Utente
Gentili specialisti torno a chiedere un vostro consulto in relazione ai miei problemi, a tutt’oggi, non ancora risolti.
Circa un paio di mesi fa è uscito allo scoperto il “nemico” che che da circa 8 mesi mi ha causato fastidi ai genitali, problemi minzionali e quant’altro.
Dopo diagnosi e cure per prostatite (che non avevo), dopo colica con espulsione di calcolo di grosse dimensioni, dopo innumerevoli analisi e controlli si è manifestato, per fortuna (meglio tardi che mai), un ascesso in zona perianale per il quale ho sostenuto una ecografia endoanale e, sempre su indicazione del vostro collega colonproctologo che mi sta seguendo, una colonscopia (effettuata venerdì scorso). Il colonproctologo mi ha obbligato a sottopormi a questo tipo di indagine adducendo alla necessità di escludere patologie in qualche modo collegate all’ascesso/fistola. Con tono quasi marziale lo specialista, del quale per altro mi fido sin dal primo incontro, continuava a sostenere che finché non aveva in mano il risultato della colonscopia lui non mi operava.
L’esame purtroppo è stato interrotto dopo l’esplorazione del retto e di una parte del sigma (sono stati indagati circa 50 cm) per due motivi: per il dolore atroce che mi stava procurando e, soprattutto, per la presenza di un polipo di tipo sessile (2/4 mm) in sede rettale e di uno peduncolato posizionato nel sigma (12 mm), entrambi asportabili. Il dottore che mi ha fatto l’esame mi ha detto che non era il caso di farmi soffrire visto che comunque la colonscopia è da ripetere per rimuovere i polipi e completare l’indagine. Tutto già schedulato per la metà di agosto.
Mi sono recato dal colonproctologo sottoponendogli il referto dell’esame parziale. Lo specialista mi dice che la fistola deve essere considerata una benedizione visto che i polipi (soprattutto quello di più grosse dimensioni), se non eliminati, sono destinati inesorabilmente a diventare CANCRO. Mi dice di stare tranquillo (per me ormai impossibile) e di aspettare, non solo il referto definitivo, ma anche il risultato dell’esame istologico dei polipi. Sperando, dico io, che la parte non indagata non riservi ulteriori e più sgradite sorprese.
Pertanto, oltre al fastidio procuratomi dall’ascesso/fistola si aggiunge una forte componente ansiogena.
Le domande che vi pongo sono le seguenti: perché tutta questa attesa ? Non era possibile curare chirurgicamente l’ascesso e le fistole in modo da porre fine ai fastidi che mi assillano dal dicembre scorso e successivamente effettuare tutti i controlli del caso ? Perchè aspettare addirittura l’esame istologico dei polipi asportati ? A quali rischi vado incontro attendendo così tanto nel correggere un ascesso con eventuali fistole ?
Vi ringrazio infinitamente e vi porgo i miei più cordiali saluti.

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Dr. Giovanni Piazza

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Gentile Utente,
Calma e sangue freddo! Allora, la fistola anale con relativo ascesso è correttamente, da valutare, come ha fatto il collega colon-proctologo, attraverso pancolonscopia ed ecografia trans-anale. Visto che, le fistole anali possono avere varie eziologie, come le malattie infiammatorie dell'intestino.La presenza di polipi, deve ovviamente essere trattata, attraverso la loro escissione e analisi anatomo-patologica.Sulla scorta di ciò, il trattamento può essere solo endoscopico oppure chirurgico.
Resta, adesso da delineare quale sia la genesi della fistola, se nasce da una ragade anale inveterata, che tipo di fistola è, e aggredirla solo dopo titpizzazione istologica dei polipi.
Corretto è prevenire il tumore del colon retto e che la poliposi rientra a seconda del tipo istologico, frequentemente nella genesi del tuomore colon-rettale,ma questo non significa che tutti i polipi siano il cancro.
Cordialmente
Dr. Giovanni Piazza
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Dr. Giovanni Piazza
Chirurgo Oncologo
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