Utente 507XXX
Dopo una lesione importante da episiotomia da parto avvenuta nel 1996 (mancata chiusura ad anello della muscolatura rettale), mi è stato proposto (tardivamente e dietro problemi di incontinenza fecale) un intervento in "overlapping" in luogo della ricostruzione con deviazione anale. Ho effettuato l'intervento in data 27/10/2004 ed eseguito le quotidiane medicazioni e controlli scupolosamente, senza riportare infezioni di sorta. Ora mi trovo con un orifizio anale allargato ed uno spazio fra l'ano e la vagina teso e minimo. Il medico che mi ha operato ha liquidato il tutto dicendo che:"la pelle era quella e tale è rimasta" e solo dopo mie insistenze ha riferito che si sarebbe adattata all'orifizio anale con il passare del tempo. Ovviamente, data l'esiguità e la rigidità della pelle in questione, ho dubbi circa un possibile automodellamento, oltretutto il miglioramento nella ritenzione delle feci, ora che l'orifizio è chiuso, non l'ho avuto. Anzi ho notato un peggioramento.
Se fosse possibile gradirei ragguagli in merito. Grazie per ogni possibile informazione.

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Dr. Andrea Favara

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La terapia chirurgica dell' incontinenza fecale e' complessa e le soluzioni chirurgiche, anche se eseguite correttamente e con le esatte indicazioni, non sempre danno risultati ottimali.Per il problema 'estetico' non saprei che commento fare, quello che mi sembra piu' importante e' invece il risultato funzionale sulla continenza fecale.Se non c'e' stato miglioramento ma addiruttura peggioramento, una possibilita' sarebbe quella del bio feedback, terapia non invasiva che a volte permette di ottenere risultati soddisfacenti.Auguri!
Dottor Andrea Favara
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Dr. Enrico Guarino

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indubbiamente l'intervento proposto è corretto. purtroppo vi sono elevate percentuali di parziale successo per queste patologie. In relazione alla tecnica utilizzata è necessario valutare se è stata impiegato un singolo o doppio flap di cute e sottocute nella ricostruzione ed è comunque possibile eseguire una plastica per ricustruzione dello spazio perineale. purtorppo devo contraddire il collega, difficlilmente la pelle cede in quella zona a favore dell'ano. in relazione alla continenza,tutti gli intenventi che determinano una cicatrice deformante la conformazione circolare dei mm sfinteriali determinano una più o meno grave incontinenza anale e quindi la tensione cutanea non favorisce la continenza. Forse è il caso di rivalutare il tutto magari rifacendo uno studio strumentale completo.
enrico guarino
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Dr. Claudio Bernardi

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Gentile signora,

effettivamente il problema che descrive rappresenta una situazione che esce un pò dalla stretta competenza di un , pur valido,chirurgo colorettale ed entra in un campo diciamo di tipo "riparativo". Sono anni che mi occupo di questo problema , ovvero di ricostruzioni e riparazioni dell'area perineale e nella fattispecie dello spazio perineo-vaginale operando insieme o dopo il chirurgo colorettale. La cute cicatriziale in questa area è causa di dolore, lacerazioni, e può portare a delle retrazioni dell'ano con incontinenza. Essa non migliora se non minimamente nel tempo e quindi si deve valutare l'opportunità di correggerla "liberandola"per diminuire la tensione o portando cute sana con lembi locali appositamente studiati. Infine, se il problema dell'incontinenza è ancora presente, bisogna valutare quanto l'intervento precedente sia stato risolutivo (anche se parzialmente)in particolare studiando il tono sfinteriale. Se l'anello sfinteriale è stato chiuso e stretto bene, la sua incontinenza residua potrebbe essere causata proprio dalla cute tesa e cicatriziale che retrae.
La saluto distintamente
Dr. Claudio Bernardi
Dr. Claudio Bernardi
Chirurgia Plastica
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