Ipnotico come un incantatore di serpenti, un amore letale conduce direttamente alla morte. Lividi e percosse. Sevizie fisiche e manipolazioni psichiche. Mutilazione dei genitali femminili e clitoridectomia.
Ed ancora, donne maltrattate, abusate, ed addirittura uccise. Questi atroci scenari occupano le pagine dei giornali.

Senza andare troppo lontano nel tempo, riporto una scandalosa notizia di questi giorni: è stata ridotta di ben quattro anni la pena a Maurizio Falcioni.

Il carnefice della giovanissima Chiara - all'epoca dell'aggressione aveva soltanto diciannove anni - ha ottenuto lo sconto in appello della sua pena.

La sua vittima invece, rimarrà "condannata a vita" - un vero “ergastolo” per la sua esistenza - ad una sorta di sopravvivenza, che poco ha a che fare con la vita - su sedia a rotelle, dopo ben undici mesi di coma, frutto di reiterate "percosse d'amore".

Il padre sta cercando una comunità alloggio per pazienti in “stato di minima coscienza dove la ragazzina trascorrerà il resto della sua vita.

 

Qualche riflessione

Quali meccanismi scattano nella mente di un uomo che decide di aggredire, spesso senza esclusione di colpi, la donna che dichiara di amare?

Ogni carnefice ha la sua vittima, ed ogni vittima esiste perché c'è il suo carnefice.

Come in tutte le coppie, anche le meno assortire sul piano relazionale, soprattutto nel caso di "vittima e carnefice" esiste un legame profondo, talmente inconscio che può portare alla morte lei, ed alla carcerazione lui.

Due vite praticamente distrutte.

I partners, come sappiamo, si scelgono non soltanto seguendo l'alchimia della fisicità, spesso infatti, meccanismi inconsci e profondi orientano le scelte del coniuge, soprattutto nei casi di scelte drammatiche e letali.

Donne sole, bulimiche d'amore e di attenzione, sicuramente fragili ed insicure, si consegnano senza riserve tra le braccia possenti e protettive del loro carnefice, confondendo così amore con possesso, mancanza di attenzioni con mancanza di rispetto ed aggressioni fisiche e psichiche come dimostrazione d'amore.

La solitudine è un fardello pesante, ma accontentarsi, non scegliere, o peggio ancora, subire abusi e violenze, lo è ancor di più.

 

  • Esiste una correlazione tra fame d'amore e stalking?
  • Ed ancora, esiste un legame tra donne sottomesse e bisognose d'amore ed uomini aggressivi e dominanti, o pseudo-tali?

Sicuramente si.

Le fragilità emotive partono da lontano, e queste donne, nel tentativo malsano di lenire le ferite dell'infanzia, sceglieranno uomini sbagliati e tossici che le condurranno direttamente alla morte.

Sono donne fragili ed insicure che vivono solo se amate, tra una dimensione di sottomissione e di percosse, e tra i ricatti ed i compromessi.

Poi, solitamente, basta davvero poco, come per esempio una carezza od una gentilezza, che tutto sembri ritornare alla normalità.

Queste donne soffrono di “dipendenza affettiva”, una pericolosa droga d’amore, che le rende incapaci di odiare e di ribellarsi ai loro carnefici, diventando così, possibili protagoniste del femminicidio e dello stalking.

Carezze rubate e fortemente desiderate, intervallate a percosse e sevizie, un corpo ed una psiche segnate dalla sofferenza, diventano i protagonisti di questi “amori malati e patologici”.

Queste donne, vittime del loro stesso bisogno d'amore, non sono in grado di distinguere l'amore dal possesso e l'aggressività dalla gentilezza, giustificando ai loro stessi occhi ogni possibile torto subito.

Sono donne incapaci di provare rabbia ed odio, elementi centrali per mantenere la giusta distanza dal mondo dell’altro, soprattutto quando l'altro è il loro carnefice.

Spenti i riflettori della passione, del desiderio e della seduzione, la donna dovrà fare i conti con i lividi del corpo e dell'anima.

 

Con il suo libro “Giù le mani dalle donne”, edito da Mondadori Electa, l'avvocato Alessia Sorgato, cassazionista specializzata in diritto penale delle vittime, da sempre impegnata a fianco delle donne nella lotta alle violenze di genere, ci racconta di svariati tragici eventi.

Narra di storie vere raccolte durante gli anni della sua professione, ed affronta il tema dello stalking, dei maltrattamenti, fino ad arrivare alla prostituzione minorile ed alla violenza sessuale, per concludere con l'uxoricidio.

Delinea inoltre, con un'elegante penna, i profili psicologici dei carnefici ed anche delle loro vittime.

 

Il 25 novembre è la giornata internazionale anti-violenza di genere, giornata che dovrebbe scuotere le coscienza di tutti noi, spettatori di questi atroci delitti, ed invece sembra essere "l'anniversario di un dolore".

Amare è sicuramente altro rispetto alla morte.

Non è possibile scorporare l'amore dal rispetto, dalla dolcezza e dalla dimensione dell'accudimento dell'altro.

L'amore malato e letale che conduce ingannevolmente alla morte, non è amore, ma violenza e reato.

 

Aggiungo questi contributi sul complesso tema del femminicidio e dello stalking.

Ricordo inoltre che noi sessuologi della società italiana di andrologia (Sia), siamo impegnati in un progetto di prevenzione dello Stalking su scala nazionale già dal 2013, sperando di poter dare il nostro contributo in aiuto a tutte donne.

 

Per tutte donne in difficoltà, chiuse a chiave dentro la paura, consultare il sito: http://www.doppiadifesa.it

 

 

Letture correlate: