Utente
Gentilissimi Medici
Il 4 di ottobre scorso mi sono sottoposto a chirurgia maxillo-facciale per rimuovere un piccolissimo ma fastidioso mucocele dalla mucosa orale.
Il medico in pochi minuti ha concluso l'operazione e mi ha dimesso senza nessuna indicazione post-operatoria.

Già il giorno dopo sono stato malissimo (dolori, perdita di sensibilità alle labbra, gonfiore, ecc.
) e mi sono recato al PS, dove dopo aver constatato la gravità della situazione, mi hanno reindirizzato da chi mi ha operato d'urgenza, il quale mi espose che si trattava di una reazione normale all'operazione.

Mi sono recato alla visita di controllo, un mese dopo circa, dato che la ferita era gonfia, che tira, perdita di sensibilità, difficoltà a parlare e mangiare, stanchezza generale, ma, sopratutto, disestesie generali e sensazioni di labbro in trazione, cucito, fibroso.
Ho fatto una cura (Nicetile) che ho protratto per tre mesi, senza alcun risultato.

Ho chiesto dunque un'altra visita d'urgenza, sempre dal medico che mi ha operato, ma ancora, affermava che nulla poteva fare, che bisognava solo attendere l'esito finale.

Molto preoccupato, ho fatto delle analisi privatamente sulla sensibilità al labbro (potenziali evocati laser), che non hanno esitato problematiche particolari ed una neurologica.
Il neurologo ritiene che la disestesia possa essere attribuibile ad irritazione del ramo mentaliero del trigemino mentre il gonfiore non sarebbe da attribuire al nervo.

Continuo, dopo 7 mesi a stare male.
Ho dunque contattato nuovamente l'ambulatorio ospedaliero che mi ha visitato ben quattro volte ma senza riuscire ad avere una diagnosi nè indicazioni sul da farsi

Da quel 4 di ottobre non vivo più: non posso lavorare, ho difficoltà a masticare, il labbro mi da sensazione di punture, come trafitto da una spina h 24, formicolìì, strappi, la mucosa si gonfia, dolorante
Nella documentazione in mio possesso, si evincono i seguenti passaggi:
- iperestesia labbro inferiore
- flogosi cronica cicatrice verosimilmente in contatto foro mentoniero
- infiammazione cicatriziale, nevralgia associata della branca mentoniera del trigemino
- gonfiore mucosa interna emilabbro inferiore destro
Sono arrivato alla conclusione, spero errata, che il danno è permanente, probabilmente a carico del nervo alveolare.

Chiedo se può darmi indicazioni, che tipo di analisi strumentali fare, se sussistano le condizioni per un intervento di microchirugia, dato che nessuno è riuscito al momento a fare una diagnosi

Ringrazio per l'attenzione e, in attesa di un gentile cenno di riscontro, saluto cordialmente.

[#1]  
Dr.ssa Valentina Poddi Loche

20% attività
8% attualità
0% socialità
CAGLIARI (CA)

Rank MI+ 28
Iscritto dal 2019
Salve, prima di rispondere al suo quesito bisognerebbe che specificasse innanzitutto se ha avuto la certezza della diagnosi di mucocele, e successivamente in quale sede della mucosa orale si trovava la lesione.

La descrizione di disestesie così come riportata è compatibile con la reazione cicatriziale dovuta all'intervento, e il gonfiore potrebbe essere derivato anche, oltre che da un alterato drenaggio locale, dalla formazione di ulteriori ostruzioni alle ghiandole salivari limitrofe (indipendente quindi da eventuali danni nervosi).
A meno di un processo infettivo maggiore, è comunque difficile poter correlare il quadro alla sensazione di malessere generale che riferisce.

In quale punto esatto delle labbra ha perso sensibilità?
Consideri che il forame mentoniero (da cui fuoriesce l'omonimo nervo tributario del nervo alveolare) è a livello osseo in un punto che normalmente è estremamente lontano dalla tipica sede di formazione di un mucocele.
Dr.ssa Valentina Poddi Loche
Chirugia Maxillo-Facciale
Chirurgia Orale
Patologia Orale

[#2] dopo  
Utente
Gentile D.sa Poddi Locche
grazie infinite della risposta.

Cercherò di essere più preciso. La diagnosi iniziale è stata di "lesione mucosa orale regione III labbro inferiore/guancia, non dolente, non sanguinante, molle". La biopsia è compatibile con mucocele. Che è stato rimosso con dimissioni che recitano "enucleazione piccola gh. salivare livello mucosa geniena a destra zona 4.4 ".

