Mestruazioni: un totem da abbattere

Dr. Agostino MendittoData pubblicazione: 25 settembre 2012

Il sangue per le donne ha una grande valenza. La regolarità del ciclo mestruale è un orologio fondamentale che scandisce il tempo della loro vita durante l’età fertile.

Il rapporto delle donne con il mestruo è, però, sempre stato ambivalente. Da una parte l’idea di “purificare” ogni mese il proprio corpo con il flusso, dall’altra l’ancestrale senso di colpa legato al (pre)giudizio di impurità nei confronti della donna mestruata: non si possono toccare le piante perché muoiono, non si può montare la panna perché si inacidisce, non si possono fare le conserve di pomodoro altrimenti vanno a male. Molte di queste credenze persistono ancora oggi, soprattutto in alcuni contesti sociali e realtà geografiche. Nonostante tutto ogni alterazione del ciclo è fonte di preoccupazione, aldilà dell’effettivo significato clinico, e l’idea di non avere il flusso può essere destabilizzante.

La mestruazione è, in realtà, un grande fastidio mensile, che può avere importanti ripercussioni sulla qualità di vita. In “quei giorni” è limitata l’attività sportiva così come quella sessuale; allo stesso modo la programmazione di svaghi o viaggi può essere condizionata da tale evento.

Una prima grande svolta nel miglioramento della qualità di vita della donna è stata la diffusione degli assorbenti, che ha finalmente permesso alle donne di ridurre notevolmente i disagi legati al flusso che condizionavano la vita sociale e lavorativa nei giorni critici. Non è da sottovalutare, inoltre, l’impatto mediatico dovuto agli spot pubblicitari che hanno permesso di valorizzare e anche, forse, di banalizzare il discorso sulle mestruazioni, contribuendo a superare le suggestioni che ancora oggi influenzano la donna rispetto al proprio ciclo.

Il vero “totem culturale” da abbattere, tuttavia, è l’idea che la donna non possa fare a meno del ciclo, anche se non ha un desiderio procreativo in atto. Nel momento in cui si decide di praticare una terapia anticoncezionale, ovviamente, si esclude la possibilità di cercare una fecondazione poiché si mette a riposo tutta la fisiologia del ciclo ovarico. In questa logica anche la mestruazione è inutile; il sanguinamento che occorre, infatti, in corso di terapia con pillola anticoncezionale può essere definito più correttamente una pseudo-mestruazione. L’unico motivo per il quale gli schemi di somministrazione della pillola prevedono nella maggior parte dei casi un intervallo di sospensione per avere un flusso è solo un retaggio culturale, giacché l’idea dell’amenorrea (mancanza di mestruazioni) ha un effetto di irrazionale spavento.

Nella pratica, però, si ricorre sempre più spesso, di fronte ad alcune esigenze, all’assunzione della pillola in maniera continuativa senza rispettare l’intervallo di sospensione, così da evitare la comparsa del flusso. Tale pratica non comporta alcun pregiudizio clinico, tanto che è stata anche approvata da alcuni enti. In commercio esistono già alcuni prodotti che possono comportare amenorrea, come le pillole con solo progestinico, la spirale a rilascio di levonorgestel e gli impianti sottocutanei a rilascio di progestinico. Si tratta di ottimi prodotti con altissima efficacia contraccettiva che non sono neanche gravati da alcuni potenziali effetti collaterali legati alla presenza degli estrogeni. Quello che è in realtà un grande vantaggio per la donna, ovvero l’amenorrea o la forte riduzione del flusso, è, paradossalmente, al momento ancora un limite culturale alla diffusione ad ampio raggio di questi prodotti. L’amenorrea, oltre che rappresentare il sollievo da quel grande fardello mensile che limita ciclicamente ogni mese la vita relazionale, ha anche vantaggi in termini diretti di salute, in quanto la perdita di sangue è comunque un evento che potenzialmente indebolisce l’organismo, soprattutto quando coincide con altri eventi stressanti. La rivoluzione culturale, però, è già avviata e si prevede che saranno messi in commercio preparati con i quali la mestruazione sarà solo una scelta per la donna di cui probabilmente farà sempre più a meno.

