Il “Rapporto Italia 2015” di Eurispes, appena pubblicato, descrive nel dettaglio come cambiano gli usi e i costumi dei nostri connazionali, le mentalità, le difficoltà delle famiglie separate. Qui prendiamo in considerazione l’area della famiglia, della coppia di ogni tipo, della genitorialità.

 

Come cambiano le opinioni

1. Come cambia la percezione della famiglia e della coppia?

Secondo i dati resi noti dall'istituto, l'86,6 per cento degli intervistati è favorevole al cosiddetto divorzio breve, mentre il 64,4 per cento pensa che le coppie di fatto dovrebbero essere tutelate.

 

2. E le coppie dello stesso sesso? sì alle unioni civili, ma no a matrimonio e ad adozioni.

Cresce la percentuale degli italiani che si dicono contrari al matrimonio tra persone dello stesso sesso. Se nel 2014, infatti, si esprimeva in senso contrario il 50,7 per cento degli intervistati, all'ultimo sondaggio la percentuale sale quasi al 60%. Rimane stabile, ma altissima, la fetta di persone che non sono d'accordo con la possibilità di adozione da parte delle coppie omosessuali: si tratta del 72,2 per cento.

 

3. Fecondazione eterologa

Secondo i dati Eurispes, poi,

  • il 47,2 per cento degli italiani è favorevole alla fecondazione eterologa (con seme di donatore esterno alla coppia);
  • il 50% dice sì all’utero in affitto (gestazione per altri);
  • il 58,1% non è contrario alla pillola abortiva.

 

4. Prostituzione

Un'ampia maggioranza è favorevole alla legalizzazione della prostituzione: il 65, 5 per cento.

 

5. Eutanasia

Alte anche le percentuali dei favorevoli all'eutanasia e al testamento biologico, rispettivamente pari al 55,2 e al 67,5 per cento.

 

Come cambia la realtà

Separazione e divorzio

 

1. I padri nella separazione.

La separazione influisce negativamente soprattutto sul rapporto tra padri e figli; il 58%degli ex mariti intervistati dalla Caritas dichiara un peggioramento dei rapporti con i figli a seguito della separazione, mentre il 44,2% delle madri riconosce addirittura un miglioramento. Gli elementi che rendono particolarmente insoddisfatti i padri nel rapporto con i figli sono: la frequenza di incontro; gli spazi di vita e i luoghi di incontro; il tempo da dedicare alla relazione; la possibilità di partecipare a momenti importanti quali compleanni, ricorrenze, feste.

 

2. A seguito della rottura del rapporto coniugale la condizione di  vita dei coniugi peggiora sensibilmente dal punto di vista materiale. Tra le maggiori difficoltà si registra un alto disagio occupazionale, a causa di un elevato numero di disoccupati.

 

3. In una economia in crisi, la funzione degli anziani assume un ruolo strategico laddove la pensione, insieme al risparmio accumulato negli anni, consente il sostentamento di più nuclei familiari che hanno minori da mantenere, ma dispongono di lavori saltuari e hanno difficoltà a pagare l’affitto di una casa.

 

Bisogno di sostegno per i separati

Secondo il rapporto EURISPES, “la conclusione dei legami affettivi nella famiglia spesso si accompagna a momenti di grave vissuto emotivo laddove la separazione impone ai soggetti coinvolti la capacità di rielaborare e riorganizzare la propria vita relazionale”.
I coniugi esprimono innanzitutto il bisogno di “ritrovare se stessi”.

In termini di bisogni strettamente legati al mondo dei separati, è possibile individuare tre diverse aree di bisogno/intervento:

  • Il  disagio psicologico/relazionale sperimentato nella “crisi”: i coniugi coinvolti in una separazione sono caratterizzati da una fragilità derivante dalla consapevolezza di non essere più in due;
  • la gestione del conflitto: richiede la creazione di nuovi canali comunicativi, la ridefinizione dei ruoli e la percezione dei propri confini;
  • il sostegno alla genitorialità: il bisogno di essere sostenuti nelle relazioni con i propri figli, da ridefinire a seguito della rottura coniugale. Rispetto ai coniugati, i separati e i divorziati sono più soggetti ad ansie nevrotiche, a fobie, a depressioni o a mancanza di fiducia in se stessi.

 

Considerazioni

Per chi di noi si occupa del mondo psico-relazionale, questo di Eurispes 2015 risulta essere uno spaccato fedele di quanto l’esperienza ogni giorno ci presenta.

Considero il Rapporto Eurispes importante, perché di anno in anno descrive la mutevolezza della situazione e in questo modo rappresenta una realistica base di partenza per interventi educativi, clinici, sociali. Uno per tutti: la separazione e il divorzio, con tutti gli addentellati relativi.

Lo scioglimento del vincolo matrimoniale è socialmente ammesso e accettato psicologicamente, laddove il benessere dell’individuo è privilegiato a quello della famiglia come istituzione. Ma da ciò nasce la necessità di elaborare una serie di interventi volti al sostegno dei coniugi separati e dei loro figli, che sempre più spesso si trovano ad affrontare situazioni di disagio non solo socio-economico, ma anche psico-relazionale.

 

Fonte