Utente
Buongiorno,
mio marito (di 28 anni) in data 07.07.
20 si è sottoposto ad un intervento per correggere un varicocele di II grado mediante flebografia e scleroembolizzazione.

L'intervento si è reso necessario in quanto il varicocele ha comportato una progressiva oligoastenospermia e dato che stiamo cercando un bambino da un anno l'andrologo ci ha indirizzato verso l'intervento per risolvere il problema.


Questo è il referto del medico che ha eseguito l'intervento:
"Esame eseguito previo accesso tranfemorale comune DX su guida ecografica.
Il cateterismo selettivo della vena renale SN e la flebografia diagnostica eseguita a riposo e durante Valvalsa documentano varicocele di II grado, con presenza di multipli circoli venosi collaterali lungo il decorso della vena spermatica.
Previa compressione manuale del plesso pampiniforme, si esegue scleroembolizzazione utilizzando 3 fiale di atossisclerol (3%) e posizionamento di tre spirali "pushable" nei collaterali di maggior calibro e nel tratto medio della vena spermatica.
Non complicanze immediate.
Emostasi manuale compressiva.
"

Il controllo presso il ns.
andrologo di fiducia è previsto per il 18 agosto, ma mio marito continua ad avvertire fastidi e doloretti nella zona interessata, soprattutto quando cammina o "sobbalza" mentre all'atto sessuale non ci sono stati problemi.

La cosa sta destando un pò di preoccupazione, soprattutto in considerazione del motivo che ci ha condotto all'intervento in primo luogo, e quindi vorrei sapere se è normale o è sintomo di una non riuscita dell'intervento.


Grazie per il consulto che vorrete darmi.

Cordiali saluti.

[#1]  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettrice,

la modesta sintomatologia riferita potrebbe essere legata alla procedura di correzione del varicocele subita da suo marito; comunque, se altri dubbi bene risentire prima in diretta sempre il vostro andrologo di fiducia.

Si ricordi che sempre la visita medica specialistica in diretta rappresenta il solo strumento valido per poterle dare un’indicazione mirata e, quando è necessaria, anche una indicazione terapeutica corretta e che le informazioni fornite via internet vanno sempre intese come meri suggerimenti clinici e di comportamento.

Un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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