Questo è il messaggio che ci viene suggerito da un lavoro epidemiologico, appena pubblicato in questi giorni da alcuni ricercatori del Dipartimento di Epidemiologia e di Biostatistica della Harvard Medical School di Boston.

La prostatite cronica e la sindrome da dolore pelvico cronico sono sicuramente patologie molto diffuse tra gli uomini di tutte le età, non sempre ad eziologia sicura e purtroppo in molti casi le cause che scatenano questi fastidiosi sintomi urologici non risultano facilmente diagnosticabili.

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Il lavoro scientifico qui riportato è un imponente studio epidemiologico prospettico su ben 20.918 maschi, valutati in un arco di tempo superiore ai 20 anni e selezionati tramite questionari specifici riguardo al loro tempo libero, all’attività fisica che veniva da loro svolta (tipo ed intensità) e alla presenza di sintomi, legati ad una possibile infiammazione cronica a livello prostatico.

Lo studio ha previsto una attenta e precisa valutazione dei sintomi, dovuti ad una prostatite cronica, sempre tramite un questionario focalizzato e mirato soprattutto sul sintomo dolore: il Chronic Prostatitis Symptom Index pain score.

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In estrema sintesi questo lavoro epidemiologico, il primo di tale portata e fatto su una casistica maschile di tali dimensioni, suggerisce questa conclusione semplice e precisa: più tempo libero si ha e più attività fisica si svolge e minori sono in rischi di incorrere in una fastidiosa sintomatologia, dovuta ad una eventuale prostatite cronica o ad un dolore pelvico cronico.

 

Fonte: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25116086


Altre informazioni:

www.medicitalia.it/minforma/urologia/1784/prostatiti-croniche-attuali-considerazioni-diagnostiche-e-terapeutiche.html