Utente
Salve, da circa 10 anni soffro di allergie alimentari.
Inizialmente si sono presentate reazioni in seguito all'ingestione di frumento, frutta secca, pesche e legumi, con sintomi piuttosto gestibili (orticaria, nausea, vomito, crampi addominali, mal di testa).
Negli ultimi mesi le mie condizioni si sono aggravate e dalle analisi al sangue è emersa una forte allergia al gruppo pru p3 (con il seguente valore 15, 5 kUA/I).
Adesso manifesto soffocamento, sensazione di nodo alla gola, tosse asmatica, reflusso gastroesofageo, dolore alla base dello stomaco ed infiammazione al colon.
Gli specialisti che mi hanno visitata mi hanno detto di seguire una dieta di esclusione dei cibi.
Il punto è che non mi è stata fornita una lista degli alimenti da evitare e spesso mi ritrovo a testare alla cieca, prodotti che mi scatenano reazioni.
Su internet ne ho viste alcune ma sono incongruenti tra loro.
L'emergenza sanitaria purtroppo non aiuta, poiché molti centri specializzati sono stati adibiti a gestire i pazienti Covid.
Sono passati più di 6 mesi e sta diventando difficile convivere con questo problema senza essere seguita.
La semplicità di consumare un pasto sta diventando fonte di ansia e di paura per timore di una reazione ben più grave.

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Dr. Claudio Bosoni

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I disturbi che mi ha elencato sono dovuti ad una reazione allergico-intollerante. Al Policlinico di Milano utilizzavamo il metodo Addizione/Sottrazione che è molto efficace, però ci vuole tempo e pazienza. Consiste in questo: lei deve prima di tutto eliminare dalla dieta tutti quei cibi che sospetta essere la causa dell' allergia. Tolti questi, se compare entro una settimana ancora l' allergia elimina 1 cibo dalla dieta, se ricompare ancora l'allergia ne toglie 1 altro alla settimana.......andando avanti settimana in settimana finché non compare più allergia. Poi fa il percorso inverso, aggiunge 1 cibo alla settimana di quelli eliminati, finché non compare l' allergia e allora lo elimina e va avanti così individuando quelli che proprio scatenano la reazione aggiungendone 1 alla settimana.
Dr. Claudio Bosoni