Un recente studio uscito sulla rivista scientifica Developmental Psychology (vol 51-3, Mar 2015, 277-288) esamina il complesso ruolo delle reti familiari sul benessere degli individui nel corso del tempo. Lo studio confronta la struttura familiare (la composizione, la dimensione) e la tipologia di relazione al suo interno in termini di benessere psicologico in tre periodi di vita: giovani (età 18–34), adulti (età 35–49) e senior (età 50+).

famigliari a rischio hivQuello che si è rilevato attraverso l’analisi di un campione di 881 persone è una conferma dell’influenza dei fattori ambientali/psicologici (come la riduzione della conflittualità familiare) nell’aumento o riduzione della sintomatologia nella sofferenza mentale, in particolare è stata analizzata la depressione, in tutte le fasce d’età.

I risultati vanno a rinforzare i modelli teorici che hanno messo in luce il ruolo familiare nella psicopatologia della persona e come questa sia importante in tutto ciclo di vita.

Emerge che sia nei i giovani e sia negli adulti un'elevata negatività familiare è associata ad un aumento dei sintomi depressivi nel corso del tempo. Nei senior sembra che non sia una riduzione della rete familiare a influire sulla sintomatologia depressiva ma la qualità dei rapporti, una riduzione della negatività familiare è correlata ad un aumento del benessere del soggetto e ad una riduzione della sintomatologia.

Nel complesso questi risultati contribuiscono ad una maggiore comprensione della complessità del soggetto e del suo sviluppo, evidenziando come il sostegno familiare abbia un ruolo fondamentale in tutto l’arco della vita.