Utente 146XXX
Gentili dottori, sono qui a chiedere nuovamente il vostro consulto. Operata per 2 volte di fistola perianale, la prima volta extrasfintere...così pensavano i medici...la seconda volta di fistola transfinterica. E' stato messo un setone in trazione per 28 giorni, il decorso post operatorio è stato molto doloroso.Tuttavia è andato tutto abbastanza bene, non ho avuto emorragia post-operatoria, nè altre complicazioni, solo una transitoria incontinenza ai gas. Ripeto transitoria, durata circa un mese. Tuttavia riscontro adesso, a distanza di quasi 3 mesi un leggero problema che mi capita soprattutto quando mangio cibi più liquidi, o verdure per ammorbidire le feci. Dopo la defecazione, ed essermi lavata bene...tanto da aver anche irritato un pò la pelle ultimamente, mi capita di trovare sulle garze dei piccoli residui di feci. Mi sono accorta che il fenomeno è associato con l'assunzione di cibi che servono a mantenere le feci più morbide. Il mio dottore dice che la guarigione completa di una fistola transfinterica è un processo lungo e mi rendo conto che questo piccolo fenomeno non posso chiamarlo incontinenza ma mi chiedevo se fosse utile eseguire degli esercizi di biofeedback e fisioterapia con elettrostimolazioni. Non lo so, forse è ancora presto...la ferita fa ancora male. O forse sono solo impaziente ed impaurita, mi capita di guardarmi spesso con uno specchio per accertarmi che va tutto bene. Sono consapevole che c'è un esito cicatriziale, peraltro neanche tanto invasivo, ma c'è. Volevo inoltre chiedervi se è possibile che con gli eccessivi lavaggi la mia pelle si sia un pò irritata. Vorrei tanto stare più tranquilla!

[#1]  
Dr. Stefano Spina

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Come gia' ho recentemente avuto modo di scriverle e' ancora un po' presto per parlare di incontinenza. Il periodo di assestamento sara' ancora lungo ed e' probabile dunque che questi fastidiosi disturbi si rivelino reversibili. Per quanto riguarda gli esercizi di biofeedback ritengo che possa farli, se crede e se il suo Medico ritiene di doverglieli prescrivere. Sicuramente non saranno dannosi, anche se ho dei dubbi che in questa fase possano fare miracoli.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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[#2] dopo  
Utente 146XXX

Grazie di essere nuovamente intervenuto dottore. Lei mi rassicura sempre e forse è solo di questo che ho bisogno, di essere un pò tranquillizzata, cosa che purtroppo il mio chirurgo non fa. Mi scusi ma questo piccolo problema mi crea ansia da un punto di vista psicologico, e non riesco a dare tempo a me stessa e al mio corpo. Volevo chiederle un consiglio circa i lavaggi, ultimamente la pelle è un pò infiammata, irritata e brucia. Stranamente sul lato opposto della ferita. Sto usando una pasta all'ossido di zinco, ma secondo lei dovrei lavarmi solo con acqua tiepida ed evitare ogni detergente? Credo che la mia eccessiva igiene abbia un pò indebolito le difese locali.

[#3]  
Dr. Stefano Spina

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E' vero: a volte i detergenti utilizzati in maniera massiccia riducono le capacita' del nostro corpo di reagire agli stimoli esterni, provocando spesso anche reazioni locali come nel suo caso. Provi a "svezzarsi" da quest'abitudine e veda un po' come va...
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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[#4] dopo  
Utente 146XXX

Salve dottor Spina, approfittando della sua grande disponibilità volevo farle alcune domande. Pur cercando di stare tranquilla, a volte quel fenomeno di perdita spontanea di feci mi condiziona molto da un punto di vista psicologico. Mi chiedevo, se tra un tempo ragionevolmente lungo diciamo 1 anno, 1 anno e mezzo, anche 2, il disturbo non dovesse scomparire, si potrebbe pensare a fare una plastica? O ci sono altre tecniche che io non conosco che possono correggerlo? Volevo inoltre chiederle se e quanto dovrei aspettare per la ripresa dell'attività sessuale...sto evitando dal momento che la zona risulta ancora molto indolenzita. Grazie infinite

