Troppo sale fa male: rappresentazione dell'eccesso di sale

Troppo sale fa male: 5 azioni concrete per ridurne il consumo e proteggere la salute

Il sale è ovunque nella nostra alimentazione quotidiana, spesso senza che ce ne accorgiamo. Eppure consumarne troppo è uno dei principali fattori di rischio per ipertensione, malattie cardiovascolari, problemi renali e non solo.

In Italia, solo una persona su sei rispetta i limiti raccomandati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). I dati dell'indagine nazionale Italian Health Examination Survey - Progetto CUORE 2023-2025, diffusi in occasione della Salt Awareness Week 2026, confermano che la situazione resta preoccupante.

La buona notizia è che ridurre il sale non significa rinunciare al gusto: bastano 5 azioni concrete (raccomandate dalla World Action on Salt, Sugar and Health) per scendere sotto la soglia di sicurezza e proteggere cuore, reni e pressione arteriosa.

Perché il sale fa male: i rischi per la salute

Il sodio contenuto nel sale da cucina è direttamente implicato in numerose patologie croniche. Consumarne troppo aumenta il rischio di:

  • ipertensione arteriosa (pressione alta): il sale trattiene i liquidi nel corpo, aumentando la pressione nelle arterie;
  • malattie cardiovascolari: infarto, ictus e scompenso cardiaco sono più frequenti in chi ha la pressione alta;
  • patologie renali: i reni faticano a filtrare l'eccesso di sodio, con danni progressivi nel tempo;
  • osteoporosi: un consumo elevato di sale favorisce l'eliminazione di calcio attraverso le urine, indebolendo le ossa;
  • alcuni tipi di tumore: in particolare quello allo stomaco è associato a un'alimentazione ricca di cibi salati e conservati.

Ridurre il sale è quindi una delle misure preventive più efficaci e meno costose per la salute a lungo termine.

Qual è la quantità di sale raccomandata al giorno?

L'OMS raccomanda di non superare i 5 grammi di sale al giorno (equivalenti a circa 2 grammi di sodio). Questa soglia include non solo il sale aggiunto durante la cottura o a tavola, ma anche quello già presente negli alimenti confezionati, che spesso è la fonte principale di sodio nella dieta moderna.

Quanto sale consumano gli italiani?

Secondo l'indagine Italian Health Examination Survey - Progetto CUORE 2023-2025, condotta in 17 Regioni italiane gli italiani in media superano la dose giornaliera di sale:

  • gli uomini tra i 35 e i 74 anni consumano in media 9,3 grammi di sale al giorno;
  • le donne della stessa fascia d'età ne consumano in media 7,1 grammi al giorno;
  • solo l'11% degli uomini e il 24% delle donne rientrano nei limiti OMS.

Tuttavia, tra il 2008-2012 e il 2018-2019, il consumo medio di sale nella popolazione adulta è diminuito del 12% grazie alle campagne del Ministero della Salute. Un risultato incoraggiante, ma c'è ancora molta strada da fare [1].

Consumo di sale in Italia: i dati emersi dal Progetto CUORE 2023–2025 (fascia 35–74 anni)
Consumo di sale Uomini Donne Limite OMS
Consumo medio giornaliero 9,3 g 7,1 g meno di 5 g
Percentuale che rispetta il limite OMS 11% 24% 100% (obiettivo)
Regioni coinvolte nell'indagine 17 Regioni italiane

Come ridurre il sale: 5 consigli

Per ridurre il sale nella nostra alimentazione le azioni raccomandate sono semplici, praticabili da subito e non richiedono rinunce radicali.

Sostituisci il sale con erbe, spezie e agrumi

Il sapore non sparisce, cambia soltanto la fonte. Prova a usare:

  • erbe aromatiche fresche o secche: basilico, origano, rosmarino, timo, salvia;
  • spezie: curcuma, pepe nero, paprika, cumino, curry;
  • aglio e cipolla freschi o in polvere;
  • agrumi: succo e scorza di limone o arancia per dare freschezza ai piatti.

Queste alternative insaporiscono i cibi senza aggiungere sodio e hanno spesso proprietà antiossidanti benefiche.

Scola, risciacqua e preferisci alimenti freschi

Se usi verdure o legumi in scatola, scolali e risciacquali abbondantemente sotto l'acqua corrente: in questo modo elimini una buona parte del sodio aggiunto nella conservazione.

Meglio ancora: scegli prodotti freschi o surgelati senza sale aggiunto. Frutta e verdura fresche sono naturalmente povere di sodio e ricche di potassio, un minerale che aiuta a controbilanciare gli effetti del sale sulla pressione arteriosa.

Leggi le etichette e scegli i prodotti con meno sodio

Prenditi l'abitudine di confrontare le etichette nutrizionali prima di mettere un prodotto nel carrello. Cerca la voce "sale" o "sodio" nella tabella dei valori nutrizionali.

Un prodotto è considerato a basso contenuto di sale se contiene meno di 0,3 g di sale per 100, ad alto contenuto di sale, invece, se supera 1,5 g per 100 g.

Fai particolare attenzione a:

  • pane confezionato,
  • formaggi stagionati,
  • salumi,
  • salse pronte,
  • snack,
  • cereali per la colazione.
Livelli di contenuto di sale negli alimenti: come leggere le etichette
Soglia Sale per 100 g
Basso contenuto di sale meno di 0,3 g
Alto contenuto di sale più di 1,5 g

Riduci il sale in cucina gradualmente

Non devi eliminare il sale tutto in un giorno, perché il palato si abitua progressivamente.

Inizia gradualmente in questo modo:

  • dimezza la quantità di sale che usi normalmente nelle ricette;
  • aggiungi il sale solo alla fine della cottura, quando ne basta meno per sentire lo stesso effetto;
  • cuoci la pasta con meno sale nell'acqua di cottura;
  • usa metodi di cottura che esaltano il sapore naturale degli alimenti: vapore, forno, padella con poco olio.

In poche settimane il tuo gusto si adatterà e i cibi molto salati ti sembreranno eccessivi.

Non mettere in tavola la saliera e le salse salate

Un gesto piccolo, ma efficace è quello di non mettere il sale in tavola: se non lo vedi non lo usi.

Lo stesso vale per salse come soia, ketchup e dadi da brodo, che contengono quantità elevate di sodio.

Se non riesci a farne a meno, cerca le versioni "a ridotto contenuto di sale" di questi condimenti.

Data pubblicazione: 14 maggio 2026

Autore

redazione
Redazione Scientifica Medicitalia

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