Nello svolgimento della mia attività professionale, di medico di famiglia, la medicina alternativa riveste sempre più importanza, sia per le problematiche legate alla ormai provata presenza di effetti collaterali della medicina tradizionale, sia per le difficoltà sempre crescenti, dal punto di vista economico e legislativo, nella prescrizione, da parte nostra, dei farmaci tradizionali.

Integratori

Questi aspetti si sposano bene con l’esperienza da me fatta nel corso dell’ultimo anno su nuovi integratori alternativi da me provati nella esperienza clinica del mio lavoro.

dispepsia e disturbi correlatiUn’esperienza estremamente positiva è stata quella fatta con un integratore a base di fosfato trifasico e ge glatina, usato per il trattamento della “dispepsia e disturbi correlati” che si presenta sotto forma di compresse masticabili, con buon sapore e di facile uso.
La mia esperienza per il suo utilizzo, mirava a diminuire la terapia a base di inibitori di pompa per la cura della GERD e delle gastroduodeniti dovute alla iperproduzione di HCL.

Il primo sintomo a scomparire, all’inizio della terapia, è la sensazione di gonfiore e nausea, e questo è quasi immediato, inoltre il bruciore esofageo scompare o diminuisce di buon grado, anche la diminuzione dell’appetito diminuisce e il paziente ritrova una sensazione di benesere subito.
Il meccanismo d’azione è semplice quanto efficace: riforma lo strato mucoso della parete gastrica proteggendo la stessa dall’aumento della concentrazione di HCL.
Questo meccanismo è naturale e non comporta la presenza di alcun effetto collaterale, come invece succede sia con gli inibitori di pompa, ma anche con i comuni antiacidi che vengono usati normalmente.

Farmaci tradizionali

Gli inibitori di pompa protonica sono tra i farmaci più prescritti in Italia e nel mondo. Sono farmaci considerati sicuri ma il loro uso prolungato ha mostrato molti rischi.
A riguardo di quest’ultimo argomento posso citare anche dalle ultime linee guida dei congressi di Gastroenterologia, il richiamo degli specialisti sull’uso dei PPI indiscriminato, che ha portato a risultati che parlano di aumento dei casi di anemia perniciosa negli anziani per la diminuzione dell’assorbimento della vitamina B12 e del ferro, per la diminuzione della produzione del fattore intrinseco da parte delle cellule parietali gastriche, che lavorano bene solo in ambiente acido, che risente quindi dell’effetto negativo su questo aspetto da parte dei PPI.

Inoltre la digestione degli alimenti da parte dello stomaco è comunque rallentata dalla diminuzione dell’acidità gastrica con la diminuzione dell’assorbimento della parte proteica dell’alimentazione.
Questo aspetto degli effetti collaterali dei PPI, ha portato i gastroenterologi a suggerire un uso diverso degli stessi, cioè un uso a periodi, sottolineando, come periodi importanti, i cambi di stagione, dal caldo al freddo e dal freddo al caldo.

Nel frattempo suggeriscono la terapia saltuaria con l’uso degli antiacidi, che però hanno il difetto di essere estemporanei e soprattutto sono pieni di metalli che poi vengono comunque in parte assorbiti, vedi l’idrossido di alluminio.

Conclusioni

In conclusione, vista l’efficacia immediata e duratura dei farmaci alternativi naturali, vista la loro innocuità e, considerando il contrasto legislativo a cui i medici vengono sottoposti per la prescrizione dei PPI, credo che l’uso degli integratori nel trattamento dei disturbi gastrici, sia assolutamente da consigliare.