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Dr. Stefano Spina

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Per combattere l'incontinenza si puo' iniziare con diete particolari e farmaci che aumentano la consistenza delle feci, unite ad "esercizi" muscolari da eseguire per proprio conto. Poi si puo' passare alle tecniche di biofeedback. In ultima analisi si puo' pensare alla ricostruzione chirurgica delle fibre muscolari eventualmente lesionate.
Le ho risposto per dimostrarle che non voglio evadere la sua domanda, ma tenga presente che prima di pensare alle possibili soluzioni lei dovra' avere una diagnosi in tal senso. Se davvero al prossimo controllo il Chirurgo che l'ha operata lo riterra' opportuno si dovra' iniziare un percorso diagnostico atto a dimostrare la presenza di incontinenza o meno. Ma tutto cio' mi pare al momento davvero prematuro.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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[#6] dopo  
Utente 146XXX

Grazie dottore, non ho mai pensato che lei volesse evadere la mia domanda...piuttosto penso che sono io ad aver paura di fare le domande per non sentirmi rispondere cose che non vorrei sentire. Credo che questo stia diventando per me soprattutto un problema di tipo psicologico, non che realmente non ci sia un fenomeno...ma è come se mi sentissi impotente e incapace di gestire il mio corpo, dal momento che è qualcosa che non posso direttamente controllare. Diciamo che mi sento poco libera, per il fatto che non riesco a liberarmi delle garze. Mi sono rivolta spesso a lei perchè è un chirurgo specializzato in proctologia, io sono stata operata da un chirurgo che fa anche questo tipo di interventi ma si occupa soprattutto di oncologia. Credo che sia molto bravo, ma poco disponibile all'ascolto. Mi scusi se la importuno con le mie domande, ho 30 anni e la possibilità di convivere, magari sempre, con questo disturbo mi fa stare male. Voglio però avere fiducia nelle sue parole e cercare di riprendere a fare una vita normale. Grazie ancora

[#7]  
Dr. Stefano Spina

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Finora non ho volutamente affrontato con lei l'aspetto psicologico di questo suo disturbo, ma mi rendo conto che questo e' uno degli elementi piu' seri di una patologia (eventuale, attenzione, eventuale!) di questo tipo. Comunque non si fasci la testa prima del tempo: e' possibile che le cose si sistemino da sole.
Volevo inoltre farle presente che la Specializzazione in Proctologia non esiste, almeno in Italia; quindi nessuno di noi, me compreso, puo' fregiarsi di questo titolo. Esistono tuttavia dei corsi di perfezionamento e comunque delle esperienze dedicate a questa materia per cui qualcuno di noi puo' asserire di essere "perfezionato" o "esperto" in questo campo. Ma nessuno, ripeto, nessuno, puo' vantare ufficialmente questo titolo di Specializzazione, semplicemente perche' nessuna Universita' lo puo' rilasciare come tale. Detto cio' potra' capire come un Chirurgo Generale come il sottoscritto, ma anche uno Specialista in altra branca della Chirurgia come chi l'ha operata, puo' essere in grado, se ha sufficiente esperienza, di trattare casi come il suo.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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[#8] dopo  
Utente 146XXX

La ringrazio sempre per la sua grande disponibilità e soprattutto per il servizio che voi medici offrite gratuitamente. Volevo chiederle...secondo lei ci sono controindicazioni particolari alla ripresa dell'attività sessuale? C'è il pericolo che la ferita si possa riaprire? La guarigione è avvenuta per seconda intenzione ma io non so bene com'è la situazione internamente, quindi fino ad oggi ho evitato iniziative incaute. Grazie

[#9]  
Dr. Stefano Spina

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Certamente sarebbe opportuno vedere di persona come stanno le cose per poterle rispondere con cognizione di causa, ma in linea di massima non credo che ci siano controindicazioni per la ripresa dell'attivita' sessuale.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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[#10] dopo  
Utente 146XXX

Nella speranza di non importunarla troppo vorrei chiederle un'altra cosa dottore. La cicatrice del mio intervento risulta un pò fibrosa, dura. Poichè si trova in un punto delicato non ho applicato nessuna delle creme che si usano per spianare o rendere meno visibili le cicatrici. Ovviamente il mio non è assolutamente un problema estetico ma c'è qualche crema che potrei usare per rendere il tessuto più elastico? Tenendo conto che si tratta di mucose fino ad ora sono stata un pò restia, perchè volevo che tutto si cicatrizzasse bene però se la parte fosse più elatica immagino che sarebbe meglio e forse mi aiuterebbe anche a non senttire troppo prurito e bruciore a volte. Grazie

