Utente 345XXX
Buongiorno,

Sono un ragazzo di 26 anni operato tramite scleroembolizzazione su varicocele sinistro di 1 /2 grado nel giugno 2016.

Era anche presente una leggera teratozoospermia.

Il decorso post intervento è stato buono, il dolore è scomparso e anche la teratozoospermia verificata con spermiogramma una volta all'anno per gli anni successivi.

Ho svolto la mia vita regolarmente, studente, nessuno sforzo eccessivo di nota.

Nel novembre 2018 inizio attività di sollevamento pesi in palestra, senza problemi fino a gennaio/febbraio 2020.

Qui noto che dopo l'esecuzione di esercizi per addominali provo dolore nella zona della vena spermatica sinistra dove vengono posizionati i filamenti in tungsteno per creare l'occlusione.

Il dolore a volte si trasmette a livello inguinale.

Ieri sento dolore nelle stesse zone per qualche ora finchè, alzandomi dalla sedia sento forte dolore al testicolo sinistro, in particolare nella parte alta, nella zona dove prima dell'intervento era maggiormente tastabile il rigonfiamento da varicocele.

Dopo una notte di sonno il dolore si è alleviato ma permane un senso di bruciore e calore nelle zone sopracitate.

Personalmente temo che l'occlusione abbia ceduto o che in qualche modo il varicocele si sia ripresentato improvvisamente.



Chiedo gentilmente indicazioni sulle procedure per questi casi di recidiva, sia per avere un parere esterno, sia nell'attesa che il mio andrologo torni reperibile.



Cordiali saluti

[#1]  
Dr. Diego Pozza

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caro lettore

praticare sollevamento pesi dpo un intervento per varicocele è sempre da sconsigliare
il dolore, gonfiore al testicolo richiede una visita specialsitica con ecografia ed esame del lquido seminale
cordiali saluti
Dott. Diego Pozza
www.andrologia.lazio.it
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[#2] dopo  
Utente 345XXX

La ringrazio per la risposta.

Nel caso fosse necessario reintervenire lei consiglierebbe sempre l'intervento di scleroembolizzazione?
Sono dubbioso sul sottopormi di nuovo a questo intervento in quanto la quantità di radiazioni assorbite dovrebbe essere all'incirca la stessa di quella di una TAC.
Ne ho già eseguita una al torace nel 2014 (dopo infinite radiografie) e probabilmente dovrò farne un'altra questo o il prossimo anno. Temo che 2 TAC e 2 interventi di scleroembolizzazione eseguiti nell'arco di 6 anni siano eccessivi come quantità di radiazioni per un ragazzo giovane. I medici tendono a sorvolare molto su questo aspetto senza darmi risposte esaustive. Ho la sensazione che servirebbe un riguardo più a lungo termine considerando anche la storia clinica del paziente anche se esula dal proprio ambito specialistico.
Secondo Lei un intervento di chirurgia tradizionale o di chirurgia laparoscopica potrebbe essere una soluzione? Qualche giorno di degenza in più non mi spaventerebbe e nemmeno le cicatrici dato che, putroppo, abbondano già per altri motivi.

Ringraziandola anticipatamente, le porgo cordiali saluti.