Dormire più di nove ore a notte e condurre giornate sedentarie risultano essere il mix perfetto per una morte precoce, stando ai risultati di uno studio pubblicato da pochi giorni su PLOS Medicine.

I risultati mostrano come una persona che trascorre a letto più di nove ore, che per la maggior parte della giornata resta seduta a discapito dell'attività fisica ha una probabilità quattro volte maggiore di morire precocemente (con troppo seduto gli autori intendono più di 7 ore al giorno e con poco esercizio viene inteso quello che contempla meno di 150 minuti a settimana).

Il dottor Melody Ding, dell'Università di Sydney, autore dello studio, afferma che questo è il primo studio a mostrare come questi stili di vita scorretti agiscano insieme in interconnessione.

Spesso si contemplano come stili di vita scorretti quelli legati all'abuso di sostanze o a sbagliati modelli alimentari, ma se si aggiunge a ciò anche la cascata di comportamenti errati quali quelli citati nello studio l'effetto rischio aumenta considerevolmente.

Lo studio pubblicato, dal titolo Traditional and Emerging Lifestyle Risk Behaviors and All-Cause Mortality in Middle-Aged and Older Adults: Evidence from a Large Population-Based Australian Cohort, ha analizzato i comportamenti odierni di oltre 230.000 partecipanti rientranti nel "45 and Up Study", il più grande studio australiano sullo stile di vita all'avanzare dell'età.

Ai già noti stili di vita sbagliati che elevano il rischio di morte e malattie (fumo, alcol, cattiva alimentazione, assenza di attività fisica) sono state aggiunte altre combinazioni quali il troppo sonno e il trascorrere molto tempo seduti.

I dati al baseline (Febbraio 2006 - Aprile 2009) sono stati confrontati con quelli delle mortalità registrati fino al 15 Giugno 2014. Fattori di rischio quali il fumo, l'elevata assunzione di alcol, una dieta povera, inattività fisica, sedentarietà e sonno non salutare (breve o lunga) sono stati esaminati combinandoli assieme affinchè generassero un punteggio indice.

I ricercatori inoltre hanno anche notato un'altra rischiosa tripletta: anche a) fumare, b) consumare alcol in eccesso e c) dormire meno di 7 ore per notte comporta un rischio quattro volte maggiore di morte precoce.

Il messaggio che nasce da questo studio è ovviamente di stampo preventivo: per progettare programmi di sanità pubblica, atti a prevenire le malattie e a ridurre il costo che il trattamento di queste comporta, bisogna concentrarsi su come questi fattori di rischio interagiscono assieme piuttosto che considerarli in maniera isolata. Le malattie che nascono da questi scorretti stili di vita non sono ovviamente trasmissibili (malattie cardiache, diabete, cancro) ma causano milioni di morti, ed è comunque trasmissibile il modo culturale di approcciarsi ad esse.

L'obiettivo dunque è di operare una prevenzione multicanale e multifattoriale.