[#11]  
Dr. Stefano Spina

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La sua domanda e' davvero interessante. In effetti ci sono prodotti che possono aiutare a ridurre il fenomeno; alcuni, molto costosi, sono a base di oli siliconici e, stando a quello che scrive chi le produce, prometterebbero risultati miracolosi. Non dubito che in certi casi potrebbero anche funzionare, ma io queste affermazioni le accolgo sempre con le dovute cautele. Ne' tantomeno mi sentirei di consigliarle nulla senza averla visitata e soprattutto senza sapere se, nella regione da lei indicata, potrebbero dare qualche risultato. Del resto tenga presente che e' del tutto fisologico che qualunque esito cicatriziale abbia una elasticita' ridotta rispetto alla cute (o alla mucosa) integra, pertanto rimando la decisione al suo Medico.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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[#12] dopo  
Utente 146XXX

Gentilissimo dott. Spina, le scrivo poichè ho piacere di tenerla informata sull'evoluzione della mia situazione. In seguito al mio ultimo controllo il dottore mi ha detto che il fenomeno di perdita di piccole quantità di feci potrebbe rientrare in un iter normale legato al trauma chirugico subito. Io continuo a sperare che sia così, mi ha anche detto che devono passare ameno sei mesi, forse anche più per fare altre ipotesi. La prossima settimana ho un'altra visita. La vorrei tenere informato, mi farebbe piacere. Luisa

[#13]  
Dr. Stefano Spina

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Infatti! Come ho avuto modo di scriverle piu' volte e' presto per parlare di incontinenza: i disturbi che lamenta potrebbero rivelarsi reversibili, anche se il periodo di assestamento, come le ha detto anche chi l'ha appena visitata, potra' essere ancora piuttosto lungo.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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[#14] dopo  
Utente 146XXX

Gentilissimo dottor Spina, volevo comunicarle( con mia grande gioia!) che il problema di cui abbiamo più volte parlato, quello di piccole perdite di feci dopo la defecazione, pare si stia spontaneamente risolvendo. Non posso dirle che sollievo, e volevo ringraziarla pubblicamente per tutto l'incoraggiamento che lei mi ha dato negli ultimi mesi. Ovviamente mi rendo conto, dal dolore che ancora sento, che dovranno passare ancora un bel pò di mesi prima di dimenticare del tutto questo periodo. Convivo quotidianamente con tanti altra piccoli fastidi, la ferita fa ancora molto male e ultimamente ho avuto un problema con la pelle della zona anale e perianale. Sono andata a fare una visita dermatologica perchè sentivo un fastidioso bruciore e prurito, non interno, mi rendevo conto da sola che era esclusivamente un problema della pelle che vedevo un pò arrossata. Poi un giorno mi sono accorta che c'erano delle piccole chiazze rosse e quindi ho preferito mettermi al sicuro. Il mio dermatologo mi ha detto che la pelle è un pò erosa dai continui lavaggi degli ultimi mesi, soprattutto in alcuni punti sotto la ferita e dal lato opposto. Mi sento un pò in colpa per questo, probabilmente è colpa mia. Mi ha consigliato di applicare connettivina plus, ma ho dovuto sospendere perchè bruciava troppo. Mi sto lavando con un detergente delicatissimo. Ho ripreso oggi ad utilizzare la semplice connettivina, lui dice che dobbiamo riepitellizzare la pelle, e che anche questo percorso è un pò lunghetto. Ormai mi sono abituata alle cose lunghette! Mi ha anche detto che la ferita va bene. Ho fiducia del dottore ma volevo un suo parere. La ringrazio ancora tanto, lei è un dottore speciale. Luisa

[#15]  
Dr. Stefano Spina

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Sono contento che il nostro aiuto un po' le sia servito e la ringrazio per le belle parole che ha voluto spendere nei miei confronti. Concordo con quanto le ha detto e consigliato il suo Curante: purtroppo queste abrasioni dovute ai continui lavaggi sono frequenti e del resto vengono da una comprensibile necessita' di tenere la regione pulita il piu' possibile.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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[#16] dopo  
Utente 146XXX