Autore

agostino.menditto
Dr. Agostino Menditto Ginecologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1997 presso Seconda Università di Napoli.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Caserta tesserino n° 5333.

4 commenti

#1
Utente 437XXX
Utente 437XXX

La mia testimonianza:
dopo 22 anni di sofferenze e disagi legati al ciclo e dopo il parto mi e' stata prescritta la pillola progestinica senza pausa.
Mi sembra un sogno vivere senza questo incubo, poter programmare ferie, sport e quant'altro senza la spada di Damocle sopra il capo.
Lo consiglio a tutte le donne che non cercano gravidanze!
Con simpatia.

#2
Utente 244XXX
Utente 244XXX

io penso che al di là do progressi scientifici in cui non entro in merito perchè non competente, ed al di là di fastidi che limitano fortemente chi ne soffre, se siamo stati creati in un certo modo c'è un perchè ed assumere medicinali od estratti chimici ad interim non cedo sia un toccasana...su quest parlo per esperienza perchè dopo aver assunto la pillola in modo "tradizionale"per solo 5 anni ancora adesso il mio corpo non è tornato "normale"per cui rimpiango fastidi e dolori.
Saluti

#3
Dr. Agostino Menditto
Dr. Agostino Menditto

I due commenti sintetizzano le reazioni contrastanti che l'articolo ha suscitato in rete. Ritengo che siano necessarie alcune precisazioni. Se si legge bene l'articolo mi riferisco in particolare alla inutilità della (pseudo)mestruazione che si ha in corso di terapia anticoncezionale. Stiamo già parlano di un donna che ha scelto di fare ricorso a una contraccezione chimica, quindi di naturale c'è ben poco. E' in questo caso che la (pseudo)mestruazione è assolutamente inutile in quanto è un artefatto chimico che non ha alcun significato e di cui si può fare tranquillamente a meno.
Le donne che non ricorrono alla contraccezione hanno tutto il diritto e il piacere di vivere un sereno rapporto con il proprio flusso, qualora questo non sia patologico, come avviene, ad esempio, per le utilizzatrici delle coppette che riescono ad instaurare una bella interazione con la propria fisiologia.
Tengo a precisare che non vi è alcun rapporto tra questo articolo e le case farmaceutiche, cito, infatti, per correttezza, tutti i dispositivi che possono portare amenorrea, che sono prodotti da case diverse, ed evito di far capire quale sia il mio preferito proprio per non creare fraintendimenti.
Faccio, comunque, riflettere sul fatto che nella storia dell'umanità per un lunghissimo periodo le donne avevano dalle dieci alle quindici gravidanze nella loro vita e tra gravidanza e allattamento la mestruazione era un evento assolutamente occasionale.
Ribadisco che il senso principale dell'articolo è quello di rivolgersi alle donne che scelgono un percorso contraccettivo, per le quali uno schema o un dispositivo che non induce una pseudomestruazione è preferibile e non bisogna avere alcun timore di questa scelta.

#4
Utente 477XXX
Utente 477XXX

dottore boungiorno io sofro di endometriosi circa 2 anni che ho scoperto perche avevo dolori durante raporto per cicllo tutto regolare poui ho fatto cura con pillola novadien e zoly adesso non prendo piu ...che e finita terapia questo mese in 8gennaio mi arrivato ciclo secondo giorno avevo dolore al seno sinistro anche braccio non si capiva cosa e credevo un dolore premestruale ma non mi pasava sono andata a fare ecografia e ho linfonodi reattivi sede ascellare sto facendo cura con augmentin fortilase e medrol sono passati 6giorni e mi sento un po meglio ma ho sempre dolore cosa mi consiglia?devo preocupaarmi noloso.......mi dice lei cosa posso fare graziee

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