L'autoerotismo impera ed ammanetta al piacere solitario, il quale più che essere una scelta diventa una necessità.
Nelle relazioni, affettive o sessuali, il corpo ormai é il grande assente.

 Affettività e web

L’avvento di internet ha modificato e totalmente stravolto le relazioni, rendendole a volte più semplici ed immediate, altre volte trasformandole in dei “surrogati affettivi”, relazionali o sessuali.

Gli amori nascono online, si consumano dentro una chat - più o meno erotica o romantica - ed anche gli abbandoni passano dal web.

I cuori lampeggianti sono finti, così come i fiori, e le immagini prendono il posto delle parole, accorciando le distanze, ma depauperando di profondità il legame.

Oggi la vera trasgressione è incontrarsi, accarezzarsi, vivere un legame all’insegna della gradualità e della conoscenza - reale non virtuale - dell’altro.

La dimensione imperante dell’amore - soprattutto giovanile - odierno, è determinata da un “analfabetismo emozionale e sessuale”.

Manca del tutto la conoscenza del linguaggio dell’amore e dei sentimenti, così come manca la “verbalizzazione del sentire” che il web, con le sue modalità lapidarie e visive, ha tristemente sostituito.

  • Può esistere un amore ad ogni clic?
  • Quando l’amore, la seduzione, la “relazione virtuale” termina, un risolutivo clic, può far transitare l’altro ad una dimensione di oblio?
  • L’amore ai tempi di internet, gode davvero di buona salute?
  • Il corteggiamento si è estinto per colpa della tecnologia o ha forse cambiato veste?
  • E, la sessualità, tra compulsioni, autoerotismo assistito, e mancanza del corpo altrui, verso quale deriva sta precipitando?

 

Ci sarebbe davvero tanto da dire, e tanto da fare.

 

Web, ansie e sessualità

Il “sesso virtuale” può diventare una vera ossessione, puó scandire i tempi della giornata o occupare ogni pensiero e spazio mentale, creando così, una vera e propria dipendenza.

Trattasi infatti, di dipendenza “senza sostanza”.

Molti utenti, soprattutto giovani e giovanissimi, ci scrivono in cerca di rassicurazioni circa il loro presunto deficit erettivo che, però, si manifesta senza partner.

Ci chiedono del loro presunto calo del desiderio - ma parliamo sempre di “autoerotismo assistito” - e delle loro ansie da contatto, quello vero, con il mondo dell’altro.

Altri ancora, temono gli effetti nefasti della pornografia, ma come chi ha una personalità dipendente, non riescono a non farne uso; ed utilizzano il web - in questo caso i consulti online -, con lo stesso modus operandi di chi soffre di dipendenza, in maniera compulsiva.

Viviamo in un momento storico dove esiste la dittatura del momento, dove la sessualità diventa orfana di sentimento, di trasporto, di progetto ed, anche, dell'altro.

Le chat garantiscono dei veri e propri bombardamenti emozionali, ad alta intensità ma di brevissima durata; quindi, immuni da possibili reali coinvolgimenti.

 

Conclusioni

Gli amanti di chat – belli, affettuosi e passionali, disponibili e disinibiti – creano una possibile dipendenza, con il rischio di scollamento dalla realtà e di delusione postuma. 

Il sesso virtuale inoltre, porta con sé una forma di “craving”, cioè una forma di dipendenza pari a quella sperimentata con le droghe.
Quindi, pensare di sospendere, semplicemente, non solo non è bastevole, ma non verranno mai adeguatamente curati i motivi che hanno condotto alla dipendenza.