Vigoressia: muscoli e patologia

Dr. Mauro BruzzeseData pubblicazione: 21 maggio 2014Ultimo aggiornamento: 22 novembre 2015

Sono diversi i modi di definire la vigoressia a partire da bigoressia, dismorfia muscolare, anoressia riversa fino ad arrivare al complesso di Adone ma tutti fanno capo allo stesso tipo di disagio: ossessione esasperata verso la propria massa muscolare a discapito della propria salute.

La massa muscolare diviene l’unico obiettivo da perseguire attraverso un regime alimentare iperproteico, allenamenti rigidissimi e nei casi più gravi anche attraverso l’uso di anabolizzanti.

Il corpo muscolosissimo diviene una maschera dietro la quale nascondersi ma lo stesso corpo è talora il sintomo più vivo di diversi disagi che colpiscono in special luogo ragazzi in fase tardo adolescenziale e giovani uomini, ma ci sono anche casi di donne con severa vigoressia.

Essendo un disturbo relativamente giovane, la prima volta fu descritto nel 1993, non si conoscono le cause specifiche concorrenti, nonostante gli oltre 1000 articoli scientifici prodotti da quando è stata individuta 20 anni fa.

Non c’è una classe sociale maggiormente colpita così come non sono state individuate correlazioni riguardante l’orientamento sessuale. Le uniche prevalenze riscontrate riguardano il genere (maschile) e la giovane età.

Diverse sono le compromissioni a cui i soggetti vigoressici vanno incontro: sociali, relazionali, occupazionali, familiari. Ci sono casi di divorzio dalla moglie perché il soggetto vigoressico necessitava di maggior tempo da dedicare all’esercizio fisico e non voleva distrazioni di alcun genere. Ci sono anche taluni che affetti da tale disturbo hanno perso importanti occasioni di carriera e di lavoro perché troppo assorbiti in questo ripiegamento verso il proprio corpo.

Non a caso la vigoressia è chiamata anche anoressia riversa proprio perché è l’altra faccia della medaglia dell’anoressia: è diverso l’ideale corporeo a cui aspirare ma vi sono molte aree di similitudine tra cui la dismorfofobia, infatti il vigoressico non ha una percezione oggettiva del proprio corpo ma si vede sempre magro, fuori forma e soprattutto poco muscoloso.

Un’altra matrice comune è l’insoddisfazione verso se stessi: attraverso il corpo si vuole aumentare la propria autostima che è carente.

Pope (2000) sottolinea che più di una distorsione relativa all’immagine dei loro corpi, nei soggetti con vigoressia vi è una distorta immagine di se stessi come uomini. Inoltre c’è un grossissimo senso di inadeguatezza che compromette i contatti sociali.

L’autostima ha come unico canale a disposizione la grandezza dei propri muscoli e la misura di quanto il soggetto riesce a percepirsi “grosso”, chiedendo anche costanti rassicurazioni dei propri muscoli agli altri. I muscoli, infatti rappresenterebbero per loro un mezzo di compensazione per un senso di inadeguatezza circa la propria mascolinità.

Tale disturbo colpisce in maniera silente la una piccola percentuale della popolazione sportiva soprattutto maschile, mimetizzandosi nell’equazione di genere muscolarità=forza e potere. Imbattendomi, durante la ricerca di questa patologia, in un forum frequentato da culturisti ecco come un utente commenta l’articolo sulla vigoressia uscito su un famoso quotidiano nazionale:

 

Attenzione! (Testo rimosso dallo staff su richiesta dell'autore del post pubblicato sul forum frequentato da culturisti:)

 

In queste parole già c’è molto di tutto quello di cui si sta parlando e c’è anche una lucida consapevolezza. Spesso però è proprio questa a mancare perché di fronte ad un corpo muscoloso e tonico è difficile anche per gli amici e conoscenti andare a rintracciarne una malattia (mentre quando si tratta di anoressia severa anche il corpo stesso, oltre ovviamente a tutto il resto, diviene un campanello d’allarme perché visibilmente sottopeso).

