Gli smartphone ed i tablet, sono sempre più presenti nella vita degli italiani e vengono sempre di più adoperati per le più svariate funzioni: per stare accanto a chi vogliamo bene, accorciando le distanze, e per navigare su Internet.

La rete viene consultata per tutto, dalle ricerche alla vacanza last minute ed alle ricette di cucina, fino ad arrivare a notizie relative ad un tema – che tocca corde emotive profonde - che sta molto a cuore a tutti noi: la salute.

Il tema "salute" obbliga ad interrogarci su più fronti ed a più livelli, anche perché la salute non è disgiunta dalla persona sofferente e dal medico che cura, così come non è disgiunta dalla "relazione medico-paziente" e dal concetto di "aderenza terapeutica".

Per aderenza terapeutica si intende la capacità da parte del paziente di accettare la terapia proposta dal medico, calibrata in base della sua unica storia clinica ed emozionale.

Spesso, mediante la rete ed i consulti online, i nostri utenti desiderano essere rassicurati sul percorso intrapreso e rinforzati in merito alla scelta effettuata, oppure condividono con noi qualche momento di solitudine o di difficoltà di percorso terapeutico.

 

Il Corriere della Sera il 1° Dicembre scorso si è posto le seguenti domande:

  • Che cosa ne sarà del rapporto umano e diretto tra il paziente e il proprio medico?
  • I pazienti sostituiranno il medico con la tecnologia?
  • O i medici delegheranno alla tecnologia la parte informativa, educativa e comunicativa del loro lavoro?
  • L’uso di Internet e della tecnologia può danneggiare il rapporto tra medico e paziente?

 

Tantissime domande, tutte dalle infinite chiavi di lettura.

I consulti online, per esempio, regalano la possibilità all'utente di parlare con medici o psicologi anche all'interno dello stesso consulto, ricevendo la sensazione di un'integrità somato-psichica, anche online, per decidere con calma e con qualche dato - o articolo scientifico - in più, quale percorso intraprendere ed a chi rivolgersi per risolvere le loro difficoltà.

 

Qualche dato

Alla domanda se internet migliora o peggiora il rapporto medico/paziente, la risposta - per la Toscana - è stata “dipende”.

Secondo i dati del 2012 di un’indagine che il Laboratorio MeS della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa sottopone periodicamente ai cittadini toscani, si scopre per l'appunto, che la risposta è “dipende dal medico”.

 

Quali sono i motivi che portano gli utenti ad utilizzare internet per la loro salute?

 

1 - Per approfondire informazioni ricevute dal medico durante una visita (42,1%).

2 - Per capire a quale servizio rivolgersi (18,2%) e per cercare un medico o una struttura sanitaria (17,5%).

3 - C’è però - purtroppo - una quota di persone che navigano per effettuare un’auto-diagnosi (15,3%)

4 - Il 7% usa Internet per cercare informazioni su stili di vita più salutari.

 

Di queste persone, circa il 20% non torna dal medico a raccontare cosa ha trovato su Internet.

Il numero dei pazienti che tornano dal medico per discutere insieme a lui le informazioni trovate in Rete, ci fornisce anche qualche indicazione sulle distanze che la tecnologia può creare - o accorciare, a seconda della personalità del paziente, del medico e del tipo di malattia - nel rapporto tra medico e paziente.

Da questo triangolo amoroso - medico, paziente e rete - il paziente ne viene fuori sicuramente più informato, più arricchito e più consapevole.

Questo non equivale al fornire agli utenti dei mezzi per un'auto-diagnosi, o peggio ancora, ad una cura fai da te, ma a fornire loro degli strumenti informativi da discutere sempre e comunque con il medico di riferimento.

 

Quindi internet migliora o si infrappone tra il medico ed il paziente?

Ricapitolando: dipende, dal medico e dal paziente.

 

Nei casi di disagi psichici la situazione è davvero più complessa:

  • per gli ansiosi, i nevrotici ed i pazienti ossessivi, la rete diventa uno strumento infernale, lo utilizzeranno in maniera compulsiva, senza, quasi mai, rivolgersi poi a dei professionisti de visu.
  • per gli insicuri ed i depressi, internet viene interpretato come una cura vera e propria, ed avere richiesto una, o più d'una, consulenza online, equivale nel loro immaginario, ad essere stati davvero in consultazione e/o terapia. Le resistenze solitamente sono tante ed il consulto online spaventa di meno.

Nel nostro lavoro, empatia, calore umano, ascolto profondo e relazione sono degli strumenti insostituibili, così la consulenza online, se pur di fondamentale importanza, non è mai e poi mai sostituibile ad una consulenza de visu, ma può sicuramente essere il primo passo in quella direzione.

  • Nel caso poi, di problematiche sessuologiche, diventa utopistico effettuare una corretta e scrupolosa diagnosi clinica senza un lavoro in team tra specialisti, così come è chimerico raccogliere notizie anamnestiche e la storia del sintomo, senza l'ascolto di entrambi i partners.

Ma, anche in questo caso, in funzione della delicatezza degli argomenti e della vergogna e censura associate a queste tematiche, il primo consulto online regala all'utente un ascolto competente e, soprattutto, la consapevolezza che anche di una vita sessuale disfunzionale se ne può parlare ed anche guarire.

 

Conclusioni

L'utente oggi, è sicuramente più aggiornato, informato e richiedente, ed il medico/psicologo, grazie ad internet, ha a sua disposizione uno strumento che gli consente di arrivare dritto al cuore di chi si rivolge a lui, anche mediante uno smartphone!

 

Fonte: http://www.corriere.it/salute/15_dicembre_31/internet-migliora-o-peggiora-rapporto-medico-paziente-2f70cebe-afa5-11e5-98da-4d17ea8642a3.shtml

 

 

Lettura consigliata:

http://www.medicitalia.it/news/psicologia/5779-problemi-sesso-dottor-google.html