Utente
Buongiorno, ho 34 anni e nel 2000 ho effettuato un intervento di mastoplastica addittiva bilaterale.
Il mese scorso, in seguito ad uno strappo muscolare, il seno sinistro si è infiammato e si è creata una capsula periprotesica.
ho fatto un'ecografia che ha mostrato un quadro simile a quello degli ultimi anni (struttura fibromatosa con alcuni noduli ingranditi: intorno ai 20/25mm di diametro).
mi sono quindi recata dal chirurgo che mi ha operato e ho seguito la cura a base di anti infiammatori per 10 giorni.
A 15 giorni dalla visita e terminata la cura, il seno è meno dolorante e duro, ma ancora sento che persiste la capsula. E lo stato di indolenzimento va e viene: ieri era quasi normale, oggi si è di nuovo indurito.
L'unico vero fastidio è sapere che esiste un processo di questo tipo e il fatto che al tocco sia duro. Non ci sono però difetti estetici o dolori forti (è più che altro indolenzimento).

Mi chiedo però se sia necessario l'intervento chirurgico, se sì, se ci sia il rischio di recidiva, se esista un modo per "distruggere" la capsula al di fuori dell'operazione.

Grazie anticipatamente per la cortese risposta.

[#1]  
Dr.ssa Maria Luisa Pozzuoli

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Gent.le Sig.ra,
la capsula periprotesica è una cosa inevitabile in seguito all'intervento di mastoplastica additiva. Non è lo strappo che ha avuto a procurarle la capsula, ma è l'organismo che, in seguito all'intervento, sviluppa una capsula intorno all'impianto mammario. Quindi tutte le donne che si sottopongono a mastoplastica additiva sviluppano SEMPRE una capsula periprotesica. Quello che è da accertare adesso è che, non si sia formata una contrattura capsulare, che rende il seno duro e dolente.
Allo stato attuale e con i mezzi che ho mi risulta difficile capire se e quando dovrebbe sottoporsi ad una revisione chirurgica. Quindi il mio consiglio è di rivolgersi al suo chirurgo che saprà sicuramente cosa fare. Naturalmente non è possibile "distruggere" la capsula, perchè è un tutt'uno con l'impianto mammario.
Rimango a Sua completa disposizione.
Cordialmente
Dr.ssa Maria Luisa Pozzuoli
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[#2]  
Dr. Claudio Bernardi

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Gentile signora,
aggiungo a quanto detto dalla Collega Pozzuoli che no esistono terapie mediche che eliminano la contrattura capsulare ma è di recente acquisizione l'uso di un farmaco (Accoleit cps) che in alcuni casi attenua la contrazione capsulare. Ne parli con il suo chirurgo che forse potrebbe prenderla in considerazione.Dott. Claudio Bernardi
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Dr. Claudio Bernardi
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[#3] dopo  
Utente
Ringrazio di cuore entrambi i medici per la solerzia e mi permetto di precisare la mia situazione, effettivamente descritta con poca precisione.
riporto quanto segnalato dall'ecografista il 9 aprile 2008:
presenza di protesi a ghiandola conservata, la destra distesa anecogena, la sinistra con piega in corrispondenza del QSI e discreta raccolta periprotesica.
si segnalano le note formazioni ipo-anecogene bilaterali, tutte a contorni netti, non sospette.
in particolare a dx ne QSE 4 di dimens comprese tra 8 e 4mm, ad ore 12 una di 15x6mm (aumentata); nei restanti quadranti altre 4 di 5-7mm.
A sx: nei quadranti superiori placca ipoecogena a contorni ondulati ma netti di 20x6mm(aumentata) senza calcificazioni.
nei restanti quadranti altre 5 formazioni anecogene di dimens comprese tra 3 e 7 mm.
assenza di linfonodi ascellari.

ad oggi, nonostante la cura di 10 gg, data a fine aprile dal mio chirurgo plastico, di aulin 2vv al dì, la contrattura capsulare al seno sx rimane (anche se meno consistente).
La contrattura non ha modificato la forma del seno, ma credo che abbia infiammato le formazioni fibromatose perchè sotto il capezzolo sento una durezza innaturale e dolorosa e lo stesso in alcune parti del seno sx, dove probabilmente ci sono le famose formazioni anecogene.

cosa devo fare? dovrò convivere con il dolore per sempre? quanto devo aspettare perchè passi, sempre che passi?
meglio che faccia un'altra ecografia per vedere se il quadro è cambiato?
se dovessi operare, è meglio che vengano asportare oltre alla capsula, anche le formazioni anecogene?
questo lo può fare il chirurgo plastico o ci seve essere un altro medico (per es. un oncologo)?

grazie nuovamente per i vostri interventi

[#4]  
Dr. Salvo Catania

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Gentile utente,
il quadro di displasia bilaterale non è sospetto in senso oncologico, ma andrebbe meglio definito dal punto di vista diagnostico prima di reintervenire chirurgicamente.

Ripeta l'ecografia , e abitando a Milano, provi ad eseguirla in altro centro !
Salvo Catania, MD
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[#5] dopo  
Utente
Dr Catania la ringrazio per la sua tempestività.
il fatto è che ho ripetuto l'ecografia già 2 volte nell'ultimo semestre.
a questo punto mi chiedo cosa debba fare esattamente.
cosa intende per "andrebbe meglio definito dal punto di vista diagnostico prima di reintervenire chirurgicamente"?
a che specialista mi devo rivolgere? al mio ginecologo?
grazie ancora

[#6]  
Dr. Salvo Catania

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Per spiegarmi meglio....intendevo che prima di un eventuale reintervento appaia sul referto il termine BENIGNO (anche se è molto probabile che si tratti di lesioni benigne). In caso di ulteriori dubbi c'è l'indicazione ad una Risonanza Magnetica che al momento mi sembra eccessiva.

Il ginecologo....fa il ginecologo e poichè NON ESISTE la specializzazione in senologia...... per senologo si intende lo specialista che coltiva come interesse ESCLUSIVO le patologie, non solo oncologiche, della mammella!

Si faccia consigliare dal Suo curante.
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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