Utente
Salve a tutti i medici e mi rivolgo in particolare agli andrologi che impiantano protesi al pene.

Io sono un quarantenne e da un po' di tempo ho il problema di DE.
Il mio problema è organico con vari risvolti psicologici.

(ma non è la malattia di laperonie).

Mi ritrovo a rispondere in maniera non ottimale ai farmaci (provata terapia a lungo termine con cialis) o farmaci al bisogno.

Riesco solo a masturbarmi mentre gli incontri vanno sempre male in quanto il mio problema è di mantenimento dell'erezione.

(mantengo usando la mano)
Credo proveremo ora con le onde di urto mentre invece le punture le escludo categoricamente.

Rimane per cui la protesi, mi sto informando con grande sconforto e rassegnazione.

Lo psicologo e l'andrologo mi parlano in termini ottimistici verso questa soluzione, potrei rinascere psicologicamente,
e sessualmente, dicono.


le mie perplessità riguardano
1) la necessità durante tutta la vita delle revisioni.
ho 42 anni, ogni 10 anni se non ho capito va cambiata (quindi forse 3 cambi andranno fatti, se tutto va bene).

2) i costi insostenibili (se ogni volta devo pagare 20.000 euro circa dovrei lavorare solo per risparmiare per le protesi).
Sono un bidello
di professione.
C'è possibilità che i prezzi si abbassino negli anni?

3) e' compatibile la protesi con un mestiere dove si fanno degli sforzi fisici?
io pulisco tutto il giorno (7, 5 ore al giorno)
4) i rischi elevati di avere poca soddisfazione (ho un pene già corto e piccolo oltre che non funzionante), i dolori per mesi nel postoperatorio.

5) se mai dovessi ammalarmi di prostata (ho familiarità per ipertrofia, tumore), dovrei togliere tutta la protesi?


L'alternativa è di accettarmi menomato, continuare fino a che riesco con la masturbazione, e buonanotte (ma che vita è?)

Potrei avere dei brevi suggerimenti sui 5 punti?
fermo restando che chiaramente ho il mio andrologo di fiducia, ma sentire pareri
da altri chirurghi non fa male.

[#1]  
Dr. Diego Pozza

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caro lettore

nella mia realtà una protesi peniena ha un costo sicuramente inferiore
le protesi peniene idrauliche possono durare anche oltre i 15 anni
intervento delicato, con breve ricovero
la stragrande maggioranza dei pazienti assolutamente soddisfatti della scelta chirurgica
veda www.andrologia.lazio.it
cordiali saluti
Dott. Diego Pozza
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[#2] dopo  
Utente
Salve dottore grazie della risposta.
E' già un po' che mi informo e per ora ho consultato alcuni suo colleghi ma al nord. In più ho potuto avere uno scambio di idee con alcuni uomini che hanno l'impianto.

Mi pare di capire che l'insoddisfazione sia legata alla
riduzione del membro. Se uno parte già malconcio,
la probabilità di essere scontenti è altina. A volte
riesco ad avere erezioni e arrivo a circa 12,5-13 cm
ma il pene a riposo sarà 5-6 cm , trazionato arriva a 10.
Quindi avrei al massimo 10 cm, ma almeno funzionante.
Mi hanno detto che la protesi nel tempo determina espansione dei tessuti e quindi negli anni può facilitare
un allungamento specie col modello giusto.
Invece per lo spessore non dovrebbero esserci problemi,
rimane il proprio.

Nella sua struttura, dal momento della visita quanto
tempo è necessario per l'intervento?

Io vorrei tanto ricostruire la mia vita, e potrei farlo
ripartendo da questo evento.

Grazie se mi risponderà

[#3]  
Dr. Edoardo Pescatori

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Gentile lettore,
desidero darle anche il mio contributo, rispondendo ai punti del suo primo post:
1) la necessità delle revisioni. Vi sono studi ch documentano come a 15 anni il 75% delle protesi idrauliche è funzionante (e ciò si riferisce a protesi impiantate15 anni prima; nel frattempo vi sono state evoluzioni tecniche);

2) i costi insostenibili : a seconda del tipo di intervento vi possono essere anche costi inferiori. Esiste poi la copertura assicurativa per il costo della protesi, che a seconda dele compagnie è a vita o per i primi 5 anni;

3) e' compatibile la protesi con un mestiere dove si fanno degli sforzi fisici?Assolutamente si

4) i rischi elevati di avere poca soddisfazione: si possono considerare dele strategie sia preparatorie (uso aggressivo di estensore) che intraopéeratorie per avere un aumento di dimensioni del pene con la protesi; i dolori per mesi nel postoperatorio: non condivido: i sintomi del postoperatorio sono variabili da persona a persona, ma durano alcune settimane, non mesi;

5) se mai dovessi ammalarmi di prostata (ho familiarità per ipertrofia, tumore), dovrei togliere tutta la protesi? NO!

Cordialmente,
Dott. Edoardo Pescatori
Specialista in Urologia - Andrologo
www.andrologiapescatori.it

[#4] dopo  
Utente
Ringrazio per le preziose risposte.

E' una scelta difficile. So della irreversibilità della cosa,
e ci sono giorni in cui cerco di convincermi che potrei
anche stare così, rinunciando alla sessualità e alla affettività. Questo perchè mi spaventa tanto un intervento così, nonostante più professionisti me ne stiano parlando
in maniera assolutamente tranquilla e serena.
E' chiaro che per accettare la cosa dovrò lavorare con lo psicologo in preparazione.

