Le infezione delle vie urinarie saranno diagnosticate in modo più rapido e semplice.

Questa notizia ci giunge da San Diego, California, dove all’Interscience Conference of Antimicrobial Agents and Chemotherapy (ICAAC) dell’American Society for Microbiology e dell’International Society of Chemotherapy (ICC) è stato presentato un nuovo dispositivo che assomiglia ad una pennetta USB e consente di scoprire rapidamente un’infezione delle vie urinarie perché capace di sequenziare il DNA di eventuali batteri presenti nelle urine, evitando così tutti i tempi morti legati ad una tradizionale valutazione colturale e relativo antibiogramma.


Dispositivo MinIon

 

Questo dispositivo, che si chiama MinIon, come i “cattivi personaggi” di uno dei film di animazione diventato, in pochi mesi quest’anno, fenomeno d’incassi, riesce ad individuare i microrganismi, presenti nelle urine, in appena dodici ore, un quarto del tempo richiesto ad una normale urinocoltura; inoltre sembra permettere l’individuazione sicura sia dei batteri, responsabili dell’infezione, sia le loro possibili resistenze ad eventuali antibiotici e questo ci permetterebbe di impostare rapidamente anche un’antibioticoterapia precisa e mirata.


Terreno di coltura per ricerca di batteri nelle urine

 

L’uso rapido e precoce di un antibiotico sensibile è fondamentale, soprattutto in presenza di una infezione delle vie urinarie; purtroppo la tradizionale urinocoltura richiede almeno due giorni per selezionare gli eventuali microrganismi patogeni e poi ci vogliono altri giorni per avere un relativo antibiogramma, cioè l’indicazione di quali antibiotici eventualmente usare, a cui il battere è naturalmente sensibile.

Per questo motivo i medici, gli urologi in particolare, sono spesso obbligati ad utilizzare antibiotici non mirati, ancora prima di conoscere i risultati della coltura in corso; una tale strategia terapeutica “a tappeto” può, in alcuni casi, essere inutile e a volte dannosa incrementando tra l’altro anche quel fenomeno pericoloso, noto a tutti i medici, come “antibiotico-resistenza”.

Questa prospettiva sarebbe contrastata da questo nuovo dispositivo perché permetterebbe indagini di laboratorio più rapide e quindi capaci di accelerare i tradizionali tempi per arrivare ad una corretta diagnosi ed poi alla fine darci anche la possibilità di impostare una terapia mirata e non inutile.

 

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