Tutto sulla disfunzione erettile

La disfunzione erettile era, fino a qualche anno fa, comunemente chiamata "impotenza" e per questo, nel linguaggio comune, il termine “impotenza” ha un’accezione fortemente negativa che va oltre l’incapacità ad avere un'erezione che permette un soddisfacente rapporto sessuale. Data la particolarità del problema, per molti anni questa disfunzione sessuale è stata accompagnata da un'aurea di negatività sociale

Disfunzione erettileDEFINIZIONE: la disfunzione erettile era, fino a qualche anno fa, comunemente chiamata "impotenza" e per questo, nel linguaggio comune, il termine “impotenza” ha un’accezione fortemente negativa che va oltre l’incapacità ad avere un'erezione che permette un soddisfacente rapporto sessuale.

Data la particolarità del problema, per molti anni questa disfunzione sessuale è stata accompagnata da un'aurea di negatività sociale, che inibiva chi ne soffriva a parlarne, perché intaccava il cardine stesso della virilità maschile.

TUTTO SULLA DISFUNZIONE ERETTILE

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Molte persone, infatti, tendevano (e succede ancora oggi) a nascondere il problema perché percepito proprio come "mancanza di mascolinità". Oggi le cose stanno fortunatamente cambiando, l'impotenza, o meglio un disturbo ad avere una valida rigidità, non è una macchia da sopportare in silenzio ma un problema da affrontare, a viso aperto, con tutte le strategie diagnostiche e le possibilità terapeutiche che la medicina oggi offre. 

DISTURBI DELLA SESSUALITA' MASCHILE: Dr. Giovanni Beretta

ARGOMENTI TRATTATI

 

La disfunzione erettile è un sintomo, chiamato anche disturbo o deficit dell’erezione, e quindi, come tale, va considerato e questa rientra nell'ambito dei disturbi sessuali e può sottendere ad una ampia serie di cause e patologie.

Si stima che, dopo i quarant’anni, la metà degli uomini possa lamentare questo disturbo, quindi, in Italia ci sarebbero circa tre milioni di persone con un disturbo più o meno serio di questa natura (questi dati sono ovviamente difficili da recuperare visti tutti i problemi generali a cui prima si accennava).

Tutte le volte che un uomo presenta un episodio di disfunzione erettile non vuol sempre dire che ci sia una patologia sottostante:

spesso lo stress fisico e psichico o fattori ambientali semplici possono esserne la causa, ma, in questi casi, generalmente abbiamo solo un disturbo passeggero; se, invece, dall'occasionalità si passa ad una incapacità persistente e duratura ad avere o a mantenere un'erezione, durante un rapporto sessuale, è opportuna allora una attenta valutazione clinica perché il disturbo potrebbe nascondere una patologia da non sottovalutare.

Un tempo con il termine “impotenza” si poteva intendere anche l’incapacità a procreare, oggi è consapevolezza oramai generalizzata che l’infertilità maschile non ha nulla a che vedere con un disturbo dell’erezione.

Vi è comunque una certa confusione sul termine “impotenza” che va distinta da altri disturbi sessuali come l’eiaculazione precoce o precocissima (anche prima di iniziare un rapporto) o l’aneiaculazione, ossia l’impossibilità ad avere un orgasmo e una fisiologica eiaculazione, o da una mancanza di desiderio sessuale; si tratta di disturbi sessuali che hanno in genere cause diverse.

Le cause della disfunzione erettile

Le cause della disfunzione erettileL’erezione è un meccanismo fisiologico complesso che coinvolge numerosi fattori, sia fisici che psichici, i quali concorrono insieme a determinare una normale erezione.

Le situazioni cliniche più frequenti, legate ad un  deficit dell’erezione, sono dovute al fatto che spesso diverse cause si combinano tra di loro, rendendo questa disfunzione sessuale complessa e di difficile valutazione.

Si parla, infatti, di fattori organici per indicare i problemi dovuti a lesioni vascolari o neurologiche od ormonali e di fattori psicogeni, invece, quando la causa non è legata direttamente ad una patologia d’organo.

Tra i più comuni problemi psicologici annoveriamo l'ansia, le fluttuazioni del tono dell’umore e la depressione, conflitti psichici profondi del paziente o dinamiche di coppia conflittuali e disfunzionali. L’ansia da prestazione è, infatti, quell’ansia anticipatoria del rapporto, che compromette la funzionalità del rapporto stesso.

