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Eiaculazione senza orgasmo: quel piacere senza piacere.

 Psicologia - News generale del 16/01/2011 - 8899 visite

La sessualità maschile, oggi non gode  affatto di buona salute , tra le disfunzioni sessuali più frequenti abbiamo il deficit erettivo( mancanza d’erezione), l’eiaculazione precoce, l’anorgasmia( la difficoltà a raggiungere l’orgasmo durante il rapporto coitale), l’orgasmo senza eiaculazione( detto anche”orgasmo asciutto”) e, l’eiaculazione anorgasmica o eiaculazione anestetica.
Quest’ultima disfunzione della sessualità maschile, è una disfunzione abbastanza rara, ed è inquadrabile tra i disturbi della sensazione orgasmica, si manifesta con un’eiaculazione senza le contrazioni orgasmiche e senza l’esperienza soggettiva del piacere.
 Solitamente, gli uomini tendono a non dare molta importanza a questa disfunzione, perché non visibile dalla partner e non generatrice di “disguidi” sotto le lenzuola. Inoltre, dopo il rapporto sessuale, la fase della detumescenza del pene, avviene più lentamente e, nonostante la fuoriuscita del liquido seminale, il pene rimane eretto ancora per un po’ di tempo.
 Il vissuto di chi ne soffre non è affatto gradevole, non viene vissuta l’esperienza dell’orgasmo e non vengono avvertite le contrazioni muscolari ad esse associate, inoltre il rapporto sessuale, lascia un retrogusto amaro e sgradevole.
 Le cause di questa disfunzione sono solitamente di natura psicologica-relazionale, da ricercare all’interno della struttura psichica del paziente ed all’interno della relazione di coppia in cui si manifesta, e che funge da cornice ambientale.
 I pazienti che lamentano questo disturbo, sono uomini che tendono a controllare tutto, dentro e fuori dal letto, emozioni, relazioni, corporeità, sensorialità, bloccando l’accesso al meccanismo del piacere.
Sono pazienti che tendono allo “spectatoring”, quella disfunzionale attitudine all’auto-osservazione della propria corporeità e sessualità( molto spesso frequente nella sessualità femminile).
 Sono uomini abitati da una gran confusività emozionale, in special modo nei confronti dell’universo femminile, vivono sentimenti fortemente ambivalenti e, tendono spesso a reprimere aggressività e rabbia.
In questi casi, sarebbe opportuno effettuare una scrupolosa “ indagine uro-andrologica”, che possa escludere cause organiche , per poter poi effettuare un’adeguata diagnosi psico-sessuologica ed orientare così la terapia più adeguata.
 Per poter poi stabilire se è più indicata una psicoterapia o una terapia sessuologica di coppia, è opportuno comprendere se la disfunzione sessuale è primaria, cioè appare sin dall’esordio della sessualità del paziente o se il disturbo è secondario ed è associabile ad un periodo di grande stress o di problemi coniugali importanti. In ogni caso, credo diventa obbligatorio approcciare la disfunzione in maniera adeguata , per poter avere accesso alla sfera del piacere emozionale e sessuale.

www.valeriarandone.it


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