Con la Legge 4/2013 sulle professioni non regolamentate i counselors hanno tentato di inserirsi al fine di accreditarsi come professione.

Tuttavia, all’art. 2 della Legge viene definito cosa sia una professione non regolamentata e quali attività debbano essere escluse: “si intende l’attività economica, anche organizzata, volta alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell’art. 2229 del codice civile, delle professioni sanitarie e delle attivita’ e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifiche normative”.

 

 

 La sentenza del Tar N. 13020/2015 del Lazio ha sancito che il cosiddetto counselor in Italia non esiste. Le attività che si volevano svolte da questa “figura professionale” sono in realtà svolte dallo Psicologo.

“La definizione dell’attività non regolamentata del counselor, contenuta nel parere del Consiglio superiore di Sanità e recepita dal Mise, non consente a questi operatori di non sconfinare nel campo proprio degli psicologi (…), senza considerare che l’attività di counseling è anche materia di scuole di specializzazione riservate a psicologi”.

 

La zona grigia del counseling: video inchiesta denuncia i rischi per la salute mentale delle persona

 "Negli ultimi anni, la crescita del disagio psicologico nella nostra società ha favorito l’esplosione di un “mercato” di pseudo professionisti che si propongono nella cura e promozione del benessere psicologico. Di fronte a questo fenomeno, nel 2016 la Cassazione ha voluto fissare un punto fermo: con la sentenza n. 16562/2016 ha stabilito che la consulenza psicologica sia prerogativa esclusiva dello psicologo, operatore qualificato dotato di un adeguato e comprovato iter formativo. Problema risolto? Purtroppo no. Come fa vedere una video inchiesta realizzata dal giornalista Luca Bertazzoni e diffusa dall’Ordine degli Psicologi del Lazio, cresce ogni giorno il numero dei falsi specialisti che, infrangendo la legge, si offrono di curare disagi e disturbi anche gravi, mettendo a serio rischio la salute dei cittadini. Ecco un’anteprima della video inchiesta, disponibile nei prossimi in versione integrale sul sito www.ordinepsicologilazio.it "          

 

Alcuni interventi sono commentati dal dott. Mauro Grimoldi, ex presidente dell'Ordine Psicologi Lombardia, che evidenzia le incongruenze e le anomalie rilevabili nell'attività di questi pseudo professionisti che, di fronte a problematiche di chiara pertinenza psicologica, si guardano bene dall'inviare la persona ad uno psicologo, prendedo in carico richieste di aiuto per le quali hanno alcuna competenza. 

Tutto questo continua ad accadere nonostante il COUNSELING NON sia una PROFESSIONE RICONOSCIUTA e nonostante le diverse sentenze che di condanna contro l'esercizio abusivo della professione di Psicologo.

Per approfondimenti a riguardo:

http://www.altrapsicologia.it/editoriali/storica-sentenza-counselor-i-punti-interessanti/