Allora ecco che diventa importante valutare il comportamento che ha diverse similitudini tra vigoressici e questi criteri spesso fanno la differenza per poter evidenziare alla base un disturbo.
Vi sono alcuni comportamenti e atteggiamenti da parte un soggetto tendenzialmente a rischio vigoressia o vigoressico che andrebbero valutati correttamente e che fungono da prime avvisaglie della malattia:

  1. ossessivo guardare il proprio corpo allo specchio;
  2. continui paragoni tra il proprio fisico e quello degli altri;
  3. panico se si salta un allenamento o se si è costretti a mangiare cibi non proteici (pizza, pasta);
  4. dieta iperproteica e fissazione per orari in cui mangiare con rigida precisione e severità nel rispettare tale dieta e orari;
  5. assunzione di anabolizzanti e sostanze pericolose;
  6. trascuratezza eccessiva per la vita sociale a favore degli allenamenti;
  7. difficoltà a conciliare vita familiare e lavorativa con la propria attività fisica e dieta fino ad arrivare al licenziamento e al divorzio.

In tutti gli articoli scientifici a riguardo così come nel libro di Pierluigi De Pascalis “Vigoressia quando il fitness diventa ossessione”, si pone l’accento ovviamente sulla prevenzione attraverso una campagna di sensibilizzazione, divulgazione e conoscenza della vigoressia che come abbiamo visto colpisce soprattutto giovani e giovanissimi.

 

Bibliografia:

 

 

Autore

maurobruzzese
Dr. Mauro Bruzzese Psicologo

Laureato in Psicologia nel 2011 presso la sapienza.
Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Lazio tesserino n° 25303.

14 commenti

#6
Dr. Luca Colapaoli
Dr. Luca Colapaoli

Io sono medico e bodybuilder amatoriale, da 30 anni.
Le frase che hai citato è mia.
Non so se sei al corrente che non è corretto citare frasi senza il consenso dell'autore.

Faccio anche presente, nel caso non te ne fossi accorto, che le due foto che hai allegato all'articolo sono visibilmente ritoccate, ovvero assolutamente fasulle.

#7
Dr. Mauro Bruzzese
Dr. Mauro Bruzzese

Non mi risulta , fonti alla mano, che riportare e virgolettare un periodo preso da un forum pubblico in rete sia scorretto una volta dichiarata la provenienza . Non nascondo che mi fa specie sia stato scritto da un medico . La prima foto non credo sia fasulla non c'è indizio alcuno per ritenerla tale, mentre la seconda lo è chiaramente viste le sproporzioni.

#8
Dr. Luca Colapaoli
Dr. Luca Colapaoli

Il problema, oltre alla scorrettezza di citare frasi di altri senza il consenso degli stessi regola di educazione e civiltà, anche se magari non codificata da nessuna legge dello stato, è che, citando una frase singola, scollegata dal contesto, si rischia, come hai egregiamente fatto, di capire e far capire il contrario di quanto il sottoscritto esprimeva nella discussione da cui hai preso la mia frase. Oltre tutto, uno che scrive un articolo sulla vigoressia, si presume, o almeno il buon senso vorrebbe, che fosse quanto meno un professionista che ha una vaga idea degli argomenti che sta trattando. Il fatto che che tu non sia in grado di riconoscere una foto assolutamente e senza ombra di alcun dubbio ritoccata, diciamo che fa "specie".

#9
Dr. Mauro Bruzzese
Dr. Mauro Bruzzese

QUINDI la procedura corretta sarebbe quella di iscriversi al forum da te frequentato, sperando che sia ancora attivo dopo svariati anni, mandare un msg privato all'utente ,coperto da nick name, e sperando questa volta l'utente sia ancora un attivo partecipante e chiedere quindi il suo consenso e sperando di nuovo uno che risponda, due che sia tempestivo e tre che dia il placet.
Anomala come procedura...
la mia correttezza è stata quella di non fare il nome del forum nè dell' utente(non ci sarebbe stato comunque nulla di male essendo pubblico) di riportare il periodo virgolettato e per intero , di illustrare il contesto e di parlare dell'utente in termini di consapevolezza.
Se per professionista intendi un body builder no grazie, se invece intendi uno psicologo che si documenta beh faccio il possibile e credo bene finora.
E' CHIARO stiamo parlando del nulla se non si va al nocciolo della questione, è evidente che leggere le tue parole citate in questo articolo ti ha ferito e fatto scaturire del risentimento che hai voluto indirizzare e proiettare contro l'articolo in toto e quindi contro me. Da parte mia c'era soltanto buona fede e mi dispiaccio ti sia potuto sentire ferito.

