Fino a non molti anni fa si riteneva che le cellule cerebrali fossero destinate ad una progressiva ed inesorabile morte.

Il più importante progresso delle neuroscienze degli ultimi anni è stata invece la dimostrazione della capacità del sistema nervoso di modificare la propria struttura dopo un danno creando nuove connessioni sinaptiche e formando nuove cellule (la cosidetta neuroplasticità) con enormi ripercussioni positive sulle terapie farmacologiche e riabilitative nelle neurolesioni.

neuroni serotoninergici

Un interessante ed ulteriore sviluppo di queste conoscenze coinvolge le malattie psichiatriche con ricerche tendenti a dimostrare la presenza di alterazioni strutturali e la conseguente possibilità di intervenire farmacologicamente stimolando i meccanismi della neuroplasticità.

Chiare modificazioni strutturali sono state ad esempio dimostrate nella schizofrenia in particolare nel sistema limbico che notoriamente controlla le emozioni, l'apprendimento, la memoria, l'attenzione e le funzioni esecutive che risultano tutte alterate in questi pazienti.

Queste alterazioni coinvolgono sia i recettori della dopamina che quelli della serotonina. Nel primo caso si evidenzia un'iperattività responsabile dei sintomi positivi ben controllati dagli antipsicotici tipici.

Gli antipsicotici atipici agiscono invece su entrambi i sistemi e questo spiegherebbe la loro efficacia anche sui sintomi negativi.

Attività sinaptica memoria a breve termine

L'efficacia di questi farmaci può essere correlata alla azione diretta sui meccanismi della neuroplasticità?

Alcuni studi sembrano orientare in questa direzione.

Uno studio molto recente è stato condotto da C. Perrone Capano e M. Molinari presso l'Istituto di Biofisica Genetica del CNR di Napoli ed è stato oggetto di una tesi di Laurea Magistrale in Scienze Biologiche della Dott.ssa Marta Molinari.

I ricercatori hanno testato la Clozapina ed il Risperidone su culture di neuroni di roditori ed hanno dimostrato un ruolo favorevole della Clozapina e sfavorevole del Risperidone sull'allungamento neuritico utilizzato come parametro di neuroplasticità.

Sembra quindi che almeno alcuni antipsicotici atipici possano avere anche un'azione strutturale positiva in tali patologie e sarebbe interessante testare anche altri farmaci di uso comune quali l'Olanzapina e la Quetiapina anche e forse soprattutto in rapporto al loro uso nella Malattia di Alzheimer.