Un importante ruolo viene giocato anche dalla relazione di coppia e dall'ambiente circostante: si pensi ad una cattiva intesa con la partner , magari perché si tratta di una partner occasionale o si è alle prime esperienze  giovanili, con magari alle spalle precedenti tentativi di rapporto falliti.

La disfunzione erettile, dettata da un problema momentaneo, di origine psicologica, non è in genere permanente, infatti, paure o pensieri legati a stress e problemi personali contingenti, conflitti con la partner o con la famiglia possono essere presenti solo in una fase della propria vita e poi risolversi, senza dare origine ad un problema che perdura e che diventa permanente.

E’ anche vero che a volte un episodio “occasionale” può generare il timore che l’evento si ripeta e quindi minare la propria sicurezza  e questo meccanismo a spirale concorre a creare un circolo vizioso, ben noto agli specialisti (deficit erettivo occasionale-stress-insicurezza deficit erettivo).

I fattori fisici, organici sono a volte i più complessi e i meno facili da trattare; colpiscono generalmente una fascia di età  più matura e spesso la situazione clinica è complicata perché presenti contemporaneamente patologie diverse. 

Le cause organiche sono essenzialmente:

- squilibri ormonali

possono scatenare un'alterazione del testosterone nel sangue e quindi riduzione o mancanza di libido;

- fattori neurologici

dovuti a problemi cerebrali centrali o del midollo spinale che non trasmettono più gli ordini corretti ai centri nervosi dell'erezione, e qui si parla soprattutto di gravi malattie, ad esempio il diabete, il Parkinson o il morbo di Alzheimer o i traumi del midollo spinale;

- fattori arteriosi

fattori rteriosi e venosi (più frequenti dopo i 40-50 anni), dati ad esempio dall'indurimento delle pareti di arterie, che non fanno arrivare sufficiente sangue ai corpi cavernosi del pene, non permettendo così una regolare erezione (si pensi all'arteriosclerosi) oppure problemi alle vene, dovuti ad una loro incompetenza, ma questo capitolo è ancora parzialmente in discussione;

- fattori anatomici

fattori anatomici e congeniti o acquisiti del pene, ad esempio un incurvamento, un indurimento dei corpi cavernosi, dove il tessuto del pene non è più elastico, ed è incapace di estendersi, diventa tessuto fibroso e si calcifica. Questi problemi in alcuni casi gravi possono essere corretti in maniera chirurgica.

In sostanza, la disfunzione erettile può essere scatenata da un lato da fattori degenerativi, legati all'invecchiamento fisico, dall'altro da una serie di situazioni patologiche, quali diabete, tabagismo cronico, malattie vascolari, come arteriosclerosi e ipertensione; nella realtà di tutti i giorni, le cause più frequenti da considerare, oltre all'avanzare dell'età, sono il fumo, il consumo eccessivo di alcool, le droghe, l'obesità.

Infine, entrano in gioco anche fattori cosiddetti “occulti”, cioè che il paziente non conosce o che non reputa tali: stress cronico, effetti collaterali di alcuni farmaci, come gli antidepressivi, i diuretici, gli psicofarmaci, ma anche un’assunzione inappropriata ed eccessiva di alcuni prodotti, come spesso succede nel doping degli sportivi, professionisti e non, o ancora interventi chirurgici a livello della pelvi soprattutto per motivi di natura tumorale oncologica.

Le cause psichiche della disfunzione erettile

Ignoranza sessuale

Il nostro paese non prevede un programma di educazione emozionale e sessuale.

Gli adolescenti infatti, imparano spesso dai siti pornografici, i quali forniscono modelli non adeguati sul piano della realtà clinica, questo porta a leggere ogni piccola defezione come un fallimento sessuale, che tenderà poi ad essere interiorizzato.

Ansia da prestazione

L’ansia da prestazione, è quell’ansia anticipatoria di un rapporto sessuale, che fa in modo che la disfunzione sessuale  si manifesti e spesso si cronicizzi.

Spectatoring

Lo spectatoring è la tendenza disfunzionale ed inconscia all’auto-osservazione dei genitali, caratterizzata da un monitoraggio continuo della loro funzionalità, disfunzionalità o dimensioni.
Il paziente non sarà in grado di fruire dell’intimità e  valuterà in diretta la sua capacità erettiva, monitorandola.

Qui ed Ora/Diadiche

Questo ben nutrito capitolo di cause psicogene/relazionali, sono cause connesse alle dinamiche della coppia in cui abita la sessualità.

Spesso la coppia  è caratterizzata da conflittualità inconsce, da rabbia repressa, da continue  mortificazioni verbali del coniuge, da differente gestione del denaro e dei figli, in questi casi,queste  caratteristiche faciliteranno l’insorgenza del deficit erettivo.

