Il tumore del rene rappresenta circa il 2-3% delle problematiche oncologiche che possono colpire un adulto e, come frequenza, si può considerare la terza neoplasia genitourinaria dopo il tumore della prostata e della vescica.

Il sesso maschile è quello maggiormente colpito con un rapporto di due a uno.

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Sul tema fattori di rischio riporto qui le attuali linee guida aggiornate dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica e dalla Società Italiana di Urologia Oncologica.

Primo fattore è il fumo di sigaretta considerato come il principale rischio cancerogeno nei tumori renali, della pelvi e delle vie urinarie. Il forte fumatore ha un rischio aumentato del 50% rispetto ai non fumatori ma una informazione positiva è che smettere di fumare riduce questo rischio se l’interruzione, naturalmente, supera almeno i 10 anni.

L’ipertensione arteriosa aumenta il rischio di circa il 60% rispetto ai normotesi; il rischio è correlato alla gravità dell’ipertensione ma, se questa è sotto controllo farmacologico, il rischio si azzera.

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Un altro fattore di rischio noto è l’obesità; per ogni aumento di cinque punti dell’indice di massa corporea si ha un aumento pari al 24% negli uomini e al 34% nelle donne. L’obesità, spesso presente nei pazienti diabetici, spiegherebbe l’aumento di rischio osservato in questa patologia soprattutto in chi usa l’insulina.

La malattia cistica renale, situazione comune nei dializzati, sembra essere associata ad un aumento del rischio.

Radiazioni ionizzanti (X e Gamma), dovuti frequentemente a trattamenti per tumori in altri distretti, come il testicolo o il collo uterino, sono un altro fattore da considerare.

Ancora esposizioni per motivi di lavoro a cancerogeni chimici, come il tricloroetilene, possono aumentare il rischio; anche l’arsenico, il cadmio e i loro composti (spesso inquinanti che si trovano nell’acqua potabile) sono considerati agenti ma con una più limitata evidenza di cancerogenicità. Tra i cancerogeni renali certi bisogna invece menzionare l’acido Aristoloquico che si trova in una pianta, l’Aristolochia, molto utilizzata in diversi preparati che caratterizzano la tradizionale medicina cinese.

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Carcinoma renale a cellule chiare

Gli antinfiammatori non steroidei (FANS), escluso l’Acido Acetilsalicilico, cioè l’Aspirina, usati in modo costante e protratto, per oltre dieci anni, sono stati associati a un incremento significativo del rischio di tumore al rene.

Infine sono da tener presenti alcune patologie genetiche rare ma soprattutto le forme che vengono definite famigliari, in pratica chi ha avuto un parente di primo grado con un cancro renale presenta un rischio raddoppiato di avere un problema oncologico analogo.

 

Fonte:

Linee guida aggiornate “TUMORI DEL RENE” 
Edizione 2014  AIOM e SIUrO