Utente
Da un normale controllo ecomammario di routine, lo specialista mi ha anticipatamente informato che la protesi mammaria destra e rotta. protesi che ho da 11 anni. Dovrò ritirare il 30 c.m. i risultati
Ma alla conferma, cosa dovrò fare, come mi devo comportare e con quale urgenza.
Prima non sentito problemi, adesso noto dei bruciorini interni e delle piccole fitte.
forse le noto di più perchè so di questo problema.
Ho 58 anni con attività sessuaria poco frequente, ma ho a che fare con un compagno che ha le mani che sono delle morse...e anche se non sa che ho le protesi, cerco sempre di frenarlo dicendo che mi fà male, ma niente, non ci sente..
Può essere questo il motivo di una rottura della protesi? grazie

[#1]  
Dr. Massimiliano Tripoli

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Gentile utente,
la rottura di una protesi mammaria in silicone è un evento piuttosto raro con le protesi di ultima generazione, garantite per periodi lunghi anche 20 o 30 anni. E' invece, seppur raro, un pò più frequente per le protesi di vecchia generazione. La rottura di una protesi può verificarsi per traumi importanti (compressione eccessiva durante una mammografia, impianto di cateteri venosi centrali, agobiopsie per prelievi di tessuto mammario da analizzare, incidenti stradali, cadute sul torace) oppure spontaneamente. La rottura spontanea, l'evenienza più frequente, in genere è legata alla cosiddetta "contrattura capsulare periprotesica", cioè all'ispessimento di quella capsula di tessuto fibroso che il nostro corpo ha creato intorno alla protesi, poichè riconosciuta come "estranea". In alcune pazienti questa capsula, che si forma sempre, tende progressivamente ad ispessirsi ed indurirsi, comprimendo la protesi, alterandone la forma e l'integrità, e dando al seno un aspetto innaturale, eccessivamente "tondo", e rendendolo inoltre dolente. Quando la contrattura capsulare si verifica, occorre riportare la paziente in sala operatoria, rimuovere o incidere la capsula (capsulectomia-capsulotomia) ed impiantare un'altra protesi, preferibilmente in sede sottomuscolare, cioè in un piano più profondo, allo scopo di ridurre il rischio di imbattersi nuovamente in questa temibile complicanza. L'ecografia e la mammografia sono gli esami standard per diagnosticare una rottura di protesi: le immagini mostrano dei globuli nodulari di silicone localizzati sulla superficie della protesi il cui contorno, pertanto, non appare più liscio e lineare. Nei casi dubbi si può ricorrere alla risonanza magnetica. Cara utente, qualora le indagini strumentali confermino la rottura della protesi dovrà sottoporsi ad un intervento chirurgico per rimuovere questa ed il silicone eventualmente fuoriuscito. Nel suo caso è consigliabile rimuoverle entrambe (sono passati 11 anni e le nuove protesi sono molto più affidabili) e impiantarne altre, magari in un piano più profondo, cioè sotto il muscolo grande pettorale. Qualora non volesse più le protesi il chirurgo dovrà eseguire una "mastopessi", cioè un intervento di lifting del seno, rimuovendo la cute in eccesso. Consulti il suo chirurgo plastico di fiducia senza timore, saprà certamente consigliarla nel modo più adeguato. Cordiali saluti.
Dr. Massimiliano Tripoli
www.massimilianotripoli.it
Dirigente Medico, Policlinico "P. Giaccone", Palermo

[#2] dopo  
Utente
grazie, Dr:Tripoli, è stato gentilissimo e utile ai miei pensieri e dubbi:
Ho già contattato il mio chirurgo che vedrò martedì 30 dopo ritiro esiti esami e decideremo insieme.
Intanto le sue risposte mi hanno rasserenato, anche se sicuramente andrò incontro a nuovo intervento e costi....ma bisogna essere ottimisti e guardare avanti.
Mi piacerebbe anche toglierle definitivamente se le cicatrici rimangono allo stesso modo di adesso nella parte inferiore dell'aureola.
Ancora un grazie e cordiali saluti a Lei

[#3]  
Dr. Massimiliano Tripoli

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Gentile utente,
sono lieto di averla rasserenata. Da quanto descrive l'impianto delle protesi è avvenuto attraverso un'incisione emiperiareolare inferiore. Se l'eccesso di cute rimanente è minimo di solito si asporta un anello di cute circonferenziale a tutta l'areola, quindi avrà una cicatrice anche sul bordo superiore dell'areola. Qualora la cute da rimuovere sia abbondante potrebbe essere necessario incidere anche verticalmente, nello spazio compreso tra il bordo inferiore dell'areola ed il solco sottomammario, con conseguente cicatrice lineare in questa zona.
Potrà scegliere insieme al suo chirurgo plastico di fiducia la soluzione più adatta al suo caso, ed affronti il nuovo intervento chirurgico in assoluta tranquillità.
A disposizione per qualsiasi dubbio o consiglio.
Cordialità
Dr. Massimiliano Tripoli
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Dirigente Medico, Policlinico "P. Giaccone", Palermo

[#4] dopo  
Utente
un supergrazie!!!

[#5] dopo  
Utente
Gent.sso Dr: Tripoli l'esito dell'eco e mammografia dice:
Parenchima residuo di aspetto denso in esiti di mastaplastica additiva mediante posizionamento di protesi bilaterale al di sotto della ghiandola mammaria.Non evidenziabili addensamenti sospetti nè focolai di microcalcificazioni a carattere patologico.
Regolarmente posizionata la protesi sn, a contenuto limpido omogeneo; la dx è in sede,disomogenea a contenuto denso plurisetteta con immagini di doppio contorno:rilievi compatibili
con rottura intracapsulare della stessa da valutare a giudizio clinico mediante RM,esame di elezione.

Il mio chirugo alla visita non trova riscontro, ma giustamente si pronuncierà con certezza dopo esiti di RM che farò al più presto, e dopo si deciderà il da farsi..

Vorrei anche un suo parere o commento...
Grazie e cordialità

[#6]  
Dr. Massimiliano Tripoli

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Gentile utente,
a questo punto la Risonanza Magnetica Nucleare è fondamentale per dirimere la diagnosi. la esegua e se vuole mi tenga informato sul risultato.
Cordiali saluti
Dr. Massimiliano Tripoli
www.massimilianotripoli.it
Dirigente Medico, Policlinico "P. Giaccone", Palermo

[#7] dopo  
Utente
Grazie, appena ho il tutto sicuramente approfitterò di un suo parere.
Saluti cordiali