle pieghe psichiche ed emozionali di entrambi i partners.
Scientificamente provato che l’intesa emozionale e relazionale di coppia, fa da palcoscenico per la salute ed empatia sessuale della coppia stessa, quindi la pillola magica, acquistata online, non si potrà mai sostituire al dialogo e soprattutto all'amore.

La salute sessuale è un bene per tutti, averne cura e soprattutto rivolgersi ai clinici competenti e formati per potersene occupare, diventa la strada maestra per la risoluzione dei poliedrici disagi sessuali.


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