La prima giornata mondiale promossa dalle Nazioni Unite risale al 1950 e si festeggia il 10 dicembre (Giornata Internazionale dei diritti umani) ed in 60 anni si sono moltiplicate.: oggi sono ben 157.!

E come se non bastasse a queste si sono aggiunte quelle promosse dal Consiglio d’Europa, cui si aggiungono i festeggiamenti delle associazioni di categoria e delle aziende che per una questione di marketing, non potevano lasciarsi scappare l’occasione di promuovere i loro prodotti.


Non passa un giorno che non si celebri una giornata mondiale sul peperoncino, sulle cozze e anche su temi meno leggeri come il sorriso o l'orgasmo (Giornata Mondiale dell'orgasmo il 31 luglio) e in alcuni mesi c'e' una tale inflazione che se si sbaglia a leggere una vocale si rischia di partecipare ad un evento sbagliato. Ad esempio ad ottobre c'e' non solo la giornata mondiale della posta, ma anche quello della pasta.

 All'appello non manca proprio nulla: c'e'  quella sul tonno

tonno

sugli asteroidi

 


sulla patata


 

sino a quella imperdibile del W.C. (19 NOVEMBRE) 

Dal Tiramisù Day agli aeroplanini di carta, passando per la giornata della limonata. Solo nel mese di maggio ci sono oltre 80 ricorrenze.

Tutte necessarie?

Tutte meritevoli di tanta enfasi e visibilita' riservate loro dai media?

In altre parole, spesso non sono altro che trovate commerciali, un po’ come il Deck Safety Month: a promuoverlo è l’associazione americana delle aziende che costruiscono e riparano le verande. Non certo una coincidenza. Per non parlare del fatto che a volte, anche quando nascono con obiettivi non commerciali, queste giornate finiscono col diventare pubblicità più o meno occulte. Lo sa bene la blogger americana Sara Rosso, che nel 2007 ha inventato il Nutella Day.


L’idea era azzeccata, il problema è che non è passata inosservata a lungo: nel 2013 Ferrero ha intimato a Rosso di rinunciare all’uso del nome della crema spalmabile. Per l’azienda era «una procedura di routine», ma in difesa della blogger erano insorti i suoi seguaci. Per fortuna, c’è il lieto fine: Ferrero e Rosso hanno trovato un accordo. L’azienda si è detta «fortunata ad avere fan così devoti e leali come Sara» e il Nutella Day esiste ancora.

Accanto al nome della crema di nocciola, però, oggi c’è il simbolo del marchio registrato. E così per ogni foto postata su Instagram con l’hashtag #NutellaDay, Ferrero può festeggiare una cucchiaiata di visibilità in più (gratis).



Eppure le giornate mondiali sono state concepite con nobili propositi: promuovere i diritti umani, stimolare iniziative di pace e solidarieta’, raccogliere fondi per la ricerca e le emergenze. Importante l’evento sull’Aids. Obiettivi importanti, ma in questa overdose di eventi perdono visibilita’ Il record è del 21 marzo, con 5 ricorrenze: da quella della discriminazione razziale a quella della poesia.

Perche’ piu’ si usa uno strumento di visibilita’, meno diventa incisivo. Quasi tutte le Giornate Mondiali sono decise dall’Assemblea delle Nazioni Unite su proposta dei governi e la sensazione e’ che non si voglia scontentare nessuno.

Impossibile in questo affollamento di eventi citare quelli piu’ meritevoli di visibilita’. In risposta a questa overdose a me piace invece citare l’iniziativa del giornalista americano Harold Pullman Coffin che nel 1972 ha inventato il Nothing Day, pensato per «dare agli americani un giorno in cui sedersi tranquilli senza onorare niente» (si festeggia il 16 gennaio).

E accanto a questo La giornata del non acquisto, Buy Nothing Day, che è un evento proposto di anno in anno ai consumatori di tutto il mondo. L'idea è quella di passare un giorno intero (tipicamente un sabato di novembre) senza acquistare nulla, dimostrando così di non essere del tutto schiavi del consumismo.

 

 

P.S.

157 giornate mondiali, 12 feste comandate, 6 giorni di solennità civile, 43 giornate di celebrazioni ma non festive in Italia: il 44% dei giorni dell’anno sono deputati a ricordare qualche causa. Un esercito di giornate dedicate a qualcuno, a qualche evento o a qualche simbolo. Tra Santi, patroni, giornate dedicate ai nonni, ai figli, ai genitori, agli amici, ai doni e alle varie professioni, quando riusciremo a trovare un po’ di requie in questo turbinio di celebrazioni senza sosta? Di questo passo, a breve saranno mosche bianche le giornate in cui non si celebra qualcosa. Anche perché se a tutti questi giorni corrispondessero altrettante feste, allora sì che ci sarebbe da festeggiare.