Gentilissimo dott. Spina, le scrivo per avere un consiglio. In seguito al mio ultimo controllo il chirurgo che mi ha operata mi ha detto che le cose procedono abbastanza bene e considerato il tipo di intervento anche con un esito cicatriziale positivo. Sono passato 5 mesi dall'intervento e vedo anche io dei buoni miglioramenti. Mi ha detto che volendo potrei iniziare a fare un pò di riabilitazione del pavimento pelvico, visto che lamento ancora dei piccoli disturbi...nel dettaglio un pò di urgenza al momento della defecazione e ancora qualche piccolo episodio di piccolissime perdite di feci. Ovviamente lui dice che è importante per me poichè ho 30 anni e potrei andare incontro ad un parto. Onestamente le dico che l'idea di un parto naturale in questo momento non è neanche lontanamente nei miei pensieri, considerato quello che ho passato, e ancora vivo, l'idea di poter in qualche modo sollecitare lo sfintere già traumatizzato mi terrorizza. Volevo chiederle se secondo lei a questo punto potrei iniziare la Riabilitazione...glielo chiedo perchè mi fido anche dei suoi consigli. Sto trovando molta difficoltà a trovare un centro nella provincia di Brindisi-Lecce che si occupi della Riabilitazione del pavimento pelvico, potrebbe consigliarmi lei qualcuno dottore? Magari conosce qualcuno in Puglia...Pensi che anche il mio chirurgo non sa a chi rivolgersi! Grazie Luisa

[#17]  
Dr. Stefano Spina

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Consigli su Centri o Professionisti in particolare non siamo soliti darne via internet; inoltre non conosco la realta' della regione dove lei risiede. Pero' credo che sia senza dubbio una buona idea: la cosa importante e' che sia una riabilitazione fatta bene, altrimenti e' inutile. Provi comunque a contattare qualche Reparto di Urologia negli Ospedali piu' vicini.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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[#18] dopo  
Utente 146XXX

Come sempre la ringrazio della sollecitudine con la quale mi risponde dottore. Saluti

[#19]  
Dr. Stefano Spina

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Di nulla.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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[#20] dopo  
Utente 146XXX

Gentile dott. Spina, grazie alla sua recente indicazione sono riuscita a trovare un centro in cui si esegue la riabilitazione del pavimento pelvico. Mi chiedevo...se invece di iniziare il mese prossimo, quindi a 6 mesi dall'intervento, io iniziassi a settembre a 8 mesi dall'intervento, cambierebbe qualcosa? Glielo chiedo perchè la ferita fa ancora un pò male e l'idea di fare le elettrostimolazioni mi spaventa un pò. Forse è solo un trauma legato alle sofferenze degli ultimi mesi e quindi l'idea che debba essere introdotto qualcosa all'interno dell'ano mi crea un pò d'ansia. Volevo solo sapere se sono cose sicure, per essere più precisa...sono pratiche dolorose? Grazie

[#21]  
Dr. Stefano Spina

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No, non sono pratiche dolorose; e comunque se vuole iniziare a settembre credo che non succedera' probabilmente nulla di irreparabile.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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[#22] dopo  
Utente 146XXX

Grazie dottore, il mio dubbio nasceva solo dal fatto che poichè mi era stato detto che i tempi di recupero erano un pò lunghi non voglio in nessun modo interferire con il normale processo di guarigione. E poi a dire la verità non sono riuscita a trovare informazioni dettagliate dei tempi in cui deve essere eseguita questa riabilitazione, mi pare solo di aver capito che, poichè viene eseguita sulle e dalle donne che hanno partorito, di solito si inizia un paio di mesi dopo il parto. Poichè la mia ferita si è chiusa per seconda intenzione e fino quasi a fine marzo c'era un lembo di cute ancora che stentava a cicatrizzare mi è sembrato opportuno aspettare e vedere anche l'evolversi di altri piccoli fastidi. Grazie per la sua disponibilità

[#23]  
Dr. Stefano Spina

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Infatti. Il suo caso e' un po' diverso da quello di chi ha partorito: ritengo che aspettare un po' di piu' possa essere una scelta condivisibile.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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[#24] dopo  
Utente 146XXX