Cause da cattivo apprendimento sessuale

Spesso capita che un primo rapporto sessuale  vissuto con quote d’ansia, per esempio in auto o con una partner ansiogena, contribuisca all’insorgenza di un  episodio di deficit erettivo, che nel tempo tenderà poi a ripresentarsi con modalità altamente disfunzionali

Cause intrapsichiche

Le cause intra-psichiche sono sicuramente le più complesse da diagnosticare e da curare.Tra le più frequenti annoveriamo quelle correlate al concetto di “vagina dentata”(angoscia di castrazione), ad un’ omosessualità latente e ad un’identità sessuale confusa.

I sintomi della disfunzione erettile

La definizione accademica di disfunzione erettile è proprio l'impossibilità di ottenere e mantenere un'erezione valida durante un rapporto sessuale, cui si può associare un ridotto desiderio sessuale.

Pur senza drammatizzare episodi occasionali che possono avvenire nella vita di ogni uomo, la disfunzione erettile può essere un sintomo di altre malattie di diversa origine e natura ed è un campanello d'allarme che difficilmente un uomo può ignorare.

Il vero problema è comunque, la frequenza: solo un disturbo che perdura nel tempo, e non una difficoltà momentanea e saltuaria, è considerato il sintomo di una patologia seria.

La diagnosi della disfunzione erettile

La diagnosi passa ovviamente dalla valutazione di un medico specialista, cioè un andrologo o un endocrinologo o un urologo ma con chiare competenze andrologiche, che deve comprende, non solo il sintomo in sé e per sé, ma conoscere tutta la storia clinica della persona che richiede assistenza, per poter valutare la natura del suo deficit erettivo:

la scoperta della causa  che provoca il disturbo, permetterà di indicare poi un'efficace e possibile terapia. Importante, quindi, è che il medico abbia la competenza di costruire una relazione valida e quindi un corretto e franco canale di comunicazione.

E’ ancora difficile per molti uomini aprirsi su aspetti così intimi e molti possono non gradire intrusioni nella propria sfera sessuale. La capacità di comunicare correttamente diventa così una delle competenze principali del medico che si addentra su questi temi.

La presenza della partner al colloquio può, in alcuni casi essere positiva, sia per confermare il problema, sia per individuare possibili altre cause all'origine della difficoltà che possono coinvolgerla. In clinica, infatti, si sta sempre di più delineando il concetto di “multifattorialità delle disfunzioni sessuali”.

Una scrupolosa diagnosi clinica, spesso di tipo differenziale, può quantizzare ed esplorare gli “aspetti ansiogeni” sempre correlati al disagio sessuale, comprendendo se sono “causa o effetto” della disfunzione, per calibrare poi al paziente/coppia il protocollo terapeutico più consono alla sua risoluzione.

Occorre porre domande specifiche al paziente sulla disfunzione erettile, sul “quando e come” il problema è iniziato, se l'insorgenza è stata graduale o acuta, se è sempre presente, se sono presenti fattori di rischio rilevanti, se è presente un'erezione al mattino, etc.

Alle volte, possono dimostrarsi utili anche dei questionari che sono stati elaborati per analizzare in modo “obiettivo” la salute generale fisica e psicologica del paziente; nulla però può veramente sostituire una buona relazione con il proprio terapeuta.

Nell’ambito del primo colloquio verrà valutata la necessità di approfondire il problema con l’esecuzione di esami tesi ad escludere la presenza di problemi clinici o di patologie importanti.  
Tra i più comuni esami richiesti; un prelievo ematico per una valutazione ormonale e per verificare la presenza di parametri alterati che possono compromettere l’erezione e la rigidità del pene (emocromo, glicemia, trigliceridi, etc.).

Può essere utile una valutazione tramite ecocolordoppler delle arterie peniene che controlli in modo basale e dinamico come avviene la circolazione del sangue nelle arterie dei corpi cavernosi.

A queste analisi può poi seguire, se indicata dall’andrologo, una valutazione neurologica, con test per studiare eventuali problemi di sensibilità del pene, per analizzare se presenti o no le erezioni notturne e se queste rientrano nella normale media, prevista per le varie fasce di età.

Al controllo successivo il medico verificherà gli esiti dei  test e degli esami eseguiti, restituendo al paziente le sue conclusioni e la terapia proposta in modo chiaro e aperto alle eventuali domande e necessità di ulteriori chiarimenti.