La sensibilità è adesso recuperata totalmente, ma dalla cicactrice, nella parte interna della mucosa, fino alla zona superiore dell'emilabbro inferiore dx, avverto da sempe e costantemente gonfiore, irritazione, un leggero bruciore, una flogosi se uso il termine giusto, che aumenta alla palpazione e, tuttavia, invisibile esternamente. In corrispondenza della sua terminazione sul labbro, e questo sottolineo, fin dal giorno dopo l'intervento, avverto inoltre una fortissima tensione, come di corda tesa, fibrosa, quasi una spina conficcata nel labbro, non dolente ma in "tiragggio" che quasi mi impedisce di corrugare o distenderlo, per una buona metà dell'emilabbro. Infine, oltre a sensazioni di caldo/freddo durante i pasti, avverto leggeri formicolii, come di piccolissimi aghi che penetrano la cute, sempre sul labbro.
Dopo numerose visite di controllo nessuno è stato in grado di fare una diagnosi. Settimana prossima farò un elettromiografia mentre i potenziali evocati laser sono a posto per quanto riguarda la sensibilità cute esterna.

Ho pensato ad una lesione al nervo mandibolare ma non sono riuscito ad avere nessuna visita specialistica in proposito causa Covid. Un dentista, senza però avermi mai visitato, su quanto descritto, mi riporta che nulla si può fare e, come può immaginare, sono disperato.

Le chiedo quindi gentilmente ulteriori delucidazioni e, nel caso, quali esami effettuare.
Cordialmente

[#3]  
Dr.ssa Valentina Poddi Loche

20% attività
8% attualità
0% socialità
CAGLIARI (CA)

Rank MI+ 28
Iscritto dal 2019
Bisogna innanzitutto distinguere la finalità dei potenziali evocati, che mira a stabilire la funzionalità del nervo sensitivo, dall'elettromiografia che normalmente viene effettuata per le fibre motorie (e in questo caso non possono in alcun modo essere state coinvolte).

Le fibre nervose recise in interventi come questo sono quelle più periferiche, e nel corso del tempo (fino a 24 mesi!) subiscono una sorta di rimaneggiamento che comporta nuove reinnervazioni per vicariare quelle mancanti e talvolta dànno sensazioni atipiche (come quelle che lei riferisce) .

La sintomatologia soggettiva descritta può essere compatibile con un decorso complicato di una cicatrice mucosa: a tale proposito avrebbe dovuto quanto prima cominciare una serie di massaggi (energici e certamente fastidiosi) lungo la ferita onde evitare che si formasse quel "cordone fibroso" che sente e per favorire i drenaggi.

Fermo restando che la prima figura da interpellare nuovamente è sempre il primo chirurgo -cosa che le consiglio di fare non appena possibile- non si perda d'animo perché la risposta di ogni singolo paziente ha una variabilità elevatissima e come le ho spiegato i tempi di recupero nelle cicatrici mucose possono essere anche piuttosto lunghi.
Dr.ssa Valentina Poddi Loche
Chirugia Maxillo-Facciale
Chirurgia Orale
Patologia Orale

[#4] dopo  
Utente
Gentilissima D.sa Poddi Loche

la ringrazio nuovamente.
Purtroppo il primo chirurgo, che ho consultato 4 volte successivamente all'intervento, dichiara chiuso l'esito e non intende indagare oltre, non disponendo di soluzioni di sorta.

Un'altra dottoressa dell'equipe, mi ha in effetti invitato a massaggiare la cicatrice. L'ho fatto per un mese circa, senza apprezzabili miglioramenti.

Le chiedo un'ultima cosa: qualora si riuscisse a verificare una lesione al nervo alveolare, per quanto tempo è possibile intervenire con microchirugia in modo da ripristinare la sua funzionalità?

La ringrazio e le auguro buon lavoro.

[#5]  
Dr.ssa Valentina Poddi Loche

20% attività
8% attualità
0% socialità
CAGLIARI (CA)

Rank MI+ 28
Iscritto dal 2019
Il massaggio deve essere costante, per non meno di 5 minuti tre volte al giorno e va effettuato per almeno 3 mesi.

La continuità del nervo alveolare si esegue tramite uno sportello osseo esclusivamente nel caso in cui il nervo sia stato reciso nel suo tratto più prossimale.
Non esiste alcun tipo di ripristino chirurgico delle micro-fibre nervose periferiche a livello mentoniero.

Un saluto
Dr.ssa Valentina Poddi Loche
Chirugia Maxillo-Facciale
Chirurgia Orale
Patologia Orale