Chiedo una cosa importante che effettivamente non ho ben capito
a-è possibile scaricare l'intera cifra dell'intervento (costo protesi e intervento) nelle spese mediche?

b-è possibile almeno ottenere il costo del ricovero a carico
SSN? Io mi sto facendo seguire da professionisti di un noto ospedale, su questi punti dobbiamo ancora discutere effettivamente.

Grazie se vorrete rispondere

[#5]  
Dr. Edoardo Pescatori

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Gentile Signore,
comprendo e assolutamente rispetto il disagio che lei prova nella prospettiva di dover esporre a un intervento "irreversibile", che impatta su una parte profonda del proprio essere uomo, nel senso di maschio. Concordo con l'importanza di un lavoro psicologico preparatorio: è molto frequente che i miei pazienti abbiano colloqui psicosessuologici preparatori in vista di un impianto protesico, che è giusto non affrontare fino a quando non se ne è pienamente convinti.
Dalla nostra prospettiva diamo informazioni realiste (non "tranquillizzanti"), ma con ciò non intendo assolutamente banalizzare questa procedura.
Personalmente lavoro in libera professione, e a quanto mi risulta non è possibile la compartecipazione del SSN ai costi: o l'intervento è eseguito completamente privatamente, o completamente a carico del SSN.
Cordialmente,
Dott. Edoardo Pescatori
Specialista in Urologia - Andrologo
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[#6]  
Dr. Diego Pozza

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Caro lettore
Il Dottor Pescatori da "vecchio specialista" nel settore le ha dato gli elementi basilari del problema
io le posso portare le esperienze di decine e decine di maschi ( dai 20 ai 86 anni) che dopo aver avuto un impianto protesico sia malleabile che idraulico riferiscono di essere assolutamente soddisfatti nella stragrande maggioranza dei casi o perlomeno in tutti i casi in cui i pazienti avevano una donna con cui condividere l'utilizzazione dell'impianto protesico.
Io avrei più timore a mettermi una protesi al ginocchio o all'anca rispetto ad una protesi peniena. Quasi tutti gli operati riferiscono di aver quasi dimenticato di avere una protesi peniena che ormai sentono come parte del loro corpo.
Per i costi ribadisco quanto detto dal dottor Pescatori. nella mia realtà romana, ma penso che possa essrer analoga in altre città, il paziente spende tra 10 e 17.000 Euro tutto compreso a seconda della protesi scelta. Si potrebbe dire che le spese per un impianto protesico sono le spese per l'acquisto di una automobile. Se le rubano l'automobile lei che fa? rimane a piedi o va ad acquistarne una nuova spendendo tra i 10 e i 20,000 Euro ? ( chi riesce a vivere senza avere una automobile?) .L'assicurazione quanti gliene rimborsa?
Le spese per la protesi lei le puo' portare in detrazione fiscale .
Mi creda , si tratta di una decisione assolutamente delicata, che coinvolge molti aspetti anche intimi della nostra vita ma non credo che l'aspetto economico possa essere l'elemento fondamentale. La qualità di vita è più importante!
cordiali saluti
Dott. Diego Pozza
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[#7] dopo  
Utente
Ringrazio sentitamente entrambi e mi permetto di replicare

Al Dr.Pescatori
Lavorando con persone con DE, credo che ormai conoscerà benissimo la psicologia di chi soffre di un tal disturbo. In effetti io ormai non mi ritengo più un uomo da alcuni anni. Ma mi faccio forza e voglio operarmi.
Di titubanza per quanto riguarda l'intervento ne ho, perchè temo le complicanze che mi hanno spiegato, perchè temo di non poter nel futuro essere in grado di coprire i costi delle revisioni. In più temo anche un aspetto che da alcuni urologi mi è stato detto: che con più si "temporeggia" nel farsi la protesi più l'organo malato subisce danni, si accorcia e sarà sempre più difficile e rischioso mettere il dispositivo. E' sempre vero? Pensavo questo aspetto riguardasse solo i prostectomizzati da tumore o chi ha una grave laperonie. (non è il mio caso)

Al Dr.Pozza.
E' proprio la qualità di vita che ho perso. Non potendo più instaurare rapporti sentimentali/sessuali sereni, si è modificato il mio progetto di vita. Mi sto dedicando a cose che mai avrei pensato, in molti si chiedono cosa io abbia fatto. Ma a parte le mie partner che hanno capito il problema, gli altri non sanno della mia problematica.
Il costo è notevole per chi come me ha un basso reddito. E c'è da mettere in conto che le case produttrici storiche danno una garanzia di soli 5 anni e se al sesto hai problemi devi ripagare tutto da capo, con rischi credo non banali.



La voglia di riavere una vita sessuale (e quindi sentimentale) è però fortissima.

Vi auguro un sereno 2021

[#8]  
Dr. Edoardo Pescatori

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In merito al suo timore: "più si "temporeggia" nel farsi la protesi più l'organo malato subisce danni, si accorcia e sarà sempre più difficile e rischioso mettere il dispositivo", direi che di principio prima si inserisce un impianto e meglio è, ma non parliamo di modifiche DRASTICHE! Molto più importante rispettare i suoi tempi, per arrivare all'intervento ragionevolmente sereno.
Dott. Edoardo Pescatori
Specialista in Urologia - Andrologo
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