Brugada e farmaci
Salve, a causa di anni sotto Stress ed ansia che si è cronicizzata causando sintomi da somatizzazione sono molto provato.
Sono andato dallo psichiatra che mi ha prescritto 15gg di Citalopram.
Ho una nefropatia da iga e sindrome Brugada farmaco indotto.
Sono bradicardico ho 50 battiti a riposo e 30 di notte.
Posso assumere la terapia tranquillamente?
Grazie
Sono andato dallo psichiatra che mi ha prescritto 15gg di Citalopram.
Ho una nefropatia da iga e sindrome Brugada farmaco indotto.
Sono bradicardico ho 50 battiti a riposo e 30 di notte.
Posso assumere la terapia tranquillamente?
Grazie
Gentile utente
- Il Citalopram è un SSRI noto per aumentare l’intervallo QT, con rischio di torsioni di punta (con arresto cardiaco) di sintomi di Brugada (che predispone alla morte improvvisa).
- La tua nefropatia da IgA può ridurre l’escrezione del farmaco, aumentando la concentrazione plasmatiche e il rischio di effetti cardiaci.
- La bradicardia a riposo (50 bpm) e la frequenza notturna (30 bpm) indicano una base cardiaca sensibile a ulteriori rallentamenti e predispone all'innesco delle aritmie ventricolari (talora fatali).
Se ha familiarità positiva per morte cardiaca improvvisa, il suo rischio è notevolmente aumentato
Consigli pratici
- Prima di iniziare la terapia, è indispensabile un ECG di base e, se possibile, un monitoraggio ECG Holter per valutare la durata e la frequenza delle pause.
- Durante i 15 giorni di trattamento, programmare un controllo ECG entro 3 5 giorni dall’inizio per verificare eventuali prolungamenti del QTc.
- Se l’intervallo QTc supera i 450 ms o si osservano aritmie, interrompere immediatamente il Citalopram e consultare un cardiologo.
- Considerare alternative SSRI con minore effetto sul QT (es. sertralina) o, se necessario, un antidepressivo non SSRI.
- Monitorare i livelli di potassio e magnesio; carenze aumentano il rischio di aritmie.
Conclusione
La terapia con Citalopram può essere assunta solo sotto stretta supervisione cardiologica, con monitoraggio ECG regolare e valutazione della funzione renale. Se i parametri cardiaci rimangono stabili, la terapia può essere continuata; altrimenti, interrompere e valutare un’alternativa più sicura.
Le consiglio, data la sua situazione molto delicata, di eseguire una visita Aritmologica presso centro di massima esperienza sulle aritmie (es. Policlinico San Donato - Milano), e iniziare un percorso diagnostico e terapeutico che la mette in sicurezza e che le permette di guarire completamente dalla sua Sindrome di Brugada mediante la ablazione TCRF del substrato aritmogeno a livello epicardico del tratto di efflusso del ventricolo destro.
Resto a disposizione per una valutazione di persona prenotando al numero 02/52774260 per una visita specialistica Aritmologica presso il Policlinico San Donato, dove lavoro.
Cordiali saluti,
Dott. Baldi Mario
- Il Citalopram è un SSRI noto per aumentare l’intervallo QT, con rischio di torsioni di punta (con arresto cardiaco) di sintomi di Brugada (che predispone alla morte improvvisa).
- La tua nefropatia da IgA può ridurre l’escrezione del farmaco, aumentando la concentrazione plasmatiche e il rischio di effetti cardiaci.
- La bradicardia a riposo (50 bpm) e la frequenza notturna (30 bpm) indicano una base cardiaca sensibile a ulteriori rallentamenti e predispone all'innesco delle aritmie ventricolari (talora fatali).
Se ha familiarità positiva per morte cardiaca improvvisa, il suo rischio è notevolmente aumentato
Consigli pratici
- Prima di iniziare la terapia, è indispensabile un ECG di base e, se possibile, un monitoraggio ECG Holter per valutare la durata e la frequenza delle pause.
- Durante i 15 giorni di trattamento, programmare un controllo ECG entro 3 5 giorni dall’inizio per verificare eventuali prolungamenti del QTc.
- Se l’intervallo QTc supera i 450 ms o si osservano aritmie, interrompere immediatamente il Citalopram e consultare un cardiologo.
- Considerare alternative SSRI con minore effetto sul QT (es. sertralina) o, se necessario, un antidepressivo non SSRI.
- Monitorare i livelli di potassio e magnesio; carenze aumentano il rischio di aritmie.
Conclusione
La terapia con Citalopram può essere assunta solo sotto stretta supervisione cardiologica, con monitoraggio ECG regolare e valutazione della funzione renale. Se i parametri cardiaci rimangono stabili, la terapia può essere continuata; altrimenti, interrompere e valutare un’alternativa più sicura.
Le consiglio, data la sua situazione molto delicata, di eseguire una visita Aritmologica presso centro di massima esperienza sulle aritmie (es. Policlinico San Donato - Milano), e iniziare un percorso diagnostico e terapeutico che la mette in sicurezza e che le permette di guarire completamente dalla sua Sindrome di Brugada mediante la ablazione TCRF del substrato aritmogeno a livello epicardico del tratto di efflusso del ventricolo destro.
Resto a disposizione per una valutazione di persona prenotando al numero 02/52774260 per una visita specialistica Aritmologica presso il Policlinico San Donato, dove lavoro.
Cordiali saluti,
Dott. Baldi Mario
Risposta creata con il supporto di Medicitalia.AI
Utente
Grazie dottore dovrei iniziare il con 5 gtt per una settimana poi 8 gtt per una settimana per poi passare a 15gtt. In quale fase dovrei fare l ecg di controllo?. Ma se l ecg dovesse andar bene nn avrò mai la garanzia che comunque possa influire negativamente successivamente o posso stare tranquillo? ho un po’ di timore però lo psichiatra era abbastanza convinto. Grazie
Utente
Volevo specificare che sono 15 goccie e nn 15 giorni , ho sbagliato a scrivere. La terapia dovrebbe terpia a lungo termine .grazie
Questo consulto ha ricevuto 3 risposte e 152 visite dal 21/05/2026.
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