Due pubblicazioni recenti apparse su Annals of Internal Medicine, una americana e l'altra europea, hanno posto in rilevo gli effetti positivi del consumo di caffè sulla riduzione della mortalità per diverse malattie.

 

Si tratta di due ampi studi prospettici condotti rispettivamente su 185.855 persone, quello americano, su 521.330 persone, quello europeo.

Nello studio americano su popolazione multietnica si è rilevata l'associazione tra consumo di caffè e inferiore mortalità complessiva nella popolazione osservata. La valutazione statistica ha tenuto conto degli aggiustamenti per le variabili confondenti (fumo, ecc.).

La correlazione è risultata analoga anche per il consumo di caffè decaffeinato, e questo dato ha suggerito che l'associazione fosse legata non alla caffeina, bensì ad altre componenti biologicamente attive (come alcuni composti fenolici) che possono interferire positivamente con lo stato di salute esplicando attività antiossidanti, azione sulla sensibilità periferica all'insulina, sulla funzionalità epatica e sull'infiammazione cronica.

L'associazione tra il consumo di caffè e le patologie con con più alta mortalità negli Stati Uniti ha fatto riscontrare una diminuzione della mortalità per quel che riguarda le malattie cardiovascolari, il cancro, le pneumopatie croniche, l'ictus, il diabete e le malattie renali.

Nello studio europeo, su popolazione multinazionale, è stata rilevata l'associazione tra maggior consumo di caffè e inferiore mortalità conseguente a malattie dell'apparato digerente e dell'apparato circolatorio. Anche in questo caso la relazione è risultata presente sia per il consumo di caffè con caffeina, sia per il consumo di caffè decaffeinato.

Gli autori hanno rilevato che il consumo di caffè è associato a variazioni migliorative dei parametri sierici di funzionalità epatica, di infiammazione, di sensibilità insulinica e dei lipidi ematici, attribuendo a queste variabili la plausibile interpretazione biologica del potenziale effetto protettivo sulla salute da parte del caffè.

Una stretta associazione è stata riscontrata tra consumo di caffè e ridotta mortalità per malattie del fegato; per quel che riguarda la relazione con la ridotta mortalità per malattie cardiocircolatorie (incluse quelle cerebrovascolari), essa è risultata più evidente nel sesso femminile; nel sesso maschile è stata inoltre osservata una riduzione dei casi di suicidio nei bevitori di caffè.

Il commento in un editoriale Medscape sull'argomento conclude con l'affermazione che il rilievo della riduzione complessiva della mortalità associata al consumo di caffè indica che può valer la pena di raccomandare il caffè come componente di una dieta salutare.

Park SY, et al. Association of Coffee Consumption with Total and Cause-Specific Mortality Among Nonwhite Populations. Ann Intern Med. 2017 Aug 15; 167(4):228-235.

Gunter MJ, et al. Coffee Drinking and Mortality in 10 European Countries: A Multinational Cohort Study. Ann Intern Med. 2017 Aug 15; 167(4):236-247.

Zetterman RK. Coffee May Increase Life Expectancy in Liver Disease. Medscape. November 07, 2017.

Scuotto A. Il caffè fa bene al fegato. Minforma Medicitalia. 09.06.2011.