E' in questa fase che il medico deve decidere se occorre l'intervento di uno specialista differente, per disturbi psichici o diadici  molto gravi. Dall'anamnesi e dagli esiti finali degli esami si evincerà l’etiologia della disfunzione sessuale, quindi si potrà affrontare l'intera situazione nel miglior modo possibile.

La sua diagnosi e la sua futura cura, devono obbligatoriamente tener presente della poliedricità correlata all’aspetto della sessualità.

Oggi, in clinica, infatti si ravvisa la necessità di un “approccio multifattoriale” che approfondisca oltre la dimensione biologica-funzionale, le componenti intrapsichiche, sociali e relazionali-sessuali.

Prevenzione della disfunzione erettile

Sintomi della disfunzione erettileLa prevenzione dei disturbi sessuali dovrebbe, come ovvio, essere messa in pratica prima che i problemi compaiano. In altri paesi vengono svolte sistematicamente delle campagne di prevenzione attraverso i comuni canali di comunicazione con strategie comunicative molto efficaci.

Bisogna informare chiaramente le persone giovani che il fumo ha una dimostrata azione negativa sull’attività sessuale; abitudini alimentari sbagliate possono determinare alterazioni dell’assetto lipidico, cioè dei grassi, e arteriosclerosi che, riducendo l’afflusso di sangue al pene, possono determinare un deficit erettivo.

Negli ultimi anni si sta assistendo ad un cambiamento delle abitudini alimentari che , a causa di ritmi di lavoro mutati, porta a consumare pasti veloci abbandonando quella “dieta mediterranea” che aveva dimostrato un’azione preventiva nei confronti di alcune patologie.

Con una dieta equilibrata si resta in forma mentre un aumento di peso aumenta considerevolmente il rischio di diabete, livelli alti di colesterolo e rialzo della pressione arteriosa; tutti fattori che incidono su una regolare funzionalità sessuale.

La vita sedentaria, poi, aumenta tutti questi rischi, che invece si possono combattere con una regolare attività fisica, sempre in rapporto all'età e all'allenamento fisico.

Allenamento fisico che ovviamente non deve comprendere l’assunzione di sostanze anabolizzanti, che alterano a loro volta la produzione di testosterone, ormone importante per avere una normale risposta sessuale, erezione compresa.

Oltre l’informazione sui comportamenti sbagliati è importante anche dare un informazione positiva, far capire che di deficit erettivo si può parlare apertamente e che nella maggior parte dei casi è possibile risolvere il problema.

Cure e terapie della disfunzione erettile

Oggi la maggior parte delle situazioni che causano un deficit erettivo sono trattabili e risolvibili.
Le strategie terapeutiche possono essere varie: di tipo medico, “meccanico”, chirurgico a seconda dell’entità e della gravità delle patologie che si devono affrontare.

Le terapie mediche sono quelle più popolari, da quando venti anni fa venne introdotta in commercio la famosa “pillola blue” (Sildenafil o Viagra) che tanto scalpore fece.
Negli anni sono state studiate nuove formulazioni e nuove molecole da assumere per via orale che sostanzialmente funzionano come vasodilatatori, quindi hanno la funzione di aumentare l'afflusso di sangue nelle arterie del pene in modo tale da stimolare l'erezione, avere una valida rigidità e prolungarla nel tempo.

L'andrologo indirizzerà l’uomo verso il farmaco più adatto: alcuni hanno un’attività più prolungata e sono più indicati in presenza una relazione di coppia stabile, in quanto la loro efficacia si aggira tra le ventiquattro e le trentasei ore, permettendo di avere una vita sessuale più tranquilla, altri hanno un’attività d’azione più breve e sono più adatti per rapporti di tipo occasionale.

Il counselling psico-sessuologico, che spesso accompagna la prescrizione farmacologica, avrà lo scopo di spiegare al paziente/coppia, il funzionamento di “quella” farmacoterapia.
Nei casi di deficit erettivo curabile in seno ad una coppia strutturata e stabile, il clinico dedicherà molto spazio e tempo alla partner, coinvolgendola, condividendo con lei  dubbi ed  ansie e trasformando le sue resistenze, in alleanza terapeutica e di coppia.

Dare ascolto alla partner, significa rispettare il suo ruolo e la sua identità all’interno della coppia, rassicurandola e non evocandole sentimenti di disagio ed esclusione.
La capacità d’ascolto, l’empatia e la professionalità del clinico, rassicurerà la partner sulla sua importanza e centralità circa il funzionamento del protocollo terapeutico e la risoluzione della sintomatologia.

