Utente
Buonasea
premetto che sulla gamba dx ho l'arteria femorale sup. occlusa e, nel passato remoto, mi ha provocato delle ulcere, in zona tibiale, molto estese, curate a suo tempo con ricoveri in vari ospedali ed in vari repoarti (angiologia, dermatologia, medicina, immunologia). Da circa 15 anni a questa parte le ulcere che sporadicamente si presentano (talvolta spontanee, talvolta a seguito piccolo trauma) le ho sempre medicate/curate da solo con successo, avendo acquisito nel tempo le nozioni e le diamiche occorrenti.
Ora, invece, da Luglio si è formata un'altra ulcera tibiale e verso Settembre era praticamente quasi chiusa ma successicamente si è ingrandita nuovamente ed ora ha circa 1 cm di diametro e presenta uno strato di fibrina per il 40% dell'area circolare.
Sono già stato due volte dal dermatologo il quale ha solamente prescritto una pomata antibiotica (citrizan) xhe non ha sortito effetto anche perchè l'ho dovuta interrompere presto poichè provocava allergia.
L'ulcera non mi appare infetta, comunque.
Vorrei chiedere a quale specialista rivolgermi (angiologo, chirurgo vascolare, dermatologo) e se la rimozione della fibrina è possibile con farmaci o è necessario eseguirla con bisturi, come talvolta fatto nel passato con dolori indicibili. grazie

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Dr. Pietrino Forfori

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Gentile utente
Le ulcere dell’arto inferiore sono una patologia complessa ;
Nella maggior parte dei casi (circa 75 %) sono flebostatiche ,
Per circa il 15-20% sono arteriopatiche ;
Per il restante sono miste o vasculitiche.
Ne deriva ovviamente che necessitano di un inquadramento clinico diagnostico pen preciso per poter sperare di aver una buona probabilità di successo terapeutico.
Lei ha già avuto un trattamento chirurgico per arteriopatia , non si evince se concomita una insufficienza venosa (visita flebologica con Ecocolordoppler).
Alla fine del percorso diagnostico si potrà instaurare una terapia che non potrà essere limitata a presidi locali.
Cordialmente
Dr. Pietrino Forfori

[#2] dopo  
Utente
Grazie 1000, mi recherò al più presto da un chirurgo vascolare. Mi consenta di chiederle un'ultima cosa: con riferimento a questa sua osservazione :"per poter sperare di aver una buona probabilità di successo terapeutico" posso dedurre che ci siano (per differenza)delle probabilità che non si riesca ad avere successo terapeutico ed in tal caso cosa potrebbe accadre?
Grazie ancora