Da diversi anni, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stabilito che l’obesità è una malattia e come tale, in quanto dannosa se non pericolosa per la salute, va trattata.

A determinarla è un eccesso di grasso, che si concentra nell’organismo quando si rompe l’equilibrio tra l’energia assorbita con il cibo e quella consumata per le attività vitali.

Inutile dire che è proprio il grasso il nemico giurato del paziente obeso, perché la sua azione può sfociare in pesanti danni per l’organismo: aumento dei trigliceridi, aumento dei livelli di colesterolo (cattivo) LDL, riduzione dei livelli di colesterolo (buono) HDL, predisposizione al diabete di tipo 2, rischi elevati per patologie cardiovascolari (ipertensioni, infarti, ictus) e…tumori!!

Secondo gli autori di un recente studio

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22511784

la disfunzione dei macrofagi del tessuto adiposo (ATM) può favorire l’insorgenza di tumori in soggetti obesi, con un rischio notevolmente elevato rispetto a soggetti normopeso.

E’ stato dimostrato, infatti, che gli ATM (e non i monociti derivati dai macrofagi  -MDM - prelevati dallo stesso soggetto)  sarebbero in grado di produrre sostanze in grado di indurre infiammazione e accumulo di lipidi nelle cellule cancerose delle linee cellulari umane T47D e HT-29.

Inoltre, le sostanze prodotte e associate al tumore presentano una concentrazione plasmatica piuttosto elevato negli stessi soggetti obesi.

Questo deve essere un motivo in più per mantenere sotto controllo il proprio peso, poiché l’obesità è la risultante di un rapporto positivo tra introito calorico e dispendio energetico e l’approccio terapeutico fondamentale deve mirare alla restrizione dell’introito calorico (dieta) e all’aumento del consumo di energia (attività motoria).

Per ulteriori approfondimenti:

http://www.medicitalia.it/minforma/scienza-dell-alimentazione/691-obesita.html

http://www.medicitalia.it/serafinopietromarcolongo/news/945/Cibo-e-salute