Si sono registrati negli anni maggiori accessi presso i pronto soccorso secondazioni all'uso di cannabinoidi, in alcuni paesi ove sono stati legalizzati.

I sintomi sono caratterizzati soprattuto da nausea e vomito che si configurano in una sindrome vera e propria.

Non si ha certezza delle cause che correlano l'uso di marijuana con questi sintomi.

I primi casi di questa sindrome sono stati riportati da alcuni ricercatori australiani.

La sindrome ha avuto il nome di "CHS" o " sindrome da iperemesi da cannabinoidi"

L'iniziale presenza di alcuni casi sporadici faceva considerare questa sindrome come presente solo in alcuni casi isolati. Successivamente, la presentazione in altri luoghi, con le stesse caratteristiche sintomatologiche, ne sta rivalutando la diffusione e la frequenza di presentazione.

In Colorado, la marijuana è stata legalizzata nel 2014 per uso ricreativo e ci sono stati circa 2.500 visite in un unico pronto soccorso tra il 2012 ed il 2016 correlate all'uso di cannabinoidi per l'evidenza dei sintomi gastrointestinali tipi della sindrome. Infatti la presentazione primaria sono nausea e vomito, ed anche dolore allo stomaco.

Nella prima fase, la sensazione di nausea spesso viene trattato con l'aumento dell'uso di cannabis, provocando così la manifestazione più veloce della sindrome.

La perdita di peso è un'altra manifestazione legata alla problematica gastrica e, quindi, riduzione della assunzione di cibo.

La ripresa del peso avviene quando scompaiono i sintomi gastrointestinali, spesso sono necessari diversi mesi.

Molti pazienti riferiscono di ricevere miglioramento dai sintomi facendo bagni e docce calde.

E' possibile utilizzare terapie farmacologiche specifiche per ridurre la sintomatologia.

Tra queste l'aloperidolo è considerato di elezione. Questo farmaco agisce anche su altri sintomi che possono comparire nel corso dell'uso di sostanze stupefacenti, tra cui paranoia e fenomeni allucinatori.

La sindrome si risolve completamente se l'uso di marijuana è sospeso definitivamente.