Gent.mo dott. Spina, mi scusi se ancora una volta approfitto della sua disponibilità ma mi ritrovo ad affrontare una situazione che non sto più riuscendo a gestire e vorrei un suo parere. Qualche tempo fa le ho detto che avevo fatto una visita dermatologica e che il dermatologo aveva riscontrato nell'area perianale delle erosioni. In seguito ho eseguito un controllo dal mio chirurgo il quale ha effettivamente riscontrato un pò di dermatosi. Entrambi sembrano abbastanza convinti della diagnosi ma mi capita un fenomeno strano...da qualche mese sento uno strano bruciore esterno, più leggero in corrispondenza del lato dx dell'ano, dove si trova la ferita e molto più forte dal lato opposto. Per qualche mese, convinta anche io che fosse un problema dermatologico ho assunto alcune regole semplici...pochi lavaggi, un detergente delicatissimo da usare solo dopo l'evaquazione (una volta al giorno) e su indicazione del chirurgo l'uso del violetto di genziana al bisogno. Dalla visita eseguita mi ha detto che sono perfettamente guarita, a parte questo problema. Adesso comincio a preoccuparmi però. Il dermatologo dice che le erosioni sono guarite e che secondo lui è un problema di natura psicologica. Io so di aver passato un periodo di stress elevatissimo legato alla paura dell'incontinenza, e mi sono per questo più volte rivolta a lei. Ma fortunatamente il problema sembra quasi essersi risolto del tutto. A volte mi capita di trovare delle particelle di feci piccolissime che io riesco a vedere solo perchè ho preso la malsana abitudine di controllarmi con lo specchio per vedere se va tutto bene. Inoltre il mio dermatologo dice che il taglio chirurgico ha reciso anche delle strutture nervose e che non è strano che io avverta un bruciore diffuso anche in zone che non hanno niente a che fare con la ferita. Di non pensarci troppo e che passerà. A questo punto non so bene che fare...è possibile che il mio stato psicologico influenzi davvero la parte? Vorrei tornare a fare una vita serena dopo 1 anno da incubo e 2 interventi e invece adesso brucia tutto. Ho la sensazione che passa una cosa e ne viene un'altra. Mi scusi per lo sfogo ma ormai io la considero quasi il mio medico amico, vorrei solo che tutto tornasse normale e magari un consiglio da parte sua.
Grazie Luisa

[#25]  
Dr. Stefano Spina

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La ringrazio per la considerazione che ha nei miei confronti. Credo che una parte dei suoi disturbi possa essere di tipo psicosomatico, ma non tutta: piu' plausibile la spiegazione secondo la quale gli interventi chirurgici potrebbero aver causato delle piccole "interferenze" (chiamiamole cosi'...) a livello delle terminazioni nervose locali.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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[#26] dopo  
Utente 146XXX

Grazie per aver risposto dottore. In effetti la mia sensazione è quella di un bruciore quasi nevralgico, e peggiora molto in posizione seduta. Inoltre a volte va e viene, ma quando c'è mi creda a momenti è davvero insopportabile. Ho il sospetto che possa trattarsi di una infiammazione del nervo pudendo, sono un pò preoccupata. Ci sono degli accertamenti che dovrei fare per stabilire la presenza di quste piccole interferenze o eventuali terapie?

[#27]  
Dr. Stefano Spina

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Per la nevralgia del pudendo dovrebbe sentire cosa ne pensa un Neurologo ed eventualmente effettuare una prova di stato latente, che e' una specie di elettromiografia. Mi pare pero' che lei stia andando un po' troppo avanti con le ipotesi: dia tempo al tempo, e aspetti prima di pensare a patologie che al momento non danno adito ad alcun sospetto.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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[#28] dopo  
Utente 146XXX

Gent.mo dott. Spina, ho eseguito una visita dal mio chirurgo. Lui dice che il mio problema è legato a una piccola marisca anale (già presente prima dei miei interventi) che sporgendo fuori dall'ano crea un pò di attito sulla pelle contro la quale va a strofinare. Quell'attrito secondo lui provoca un pò di infiammazione sulla pelle che appare arrossata. La cosa interessante è che il disturbo va e viene, ieri è stato impossibile stare seduta dal bruciore...oggi la situazione sembra più tranquilla. Mi ha detto che quella marisca non può essere tolta perchè mi assicura la continenza(?). Mi ha anche detto che la forma del mio ano è un pò cambiata e che probabilmente si crea infiammazione anche in base a ciò che mangio. Ma la marisca non è infiammata...è infiammata solo la pelle intorno all'ano dove questa va a poggiarsi. Adesso sono veramente in difficoltà, visto che quando gli ho chiesto cosa posso fare lui mi ha risposto "niente"...solo di lavarmi con acqua. Che probabilmente questo fastidio passerà. Non so perchè ma nonostante la fiducia che ho nel mio dottore, questa risposta non l'ho proprio capita. Possibile che io non possa fare niente? Possibile che sia tutta una questione di sensibilità particolare?

[#29]  
Dr. Stefano Spina

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Concordo con la versione che le ha dato il Collega. Mi sembra strano magari che sia la marisca a garantire la continenza anale, ma purtroppo io non ho avuto la possibilita' di visitarla e quindi devo stare a cio' che lei mi dice. Provi a domandargli ancora se non sia davvero possibile effettuare una piccola resezione della marisca: visto che le causa cosi' tanti problemi potrebbe valerne la pena.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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