#10
Dr. Luca Colapaoli
Dr. Luca Colapaoli

Non è tanto se io mi sia sentito ferito o meno. Questo, se anche fosse, sarebbe un problema mio. I problemi di qs triste discussione sono altri:
1 - per educazione, dato che non mi conosci e non mi hai chiesto nessuna autorizzazione, avresti dovuto citare parafrasando, senza virgolettare, in modo da rendere meno "personale" la citazione. Questione di stile, niente di più.
2 - sarebbe opportuno leggere le discussioni dall' inizio alla fine, prima di esprimere dei giudizi. In quella discussione in particolare io stavo sostenendo l'esistenza della vigoressia e dei danni e limitazioni che qs comporta. L'esatto contrario di quello che appare dalla citazione estrapolata che hai riportato. Quindi mi hai "fatto dire" l'esatto opposto di quello che avevo detto.
3 - da specialista mi aspetterei che uno che si occupa di "vigoressia", e ci scrive anche articoli, fosse in grado di riconoscere un fisico reale da uno frutto di fotoshop.
4 - non ce l'ho con te, mi spiace leggere articoli del livello del corriere dei piccoli spacciati per informazioni scientifiche, tutto qui.

#11
Dr. Mauro Bruzzese
Dr. Mauro Bruzzese

virgolettando non ho dato appunto spazio ad interpretazioni, quello è quanto è stato scritto da te ovvero che la tua vita è stata rovinata dal bb. COSA c'è da parafrasare?
Il corriere dei piccoli è fantastico ed è stato un riferimento per intere generazioni quindi grazie del paragone-
L'articolo è stato approvato dalla direzione scientica di medicitalia se ci sono informazioni errate sono io il primo ad essere lieto di una tua qualche correzione in merito purtroppo oltre a provare ad offendere , senza riuscirvi, non contribuisci apportando nuove informazioni: ti nascondi narcisisticamente dietro la tua frasetta virgolettata e dietro le foto su cui già ti ho risposto. Sii propositivo anzichè inutilmente polemico e "triste".

#12
Dr. Luca Colapaoli
Dr. Luca Colapaoli

Come preferisci "collega" ...
Ti avevo consigliato di parafrasare, perchè in tal modo si evita di incorrere nella violazione del "copyright" ... quindi se non rimuovi la citazione virgolettata entro il mio successivo controllo di questa pagina, procederò alla segnalazione all'Agicom di te e del sito Medicitalia. Come previsto dalla normativa vigente peraltro ;)

Buona giornata

"...Quali sono le opere tutelate

Ad essere tutelate dall’Agcom sono le “opere digitali” ossia le opere, o parti di esse, come un brano audio, un filmato, una fotografica, un videoludico, un’opera letteraria o editoriale, i programmi e i sistemi operativi per computer, un programma tv o radiofonico, ecc. purché diffusi su internet.
...
Insomma, qualsiasi materiale si trovi in rete, e sia caratterizzato da quella minima originalità (non sarebbe tale, per esempio, il testo di una legge, ma sicuramente lo sarebbe il testo di un articolo tratto da un quotidiano) è automaticamente protetto da copyright (o meglio, “diritto d’autore”). A tal fine non c’è bisogno (contrariamente ai luoghi comuni) che vengano riportati avvisi come la dicitura “© Riproduzione riservata” o sia avvenuta qualsivoglia registrazione (vedi alla SIAE). Al contrario, il diritto d’autore nasce già con la creazione dell’opera, come l’ombra nasce con un corpo. È una tutela automatica, prevista dalla legge per qualsiasi creazione dell’ingegno..."

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