Il 19 maggio 2014, presso l’Istituto tecnico Argentia di Gorgonzola sarà presentato il libro *"Consumi d’azzardo: alchimie, fragilità e normalità”.

Il libro riporta i risultati dello studio Espad Italia 2013 condotto dal CNR e sarà presentato in collaborazione con l’ASL MI/2 in occasione del convegno: I comportamenti a rischio negli adolescenti: realtà, bisogni ed intervento territoriale.

I dati verranno illustrati anche il 20 maggio a Roma, nell’ambito dell’evento “A chi compete la raccolta, l’interpretazione dei dati e lo studio della parte sommersa del 'fenomeno droga?”, organizzato dal Centro interdipartimentale di biostatistica e bioinformatica (Cibb) dell’Università di Roma Tor Vergata, nella sede centrale del Cnr e il 22 maggio durante ’Il fenomeno delle dipendenze in Toscana’ organizzato dall’Ars a Firenze.

Lo studio ha preso in esame i comportamenti a rischio tra gli adolescenti che fanno uso di nuove e vecchie sostanze, alcol, gioco d’azzardo patologico.

Si evince che, la cannabis continua ad essere la sostanza illegale più utilizzata, seguita da cocaina e droghe sintetiche, l’eroina torna ‘di moda’ fra i giovani. L’uso di alcol è molto diffuso, e il fenomeno del binge drinking è in aumento, anche se, i giovani italiani bevono di meno rispetto ai coetanei europei, ma non c’è da rallegrarsi poiché il problema esiste comunque (a tale proposito, la relazione presentata al Parlamento da parte del Ministero della Salute sui dati dell’uso di alcol dal 2012 al 2013 da parte dei giovani è allarmante).

Quanto fa riflettere e preoccupare anche è l’improvvisarsi "alchimisti": si mescolano sostanze e principi psicoattivi con effetti sconosciuti, stimolanti, allucinogeni, smart drugs (le droghe furbe, così chiamate perché, commercializzate come prodotti naturali, al confine tra legalità ed illegalità pur avendo effetti simili alle sostanze psicoattive illegali), cannabis, eroina, cocaina. 

Il reperimento delle smart drugs è facilitato dalla possibilità di acquistarle on-line tra i ragazzi.

Il gioco d’azzardo patologico ha subito un’inversione di tendenza a quanto pare, anche se ancora diffuso tra i minorenni nonostante i divieti ( si sa, il proibizionismo ha sempre favorito l’aumento del comportamento vietato). Dopo un andamento di crescita fino al 2008, negli ultimi cinque anni si è registrato un calo di interesse; possibilmente, le campagne informative e gli interventi di prevenzione hanno sortito i loro effetti.

Ciò ci dice che, una politica di educazione e sensibilizzazione, capace di parlare ai giovani delle sempre nuove tendenze, permette loro di sviluppare consapevolezza rispetto ai rischi ad esse connessi.

 

 

*Consumi d’azzardo: alchimie, normalità e fragilità, a cura di Sabrina Molinaro, Roberta Potente e Arianna Cutilli della Sezione di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ifc-Cnr) di Pisa.

 

Fonte: http://www.cnr.it/cnr/news/CnrNews?IDn=2937