Ti visito. Ecco perché ti visito!

Dr. Marco Di GesùData pubblicazione: 17 novembre 2018
"Pronto Marco, come stai?"
"Bene Enrico, che piacere! Una vita che non ci sentiamo, come va?".
"In generale bene, ma da due giorni la gamba destra non mi da pace, dolore fortissimo e a volte si addormenta" eccetera eccetera.
"Faccio una Risonanza?"
 
"Ho già preso Voltaren e Muscoril, acqua fresca!"
 
"Ho letto su internet..."
 
"Anche l'amico del vicino di casa di mio cugino aveva la stessa cosa...".

 

Devo visitarti.

 
Non accettare i miei consigli se prima non ti visito.
 
E ti spiego perché ti visito. Bada bene, questa non è promozione della mia attività, è la confessione più sincera sul perché "ho bisogno" di visitarti.
 
Quando sei, finalmente, davanti a me, i tuoi occhi mi parlano. Le stesse parole che hai detto al telefono assumono un vero significato quando me le dici guardandomi negli occhi.
Inizio a capirti.

E solo se io ti capisco tu starai bene.

 
I gesti delle tue mani mi fanno capire. Quella che era "una gamba che non da pace", adesso diventa un dolore che fa un percorso ben definito. "Indichi" il dolore. E puoi farlo a mano aperta, o usando un pugno chiuso, o un dito, o mimando un "morso".
Tutto ciò mi fa capire.

E solo se io capisco tu starai bene.

Quando sei, finalmente, davanti a me, posso usare le mie mani per capire. Digitopressione, mobilizzazione. Ti do degli strani colpi di martelletto, ti sfioro, ti pungo. Provo a capire.

E solo se io capisco tu starai bene.

E quando per capire ho bisogno di quell'esame che tu hai già fatto (insieme a tanti altri che tu hai già fatto perché "c'era scritto su internet"), devo vedere le immagini. Purtroppo no, non è scortesia o arroganza: non mi basta che mi inoltri il referto dell'esame su WhatsApp.
Ho scelto di essere un Medico. E devo visitarti. Ho bisogno di capire per fare diagnosi.
Tu hai bisogno di una diagnosi.
 
Molti miei colleghi ti diranno la stessa cosa: parecchi sintomi possono essere la spia di svariate patologie. O anche di semplici disturbi di poco conto. Ma io devo capire, se tu vuoi che io ti dica cosa fare.
 
E quel foglio con il mio timbro non è ciò che serve per "farsi prescrivere...". È il frutto di tutti gli sforzi che ho fatto, per un bel numero di anni, per arrivare...a capirti. E a risolvere il tuo problema.
 
Ecco perché ti visito.
 
Ecco perché se vuoi che ti aiuti devi pretendere che ti visiti!
 
Per tutto il resto...c'è Google!
 
 
Ps: Enrico credeva avesse "una sciatica", ma per fortuna ha letto questa nota, è stato visitato e ha scampato un bel pericolo. È stata presa in tempo una trombosi venosa profonda della gamba.
 
Pps: Enrico non esiste. Ma tu fai come ha fatto lui.

Autore

marcodigesu
Dr. Marco Di Gesù Medico fisiatra, Medico di medicina manuale

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 2005 presso Università degli Studi di Palermo.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Palermo tesserino n° 13597.

2 commenti

#2
Dr. Umberto Donati
Dr. Umberto Donati

Ottima comunicazione per un concetto che ho sempre ribadito nei consulti su MI+ e sul mio sito: "Non è possibile esprimere un parere su un quadro clinico sconosciuto solo leggendo un referto RMN, senza sapere nulla della sua storia clinica né della sua sintomatologia, senza vedere le immagini della RMN, ma soprattutto senza averla interrogata, ascoltata e visitata ".
Buon lavoro!

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