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La coppia durerà? Dipende da come parli
Psicologia - News generale del 14/03/2011 - 1680 visiteElena Meli
Fonte: www.corriere.it
Studio dell'università del Texas: uno stile di linguaggio simile predice una buona relazione fra due persone
MILANO - Chi si somiglia si piglia, dice il proverbio. Ebbene, pare che una coppia che funzioni debba assomigliarsi soprattutto nel modo in cui i due partner parlano e scelgono le parole: se il linguaggio è simile, è molto probabile che la relazione abbia un futuro, secondo gli studi di un gruppo di ricercatori dell'università del Texas pubblicati su Psychological Science.
STILE - La compatibilità di coppia, stando ai risultati, non dipende solo dall'avere valori comuni o personalità simili: pure il modo di parlare conta. Nello specifico lo stile di linguaggio, ovvero come utilizziamo le cosiddette "parole-funzione": non sono i nomi o i verbi, ma tutte le parole che impieghiamo per correlarli come le congiunzioni, gli articoli, i pronomi (un, il, qualcosa, suo e così via). «Le parole funzionali sono "sociali", perché sono quelle che più imprimono lo stile ai nostri scritti o alle nostre conversazioni; quindi, usarle richiede abilità sociali - spiega James Pennebaker, il coordinatore della ricerca -. Per esempio, se parlo con un interlocutore dell'articolo che sta per essere pubblicato e dopo qualche minuto faccio riferimento a "l'articolo", utilizzando l'articolo determinativo, io e lui capiremo di che cosa si tratta, un terzo che non fosse stato parte della nostra conversazione non comprenderebbe ciò di cui si parla». Nel suo studio Pennebaker si è concentrato sul modo di usare le parole funzionali di una serie di volontari, tutti studenti del college.
TEST - Il primo test consisteva in uno "speed-date" fra coppie di studenti: si tratta di un modo per conoscere velocemente un bel po' di aspiranti partner e diversi locali ne organizzano, senza propositi scientifici come in questo caso. In pratica, un ragazzo e una ragazza sconosciuti si parlano per qualche minuto (nel test degli psicologi quattro minuti) e, se fra loro scatta una "scintilla", possono decidere di rivedersi. L'occhiuto Pennebaker intanto registrava ogni incontro, ogni dialogo (che tra l'altro, nota lo psicologo, ricalcava sempre le stesse domande: da dove vieni, ti piace il college e via elencando). Ognuna di quelle conversazioni a un orecchio inesperto sarebbe parsa assolutamente identica alle altre; Pennebaker però le ha fatte analizzare al computer, tramite un programma da lui messo a punto per trovare le "sincronie" del linguaggio, ovvero le similarità nell'uso delle parole funzionali. Ebbene, i ragazzi che avevano un "punteggio di analogia del linguaggio" superiore alla media decidevano di incontrarsi di nuovo 4 volte più spesso rispetto a chi non parlava con stili linguistici simili. Risultato simile a quello di un secondo test, fatto analizzando i dialoghi nelle chat su internet: le coppie con linguaggi simili si frequentavano ancora dopo tre mesi dall'analisi nell'80 per cento dei casi, quelle meno "compatibili" verbalmente solo in un caso su due.
COMPUTER - «Ciò che diciamo gli uni agli altri è importante, ma lo è anche il modo in cui lo diciamo - osserva Pennebaker -. Non possiamo decidere razionalmente il nostro stile di linguaggio: viene fuori così, è "nostro". Ed è un ottimo "rilevatore" del nostro grado di compatibilità con il prossimo». Chiunque può fare il test di compatibilità linguistica messo a punto dallo psicologo americano: sul sito www.utpsyc.org/synch si può sottoporre un dialogo fra due persone e il programma computerizzato di Pennebaker dirà il punteggio di analogia del linguaggio (più alto è, maggiore è l'affinità nella coppia). Non è necessario che si tratti di una coppia amorosa, il test può essere fatto per capire il nostro grado di compatibilità con chiunque: basta copiare messaggi email che ci si è scambiati, messaggi di chat o anche testi diversi, purché contengano almeno 50 parole e siano simili come tipologia (non ha molto senso confrontare un sms con una lettera d'amore, per dire). Poi si inserisce qualche informazione in più: il tipo di testo inserito, la natura della relazione fra le due persone (sconosciuti, partner, amici, colleghi), la loro età. A questo punto pensa a tutto il computer, che in pochi secondi dà il suo verdetto; l'unico guaio, per il momento, è che il test "funziona" bene se i testi sono scritti in inglese. E quando arriva il risultato, in ogni caso, c'è scritto a chiare lettere: «Si tratta di un test sperimentale: non prendere troppo sul serio i risultati di questo test». Come dire, non piangete lacrime amare se lo stile linguistico del partner non è simile al vostro: non è detto che solo per questo la coppia scoppi.
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Psicologa e Psicoterapeuta di formazione rogersiana diplomata presso l'Istituto dell'Approccio Centrato sulla Persona di Roma, sono iscritta all'Ordine degli Psicologi dal 23/11/2000 (Prot. n. 9426) e all'Albo degli Psicoterapeuti dal 06/02/2004 (Prot. n. 734/U). Attualmente sono consulente del Mini...
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