Il DPTS (Disturbo Post traumatico da Stress) colpisce le persone che hanno vissuto un evento traumatico che ha implicato gravi lesioni, minacce di morte, perdita dell’integrità fisica propria, dei propri cari o altrui. È più frequente nelle donne o nelle persone vedove o separate.

I fattori di rischio per la sua insorgenza sembrano essere una storia personale o familiare di depressione, ansia, nevrosi, insonnia o separazioni precoci. Tra gli esempi di un trauma troviamo violenze sessuali o mobbing o stalking; essere tenuti in ostaggio (anche da un partner); essere stati vittime di catastrofi naturali; aver vissuto o aver assistito a gravi ferimenti; lesioni; morti violente; incidenti mortali;combattimenti; guerre o essersi trovati di fronte ad un cadavere o aver assistito alla morte di un amico o familiare.

In questo periodo di lotta contro il nuovo virus COVID-19, il DPTS tende a svilupparsi maggiormente, anche a causa dell’eccessiva fragilità e vulnerabilità emotiva. I soggetti che risultano essere più a rischio sono: i contagiati da Covid-19, chi ha vissuto l’isolamento da Covid-19, chi ha perso i propri cari a causa di tale patologia senza nemmeno l’ultimo saluto, medici o infermieri e tutte le figure professionali che in questo periodo stanno lavorando duramente, stanno vivendo un forte stress che ha qualcosa di extraordinario e le conseguenze sono e saranno enormi sul piano psichico-nervoso- endocrino- immunologico-emozionale. Indubbiamente,questi eventi traumatici vissuti in prima persona, lasciano delle ferite e cicatrici talmente profonde nella psiche umana tali da condizionarne l’esistenza.

Analizzando in maniera più dettagliata un disturbo post traumatico da stress, tra i sintomi associati ad un evento traumatico troviamo: ricorrenti, involontari ricordi spiacevoli dell’evento; ricorrenti sogni spiacevoli in cui il contenutoe/o le emozioni del sogno sono collegati all’evento; flashback in cui il soggetto sente o agisce come se l’eventotraumatico si stesse ripresentando. La presenza di tali sintomi comporta una ipervigilanza e forti risposte di allarme, problemi di concentrazione e difficoltà relative al sonno, marcate razioni fisiologiche a fattori scatenantic interni o esterni all’evento traumatico. A queste reazioni si associa l’evitamento degli stimoli legati all’evento traumatico. Pertanto, il soggetto tenderà ad evitare ricordi spiacevoli, pensieri o sentimenti relativi o strettamente associati all’evento; cercherà di evitare fattori esterni (persone, luoghi, conversazioni, attività, oggetti, situazioni) che suscitano ricordi spiacevoli, pensieri o sentimenti strettamente associati all’evento traumatico. A tutto questo, possono seguire alterazioni negative di pensieri associati all’evento traumatico come l’incapacità ricordare qualche aspetto dell’evento, persistenti ed esagerate convinzioni o aspettative negative relative a se stessi, ad altri o al mondo (per es. io sono cattivo”, “non ci si può fidare di nessuno”, “il mondo è assolutamente pericoloso”,e persistente stato emotivo negativo (per es. paura, orrore, rabbia, colpa o vergogna). La sintomatologia in fase acuta spesso è caratterizzata da gravi livelli di ansia, terrore e disperazione accompagnati da insonnia. Pertanto risulta opportuno valutare la necessità di associare all’intervento psicologico, specialmente nelle prime fasi del trattamento, un trattamento farmacologico che attenui l’intensità della sintomatologia ansiosa potenziando l’azione psicoterapeutica. Da un punto di vista farmacologico, gli antidepressivi Inibitori Selettivi della Serotonina (SSRI), in particolare si sono mostrati utili nell’attenuazione dei sintomi disturbanti.

Tra le cause di tale disturbo, l’ipotesi più accreditata risulta essere uno squilibrio del Sistema nercovo Centrale e Sistema Nervoso Autonomo causato da un cambiamento dei Neurotrasmettitori (Serotonina e GABA) o di Adrenalina e Cortisolo.

Il Disturbo Post Traumatico da Stress è un quadro clinico che si associa spesso ad altri disturbi tra i quali troviamo spesso Disturbi affettivi e depressione maggiore (50%); Disturbi da attacchi di Panico e Fobia Sociale (20%); Disturbi Dissociativi nella popolazione psichiatrica (18%); Disturbo di Personalità Borderline; Abuso e dipendenza da sostanze come strategie di gestione dei ricordi.