Sottoscritto da associazioni di pazienti, medici, farmacisti.

Un’alleanza contro il mal di testa tra associazioni di pazienti, medico-scientifiche e farmacisti che hanno sottoscritto il “Manifesto dei diritti della persona con cefalea” .

La cefalea primaria cronica rappresenta la settima causa mondiale di disabilità. Un problema sanitario per il quale, come è stato indicato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, è necessario rimuovere barriere di ordine clinico, sociale e politico-economico. L'Alleanza contro le cefalee vuole essere una risposta coordinata e per questo, si spera, più efficace per rispondere alle istanze sanitarie generate da una patologia troppo spesso sotto diagnosticata e sotto trattata che, anche per questa ragione, è causa di disabilità e grave compromissione della qualità di vita.

Tra i principali obiettivi del Manifesto:

  • cure più efficienti mirate sulle necessità del singolo paziente a seconda della gravità
  • adeguate informazioni a chi ne soffre su come accedere a percorsi diagnostico- terapeutici
  • uniformare l’accesso alle terapie su tutto il territorio nazionale
  • ottenere il riconoscimento legislativo della cefalea primaria cronica, come malattia sociale.

Il Social Manifesto, presentato a Roma il 26 Febbraio, è stato siglato da Sisc- Società Italiana per lo studio delle cefalee, Anircef- Associazione neurologica Italiana per la ricerca sulle cefalee, Federdolore- Società Italiana dei clinici del dolore, Federfarma- Federazione nazionale che riunisce oltre 18mila farmacie italiane, Aic- Associazione italiana per la lotta contro le cefalee, Lic- Lega italiana cefalgici, Ai. Ce Foundation- Alleanza Cefalgici.

Il Manifestosi svilupperà in un arco temporale di due anni e darà vita a numerose iniziative; produrrà report informativi ad uso delle istituzioni e della pubblica opinione, oltre a realizzare campagne sociali nell'intento di sensibilizzare pubblica opinione e legislatori sulla necessità di varare una mappa nazionale nella quale siano identificate le priorità di intervento, non escludendo, tra queste, la sensibilizzazione delle istituzioni circa la necessità di sostenere finanziariamente e promuovere studi e ricerche, di base e clinici, oltre che sviluppare iniziative per la formazione e l'aggiornamento degli specialisti.

Il presidente della Società Italiana per lo studio delle cefalee sottolinea che: “Oggi in Italia chi soffre di cefalea, e si tratta per lo più di donne, utilizza troppo spesso farmaci in modo improprio e protratto, con rischi di tossicità e abuso o dipendenza da auto medicinali, che possono facilitare la cronicizzazione del disturbo. Per questo è fondamentale avere una chiara definizione legislativa della malattia come patologia sociale, offrendo ai pazienti un percorso di informazione e cura personalizzato e consentendo l'accesso agli interventi terapeutici più innovativi”.

Quello della cefalea, ribadisce il presidente dell’Associazione Italiana per la lotta contro le cefalee e direttore dell’Unità per le cefalee e il dolore al San Raffaele di Roma, è un dolore che accompagna tutta la vita.L’Italia è forse il Paese al mondo che più ha contribuito alla ricerca sulle cefalee e anche gli specialisti in materia non mancano: sono 215 i centri cefalee nel nostro Paese e oltre un centinaio gli ambulatori territoriali. Quello che ancora manca è il controllo di qualità di questi centri, bisogna lavorare per cercare di uniformare il trattamento dei pazienti secondo le linee guida e abbattere le lista d’attesa”.

Nel manifesto un’attenzione particolare viene data all’età evolutiva, in quanto la cefalea colpisce il 25 per cento dei ragazzi in età scolare, con significative ripercussioni sul rendimento scolastico e sulla comprensione dei comportamento anomalo dei bambini da parte dei genitori. A fare da sentinelle e da sportello di consulenza sul territorio sono le farmacie, che come sottolinea la presidente di Federfarma: “ essedevono aiutare al corretto utilizzo del farmaco, monitorarne l'uso e indirizzare i pazienti verso i centri specialistici presenti sul territorio, abbreviando i tempi del ricorso alla terapia più adeguata”.

 

E’ fondamentale che il sistema sanitario offra un accesso alle cure articolato per livelli di complessità crescente, assicurando non solo un'efficiente gestione e presa in carico dei malati ma anche la massima appropriatezza dell'approccio in tutte le regioni italiane.

 

 

FONTE: quotidianosanità.it

Alle mie pazienti che soffrono di cefalea