Il binge drinking, o "abbuffata alcolica" ovvero l'assunzione di più bevande alcoliche in un intervallo di tempo più o meno breve, allo scopo di ottenere un’ubriacatura immediata, e la rapida perdita di controllo sarebbe maggiormente diffuso tra gli adolescenti omosessuali.

Secondo un recente studio (condotto da Sheree M. Schrager e coll. e presentato al Pediatric Academic Societies - PAS durante l’incontro annuale a Vancouver, British Columbia, Canada Tass), il binge drinking, sarebbe più diffuso tra adolescenti lesbiche e gay piuttosto che tra i loro coetanei eterosessuali, ciò potrebbe essere dovuto allo stress cronico causato da situazioni sociali difficili cui sono sottoposti gli adolescenti omosessuali.

Questa ricerca, in linea con altri studi, sembrerebbe indicare che lesbiche e gay sperimentino più alti tassi di problemi di salute fisica e mentale. Ciò sarebbe in linea con la prospettiva del “Minority stress” (stress delle minoranze), ovvero, la prospettiva secondo la quale un gruppo di minoranza sarebbe soggetto a disagio psichico derivato dalla discriminazione e dalla stigmatizzazione sociale. Secondo la teoria dello stress delle minoranze, lo stress cronico causato da discriminazione, rifiuto, persecuzione, occultamento dell’orientamento sessuale, omofobia interiorizzata (atteggiamenti negativi verso l'omosessualità) e altre esperienze negative favorirebbe l’insorgere di differenti problemi di salute.

Gli autori di questo studio hanno cercato di spiegare, attraverso la teoria dello stress delle minoranze, il differente tasso di diffusione del binge drinking tra gli adolescenti gay e lesbiche e i giovani eterosessuali. Per fare questo, hanno analizzato le risposte di 1.232 Giovani di età tra i 12 e i 18 anni che hanno partecipato a un sondaggio online condotto da OutProud: la Coalizione Nazionale per Giovani Gay, Lesbiche, Bisessuali e Transgender. Il 16 per cento dei giovani si sono identificati come lesbiche e l’84 per cento come maschi omosessuali.

L'indagine conteneva domande su esperienze sessuali di minoranza e teneva conto di oltre 260 variabili. Questa indagine sembra essere la prima volta ad esplorare il rapporto tra il binge drinking e una varietà di esperienze di stress di minoranza, come l'omofobia e la vittimizzazione gay-correlata, in un ampio campione di adolescenti gay e lesbiche.

Secondo la dottoressa Sheree M. Schrager, PhD, MS, Direttore di ricerca presso la Division of Hospital Medicine al Children Hospital di Los Angeles, questo sarebbe il primo studio che valuta le espressioni di stress tra gli adolescenti appartenenti a minoranze sessuali.

L’omofobia interiorizzata, ossia  l’insieme di sentimenti negativi (ad esempio ansia, disprezzo, avversione) che gli omosessuali provano nei confronti dell’omosessualità, propria e altrui, (ad es. verso i sentimenti omoerotici, i comportamenti omosessuali, le relazioni tra persone dello stesso sesso, l’autodefinizione come gay o lesbica ecc.)

sembra essere il predittore maggiormente significativo del binge drinking, mentre esperienze di violenza o vittimizzazione sono state marginalmente associate a bere grandi quantità di alcol in un breve periodo di tempo. Coloro che vivono con i loro genitori sono stati meno propensi a segnalare binge drinking.

Conoscere meglio questi fenomeni attraverso questo ed altri studi, secondo la dott.ssa Schrager, ci può consentire di mettere a punto approcci terapeutici più efficaci nel trattamento delle problematiche riguardanti adolescenti lesbiche e gay".

Ritengo che il prezzo dell'essere diversi spesso sia troppo alto; molti giovani omosessuali non riescono a gestire la crisi emotiva profonda che tale scoperta comporta, sia a livello individuale che relazionale e, spesso, non si sentono nella possibilità di essere riconosciuti come socialmente adeguati, ciò ne può favorire l’autoesclusione, l’isolamento e l’insorgere di differenti forme di disagio difficilmente gestibili da soli.

 

 

Fonte: http://www.medicalnewstoday.com/releases/276367.php