Questi farmaci possono avere degli effetti collaterali, in genere di lieve entità, come mal di testa, arrossamento del volto, vampate di calore, vertigini, ipotensione, che spariscono insieme agli effetti del farmaco stesso. Sono oggi in commercio anche molti prodotti alternativi naturali, estrattivi che funzionano come modesti vasodilatatori oppure combattono la “stanchezza sessuale” oppure contrastano la presenza di una scarsa libido.

Prima dell’introduzione delle terapie farmacologiche orali ed oggi, solo quando queste non funzionano, venivano e vengono consigliate le autoiniezioni all’interno dei corpi cavernosi di  alcuni farmaci vasoattivi. Questa è una pratica non esente da effetti collaterali, anche importanti, e quindi necessita sempre di una supervisione specialistica.  
La terapia “meccanica”, oggi un po’ abbandonata, è sicuramente meno invasiva.

Si tratta di apparecchi che possono produrre e mantenere uno stato simile all'erezione.  Questa viene prodotta attraverso un apparecchio, formato da un cilindro, in cui il pene viene inserito non ancora eretto e da una pompa, che elimina la pressione atmosferica e così richiama un maggior flusso di sangue al pene e ciò determina alla fine un’erezione.

Alla base dei corpi cavernosi del pene si pone poi un anello elastico di lattice che serve a mantenere la rigidità così ottenuta. I maggiori svantaggi di questi dispositivi meccanici sono costituiti dalla loro macchinosità che richiede una certa destrezza da parte del paziente e dal limite massimo di trenta minuti per il loro utilizzo.

Se queste soluzioni terapeutiche non sono percorribili, l'ultima tappa strategica da seguire può essere quella chirurgica: essa può consistere ad esempio nella microchirurgia vascolare ricostruttiva. I candidati a questo tipo di approccio terapeutico sono purtroppo pochi, cioè uomini giovani con un'arteriopatia secondaria a un evento traumatico.

Più frequente è invece l’indicazione a inserire delle protesi malleabili o idrauliche all'interno dei corpi cavernosi del pene. In questi ultimi anni è stato proposto un tipo di protesi, le idrauliche (in particolare le bicomponenti), che concilia la relativa semplicità dell'impianto chirurgico a una migliore e più naturale erezione.

In questo tipo di protesi i cilindri, che poi si gonfiano, sono messi nei corpi cavernosi del pene mentre la pompa e il serbatoio vengono posti nello scroto. E' chiaramente l’ultima risorsa terapeutica, nel caso in cui tutti gli altri rimedi abbiano fallito. E' molto importante informare i pazienti, candidati a un impianto protesico, su tutte le scelte, i problemi e le possibili complicanze delle diverse protesi in commercio.

Conclusioni

In conclusione, la disfunzione erettile oggi non è più un tabù, è un problema non solo di natura organica ma anche psicologica in grado di determinare importanti conseguenze sulla vita di relazione in generale dell'individuo che ne soffre.

Gli uomini, per inibizione e vergogna, spesso, tendono ad ignorare la disfunzione sessuale evitando di avere successivi rapporti sessuali; un muro di omertà maschilistica amplificato da sensi di colpa nei confronti della partner e quote d’ ansia, comprometteranno autostima,  amor proprio, qualità della vita e conseguentemente  di coppia.

Questo silenzio sulla problematica erettiva, genera nella partner confusione, paura del tradimento e soprattutto paura di non essere più una  buona amante.
Alla lunga una disfunzione sessuale non approcciata e discussa all’interno della coppia, crea zone d’ombra, astio, acredine, incomprensione e soprattutto mette in discussione e compromette la coppia stessa.

Non saranno mai troppe le parole spese per raccomandare la prevenzione di questa malattia, soprattutto con un generale stile di vita sano e affrontare l’eventuale disfunzione sessuale con un adeguato programma terapeutico derivante anche da un corretto inquadramento diagnostico con un’attenta analisi del paziente, del suo stile di vita, della sua relazione di coppia, del suo stato di salute generale.

La terapia da utilizzare deve sempre essere supportata anche da un adeguato aiuto psicologico perché comprendere le paure più profonde e quelle apprese da un cattivo apprendimento sessuale è essenziale per riuscire a risolvere un problema così debilitante e gravoso.


Revisione scientifica

Foto di Giovanni Beretta Dr. Giovanni Beretta 

Urologo - Andrologo
 

Foto di Valeria RandoneDr.ssa Valeria Randone 

Psicologo sessuologo clinico


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