Questo nuovo metodo si chiama “Quick-Weeed è stato proposto da un gruppo di ricercatori australiani che hanno pubblicato il tutto in un bel articolo che si può consultare sull’ultimo numero del "British Medical Journal".

È una metodica molto semplice, un vero e proprio “Uovo di Colombo” dell’urologia pediatrica, ma che sembrerebbe molto utile e soprattutto efficace.

In sintesi si tratta di stimolare la minzione del bimbo con una garza, imbevuta di liquido refrigerato, che viene sfregata in modo circolare sulla zona sovrapubica; questa stimolazione termica porterebbe il neonato a fare la pipì prima e al momento giusto, quando cioè si vuole fare una raccolta per avere un campione di urine da valutare.

 

         

   "Quick-Wee" (immagine di Bill Reid del Royal Children’s Hospital creative studio)

 

La ricerca, un trial controllato e randomizzato, è stata condotta su 354 bambini con un’età compresa tra l’uno e i dodici mesi e che si erano rivolti al Pronto Soccorso Pediatrico per un problema nefro-urologico; 10 bimbi sono stati esclusi per vari motivi dallo studio, 174 invece sono stati sottoposti al “Quick-Wee” e 170 alle normali procedure tradizionali generalmente messe in opera per ottenere, in urgenza, un campione di urina.

I risultati, emersi dalla ricerca, confermerebbero che l'’utilizzo del “Quick-Wee” ha permesso di avere un numero significativamente più alto di campioni di urina raccolti senza utilizzare altri metodi più invasivi, come un’eventuale catetere, il 30% contro il 9% dei casi; anche il tasso di svuotamento della vescica sarebbe stato più alto: pari al 31% contro il 12% ottenuto utilizzando i “metodi tradizionali”.

La metodica qui proposta sembra funzionare perché scatena un riflesso involontario del detrusore, il muscolo della vescica, il cui controllo si sviluppa nei bambini a partire generalmente dai tre anni; quindi il “Quick-Wee è molto utile e adatto soprattutto nei bimbi più piccoli.

 

        

 

Come si può ben intuire questo metodo di raccolta delle urine nei neonati, semplice e non invasivo, può essere utilizzato in numerosi e vari contesti: dalle importanti e complesse strutture ospedaliere urbane ai normali ambulatori medici oppure ancora in situazioni più difficili ed in presenza di risorse limitate, ad esempio in paesi “non ricchi” o in zone rurali, dove varie apparecchiature urologiche e i cateteri pediatrici non sempre sono facilmente reperibili.

 

Fonte:

http://www.bmj.com/content/357/bmj.j1341

Altre informazioni:

http://www.medicitalia.it/blog/urologia/4713-eta-togliere-pannolino.html