Alla Saint Louis University ci hanno visto giusto, o meglio, si sono posti la domanda giusta: possiamo aiutare le neomamme con Depressione Post-Partum (DPP) direttamente a domicilio, e magari spendendo poco?

E la risposta è arrivata il 16 marzo 2015 attraverso la pubblicazione sulla rivista JMIR Mental Health di questo interessantissimo articolo: si, inviando degli SMS.

Dal 2011 sappiamo che i messaggi rappresentano una valida integrazione alla terapia cognitivo-comportamentale (se volete saperne di più, ecco l'articolo di riferimento) soprattutto per le persone con basso reddito che non possono sostenere una psicoterapia a lungo termine.

Ma come funziona?

Il principio, da un punto di vista metodologico, è piuttosto semplice: tra una seduta e l'altra il paziente riceve sul proprio telefonino degli SMS ideati dal gruppo di ricerca (formato da psicoterapeuti esperti di terapia cognitivo-comportamentale). I messaggi sono raggruppati in base all'obiettivo:

1) informativo

  • La routine è di conforto per il bambino: lo aiuta a capire quando alcune attività (come mangiare o dormire) accadranno
  • Il tuo bimbo dovrebbe vedere il pediatra a 2 settimane, 1 mese, 2, 4, 6, 9 mesi. Chiama il xxxxxxx per prenotare un appuntamento
  • Alcuni sintomi della depressione: pianto, rabbia, alterazioni del sonno e dell'appetito, senso di colpa. Vuoi ricevere una nostra telefonata?

2) motivazionale /di supporto

  • La felicità dipende da ciò che fai: quale piccola cosa potresti fare oggi per aumentare la tua felicità?
  • Fare un piano e andare avanti può essere difficoltoso: il nostro team è qui per aiutarti. Contattaci

3) terapeutico

  • Oggi concentriamoci sul prendere decisioni basate sui fatti e non sulle emozioni: quali decisioni devi prendere?
  • Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso (Roosvelt): che cosa possiamo fare oggi per non sentirci inferiori?

La ricerca 

I ricercatori della Saint Louis University, con l'obiettivo di verificare la fattibilità di un invio costante e capillare di SMS di supporto, tra il 2012 e il 2014 hanno studiato un campione formato da 54 neomamme appartenenti a minoranze razziali ed etniche con basso reddito e con alto rischio di sviluppare la DPP. Molte partecipanti, sottolineano gli Autori, non avevano un marito o comunque non disponevano di una solida rete di sostegno familiare. 

Le madri a rischio (ovvero quelle che hanno riportato punteggi elevati al Edinburgh Postnatal Depression Scale, un test che misura la probabilità di sviluppare la Depressione Post Partum) hanno ricevuto SMS di supporto 4 volte alla settimana per un periodo di sei mesi. In totale, gli SMS giunti a destinazione durante la ricerca sono stati 4158. I messaggi di testo sono stati inviati alle mamme tra una seduta di terapia e l'altra.

Ha funzionato?

I risultati parlano chiaro: gli SMS rappresentano un modo economico e semplice di fornire alle neomamme con alto rischio di sviluppare una DPP un aiuto aggiuntivo alla terapia cognitivo-comportamentale, facendo sentire queste donne meno sole e maggiormente supportate a casa con il loro bimbo. Si può fare, dicono gli Autori.

La DPP è il problema medico più frequente tra le neomamme (si parla di una percentuale che varia tra il 13% ed il 20%) che influisce pesantemente non solo sull'umore della madre, ma anche sul comportamento del bimbo. Ha effetti ritardanti sullo sviluppo cognitivo, con conseguenze negative sul legame di attaccamento e sull'interazione sociale del piccolo. Grazie alla combinazione di psicoterapia e invio di SMS la salute psicologica delle donne che hanno partecipato allo studio potrebbe migliorare in modo significativo, con conseguenze positive (e ovvie) anche sul bambino.

La percezione della neomamma

I messaggi di testo permettono alla paziente di ricevere un supporto privato e specifico, aiutandola a sentirsi meno sola e meno stigmatizzata. La comunicazione quotidiana attraverso gli SMS rafforza inoltre il legame terapeutico, aumentando quindi il potenziale benefico del trattamento della DPP.

Le partecipanti a questo studio hanno dichiarato di essersi sentite piuttosto confortate dalla presenza giornaliera di SMS percepiti come assolutamente utili ed appropriati, riconoscendone l'utilità soprattutto in termini di miglior autogestione dei sintomi depressivi. Cosa ci potrebbe essere di meglio per il neonato?

Conclusioni

Costi minimi, aumento dell'accesso alle cure presso i Servizi di Salute Mentale, maggior supporto anche per le donne appartenenti a minoranze razziali ed etniche esposte a livelli eccessivi di stigma e quindi ad un maggior rischio di sviluppare DPP.

Questo potenziale è rachiuso in pochi caratteri, in un semplice SMS. Pensiamoci.