E’ quanto emerso dalla relazione eseguita dal Prof. Mohamed Eissa (EG) presidente della Pan-African Urological Surgeons’ Association (PAUSA) durante il recente Congresso Europeo di Urologia (EAU 2015).
La mancanza di Urologi, una formazione adeguata insufficiente, la povertà e le complicazioni di mutilazione genitale femminile, sono tra le questioni urgenti da risolvere in Africa.

C'è carenza di urologi in Africa e la maggior parte interventi chirurgici urologici vengono eseguite da chirurghi generali non preparati in ambito urologico. Ad esempio nella Repubblica Democratica del Congo ci sono solo otto urologi in una popolazione di più di quattro milioni.

L’impegno della associazione PAUSA è quello di migliorare questo  attraverso la creazione di centri di formazione in tutto il continente compresa l’Africa.

Il Prof. Hassan Abolella Abdelkhalek (EG) ha affrontato il grave problema della diffusa tradizione delle mutilazioni genitali femminili (MGF) in Africa. Purtroppo la MGF è profondamente radicata nella storia culturale africana ed è ancora oggi praticata da vari gruppi etnici, nonostante le campagne informative promosse da enti quali Amnesty International, l’associazione "Non c’è pace senza giustizia" di Emma Bonino ecc .

Essa colpisce soprattutto le ragazze fino a 15 anni di età che sono sottoposte alla resezione del clitoride o peggio ancora all’infibulazione. Oltre 101 milioni di bambine e donne soffrono per le conseguenze fisiche e psicologiche che questo determina.  Si sta tentando di porre fine a questa tragedia umana grazie alla collaborazione ed alla emanazione di articoli di legge da parte delle organizzazioni locali. Purtroppo la sola legislazione non è sufficiente a risolvere il problema, perché è necessario un radicale cambiamento di mentalità della popolazione, parlando direttamente con le famiglie piuttosto che obbligarla con le leggi.

 

Sorgente

  • EAU news 20 marzo 2015